LA GUERRA DI LIBIA

( Gabriella Maggio)

image

Un secolo fa, precisamente il 18 ottobre 1912 alle 15.45 veniva firmato ad Ouchy, sobborgo di Losanna, tra l’Impero Turco e l’Italia , il trattato che sanciva il possesso italiano della Tripolitania e della Cirenaica, regioni della Libia. Si poneva così fine alla guerra italo-turca, cominciata nel 1911 per volere del Re Vittorio Emnuele III e del Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti. Voluta dai nazionalisti, che consideravano il colonialismo necessario alla vita di un popolo ed in particolare a quello dell’’Italia, anzi dell’Italietta ed anche dai cattolici, perché il Banco di Roma tentava un’ affermazione finanziaria nella zona. Persino il Corriere della Sera, di solito poco affascinato dalle imprese coloniali, si era schierato a favore. I Socialisti invece si erano divisi. Solitario Gaetano Salvemini considerava la Libia uno “scatolone di sabbia”. Il vate Gabriele D’Annunzio componeva per l’occasione le ampiamente retoriche ed altisonanti Canzoni d’oltremare ( poi inserite nelle Laudi col nome di Merope) in cui la rievocazione dell’età classica e del Risorgimento erano funzionali all’esaltazione dell’impresa libica.

Naturalmente si schieravano a favore della guerra “ sola igiene del mondo “ i Futuristi. Fallita l’iniziativa di un compromesso tra Italia e Libia, auspicato dall’Austria e dalla Germania che temevano che l’indebolimento dell’Impero Turco avrebbe aiutato la Russia nel suo progetto di trovare uno sbocco nel Mediterraneo, si era arrivati allo scontro. Fatto d’arme di rilievo è stata l’azione nei Dardanelli e nelle isole dell’Egeo realizzata dalla squadra navale, comandata dal capitano Enrico Millo. Ma l’elemento risolutivo della guerra non è venuto dal campo di battaglia, ma dallo scoppio di conflitti nei Balcani ad opera della Serbia e della Macedonia che consigliarono ai Turchi di siglare la pace con l’Italia per evitare di combattere su più fronti.

.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il nostro sito web utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione. Per maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l abilitazione sul browser accedi alla nostra Cookie Policy.

Cookie Policy