MIRAGGIO TRA SCIENZA E LEGGENDA

LA FATA MORGANA

Carla Amirante

Tutti sanno che l’illusione ottica del miraggio è causata dalle leggi di rifrazione e riflessione atmosferica e avviene in natura quando i raggi del Sole incontrano uno strato d’aria più calda rispetto a quelli che si trovano sopra, più freddi e d’intensità maggiore. I raggi di luce solare in questo caso subiscono una riflessione totale e fanno vedere delle immagini riflesse al suolo dando luogo a miraggi di due tipi: inferiori o superiori.   Il miraggio inferiore lo si osserva più di frequente nel deserto dove il riflesso del cielo sul terreno sabbioso fa erroneamente scorgere un lago lontano, oppure in estate, quando, percorrendo una strada asfaltata, il riflesso sull’asfalto di un auto fa vedere una pozzanghera con dentro degli oggetti. Questo fenomeno, secondo i principi dell’ottica e della rifrazione, avviene perché gli strati di aria più vicini al suolo sono molto più caldi e meno densi degli strati superiori. Ma i miraggi più spettacolari sono quelli superiori, che si verificano quando c’è una inversione di temperatura all’altezza degli occhi di chi guarda e danno un’immagine riflessa in alto; è possibile così vedere al di là dell’orizzonte oasi nel deserto o navi capovolte sul mare. In questo caso gli strati d’aria a contatto col suolo sono molto più freddi di quelli al di sopra degli occhi dell’osservatore, creano così  una riflessione totale e fanno vedere su nel cielo oggetti anche molto lontani o al di là della linea dell’orizzonte.  Quando gli effetti dei due tipi di miraggio si sommano, le immagini degli oggetti si allungano sull’orizzonte verso l’alto come pinnacoli: questo miraggio è chiamato anche Fata Morgana. Tale fenomeno è visibile sulla terra in molti luoghi, sul mare, nelle regioni polari o nei deserti, ed è capace di deformare gli oggetti in maniera tale da renderli strani e irriconoscibili. Il miraggio può coinvolgere anche isole, coste o barche lontane, mostrandole in forme diverse da quelle originarie in rapida visione comprimendole o allungandole. Questo raro fenomeno è stato osservato in particolare sullo Stretto di Messina, dove è storicamente noto, cosi pure a Mazara del Vallo (Trapani), nelle Isole Tremiti ed anche in molti laghi e litorali del Sud Italia, come sull Gargano (Foggia). Inoltre è possibile osservare il miraggio da Genova guardando verso la Corsica, le isole di Capraia, di Gorgona e dell’Elba, così pure sullo Stretto di Gibilterra. Negli Stati Uniti il fenomeno è stato osservato in primavera, estate e autunno nel deserto del Mojave e nella regione dei grandi laghi, in Canada a largo dell’Isola Victoria, in Irlanda,  in Norvegia.

 

  Ma questo fenomeno naturale, prima di essere compreso e poi spiegato, ha suscitato nella mente degli uomini meraviglia e timore, proprio perché le sue immagini apparivano e scomparivano quasi sempre in luoghi particolari o in situazioni fuori dal normale creando visioni misteriose e surreali. Di fronte a quelle visioni inspiegabili la fantasia degli uomini ha dato vita nel passato a numerose leggende e teorie mentre invece ai giorni nostri le ha collegate agli UFO, quei fenomeni aerei al momento incomprensibili. Tra le antiche leggende ispirate dai miraggi tra le più famose e conosciute vi è quella della Fata Morgana che, anche all’estero, viene chiamato col nome italiano perché si verifica di frequente nello Stretto di Messina.  Nella mitologia celtica Morgana era la sorella del re Artù chiamata anche «la fata delle acque»; ella era una creatura sovrannaturale che illudeva i marinai con la visione di fantastici castelli sospesi in aria oppure situati sulla terra per attirarli con l’inganno e farli poi morire. Dal lungomare della città di Reggio Calabria, definito da D’Annunzio “il più bel chilometro d’Italia”, può accadere di vedere di fronte, sulla costa siciliana, la città di Messina e tale fenomeno avviene quando, nelle calde giornate estive, l’aria e il mare sono immobili e le  minuscole goccioline di acqua rarefatta fanno da lente di ingrandimento. Sono queste le condizioni ottimali perché la Fata Morgana possa compiere il suo incantesimo e creare il miraggio che mostra i palazzi, le vie, le case, le auto della città di fronte e che addirittura fa vedere le persone che camminano lungo le strade. Il tutto sembra così vicino da potere essere toccato con la mano nonostante le immagini siano distanti alcuni chilometri. La leggenda racconta che, nel 1060, Ruggero d’Altavilla (Hauteville-la-Guichard, 1031-1101), detto il Guiscardo e conquistatore della Sicilia, arrivò davanti allo Stretto e la Fata Morgana volle aiutarlo perché liberasse la Sicilia dalla dominazione musulmana. Ruggero rimase incantato nel vedere apparire misteriosamente la Fata sopra un carro bianco e azzurro, tirato da sette cavalli bianchi con le criniere azzurre; Morgana aveva compiuto proprio per lui quel sortilegio per indurlo a conquistare la Sicilia. Il re normanno, sdegnato, rifiutò di prendere l’isola con l’inganno e per quel nobile gesto  dovette impiegare circa trent’anni per conquistarla tutta.  Un’altra versione del mito racconta che, durante le invasioni barbariche, un re barbaro, giunto a Reggio Calabria, vide davanti a sé, a pochi chilometri di distanza, un’isola, con un gran monte che fumava: era la Sicilia con il vulcano Etna. Il re voleva approdare sull’isola ma non aveva le navi per arrivarci. Anche in questo caso era estate, in agosto, quando il cielo e il mare sono senza un alito di vento e l’orizzonte è velato da una leggera nebbiolina. All’improvviso apparve una donna bellissima, che, con un cenno mostrò la Sicilia a due passi dal re, al quale, guardandola nell’acqua, sembrò di toccare i suoi monti, le sue spiagge e pure le vie di campagna. Trionfante il capo barbaro scese dal cavallo, si gettò in acqua sicuro di raggiungere l’isola con poche bracciate, ma, rotto l’incanto, affogò e morì. La donna bellissima che aveva tratto in inganno il re barbaro altri non era che la crudele Fata Morgana.

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