L’EFFETTO SERRA (II)

(Natale Caronia)

Cosa si sta facendo nel mondo.

I perfluorocarburi sono stati messi al bando.
Col Trattato delle Nazioni Unite sul clima (UNFCCC) del 1992 si è posta la prima pietra per ridurre le alterazioni climatiche determinate dall’uomo, cui seguì nel 1997 il Protocollo di Kioto, strumento per la riduzione entro il 2012 le emissioni di gas serra dell’ 8% rispetto al 1990; da esso venivano esclusi alcuni paesi in via di sviluppo per non ostacolare la loro crescita, ma a cui non hanno aderito USA, Cina, India. Nel 2004 la Russia ha ratificato il Protocollo.
In Europa solo Germania e Danimarca sono in regola con i parametri del Protocollo; l’Italia, con i suoi 543 milioni di tonnellate di equivalenti di anidride carbonica supera largamente le 487 tonnellate quale limite di rispetto assegnato.

In Europa è stata attuata la cosiddetta “Borsa della CO2”, con l’assegnazione a ciascun membro della quota di CO2, in funzione di un Piano nazionale di assegnazione quote tra le diverse industrie; il piano italiano è stato bocciato dall’U.E. perché incompleto e mancante della lista degli impianti industriali coinvolti e delle relative quote associate alle industrie.
In verità il prezzo ancora relativamente basso dei combustibili fossili necessari per l’attività industriale non facilita certo la riconversione verso le fonti rinnovabili in un momento in cui la globalizzazione dell’economia produce una competizione esasperata; tuttavia arroccarsi su posizioni di retroguardia non è produttivo. Per contro, la ricerca su nuovi sistemi rappresenta il futuro dei mercati di domani, ove l’innovazione tecnologica, cosiddetta verde, è trainante per l’economia, come sta dimostrando la Germania.
Quale futuro? Le premesse non sono molto rosee a causa delle resistenze da  parte di USA, Cina, India e altri paesi in via di sviluppo, per gli interessi delle multinazionali petrolifere e per i governi che vogliono mantenere inalterato il tenore di vita dei loro amministrati; pertanto è facilmente prevedibile che l’effetto serra, che sta diventando una vera e  propria pentola a pressione a livello planetario, aumenterà le sue manifestazioni  climatiche sul micro e sul macroclima, sino a quando la disponibilità di carburanti fossili si ridurrà e il suo prezzo aumenterà in modo tale da non renderne più conveniente il consumo.
Ancora una volta saranno le motivazioni economiche più che i pericoli incombenti sulla salute della terra a regolare il fenomeno perché, come dice Shakespeare, in questo pazzo mondo solo chi è pazzo è sano di mente.

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