<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Lions Palermo dei Vespri</title>
	<atom:link href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress</link>
	<description>We Serve</description>
	<lastBuildDate>Sat, 19 May 2012 16:32:47 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>LE DOLCI FANTASTICHE CREAZIONI DI ORNELLA</title>
		<link>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/19/le-dolci-fantastiche-creazioni-di-ornella/</link>
		<comments>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/19/le-dolci-fantastiche-creazioni-di-ornella/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 May 2012 16:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oggi cucino io]]></category>
		<category><![CDATA[fantatiche creazioni]]></category>
		<category><![CDATA[torte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/19/le-dolci-fantastiche-creazioni-di-ornella/</guid>
		<description><![CDATA[( Ornella Correnti )

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">( Ornella Correnti )</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image18.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image_thumb18.png" width="244" height="184" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/19/le-dolci-fantastiche-creazioni-di-ornella/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mark Twain in Italia</title>
		<link>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/18/mark-twain-in-italia/</link>
		<comments>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/18/mark-twain-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 May 2012 16:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Grand Tour]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/18/mark-twain-in-italia/</guid>
		<description><![CDATA[( Irina Tuzzolino)
 
Samuel Langhorne Clemens meglio noto come Mark Twain, nome derivato probabilmente dallo slang dei battellieri del Mississipi che gridavano “ by the mark twain” ( dal segno 2 (tese) ), giunge in Italia nel 1866 a circa trent’anni ed è già un giornalista affermato. L’Italia è solo una tappa della crociera che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">( Irina Tuzzolino)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image17.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image_thumb17.png" width="158" height="244" /></a> </p>
<p align="justify">Samuel Langhorne Clemens meglio noto come Mark Twain, nome derivato probabilmente dallo slang dei battellieri del Mississipi che gridavano “ by the mark twain” ( dal segno 2 (tese) ), giunge in Italia nel 1866 a circa trent’anni ed è già un giornalista affermato. L’Italia è solo una tappa della crociera che ha come mete anche la Francia e l’Oriente. Mark Twain è un visitatore originale che si lascia poco incantare dai monumenti e dalle testimonianze dell’età classica e molto di più dal paesaggio naturale che trova incantevole. Il futuro autore di Huckleberry Finn, opera definita da E. Hemingway come l’inizio della letteratura americana, si distingue dai viaggiatori del Grand Tour (tradizione settecentesca interrotta dalle guerre napoleoniche) desiderosi di perfezionare e completare il loro sapere, ma anche dagli altri viaggiatori dell’Ottocento alla ricerca di emozioni, di cui narra Henry James in “Ritratto di Signora”.</p>
<p> <span id="more-6562"></span>
<p align="justify"> Mark Twain ricerca costantemente un suo punto di vista personale, rifiutando i luoghi comuni e le notizie riportate dalle guide sia cartacee che improvvisate dai conoscitori dei luoghi. Le ritiene piene di banalità che pretendono di evidenziare il colore locale, impedendo al viaggiatore di avere una propria impressione e valutazione. Resta pertanto immune dal fascino del miracolo di S. Gennaro, da quello di Venezia, che apprezza soltanto di notte. Non è chiaro se rimpiange di non avere conoscenze artistiche tali da apprezzare l’arte italiana, perché trova sempre la giustificazione che la sua formazione è avvenuta in America, secondo i criteri americani. Innamorato della natura non apprezza le città, da cui ricava l’impressione che siano immobili, bloccate dalla loro storia secolare; nota che in esse la miseria è diffusa, il ceto dirigente è pieno di albagia, gli edifici sono trascurati e decadenti, la sporcizia regna ovunque; scrive : “Questo paese è in bancarotta, non c’è una solida base per opere grandiose”. Le impressioni di viaggio sono rielaborate nell’opera The Innocent Abroad, del 1869, da cui è tratto “In questa Italia che non capisco “, pubblicato in Italia nel 1885. Sebbene alcune affermazioni di Twain possano ancora adattarsi ad alcune realtà cittadine, per cui talvolta le nostre città sono incantevoli soltanto di notte, quando molti aspetti degradati vengono nascosti dalle tenebre, tuttavia mi sembra che il grande scrittore abbia mostrato una certa insensibilità nei confronti del nostro paese, dei suoi artisti e della sua storia. Si ha l’impressione che più che avvicinarsi a ciò che vede per comprenderlo ( apprezzo che voglia osservare ogni cosa direttamente e senza alcuna mediazione) si comporta come se i luoghi e le cose dovessero avvicinarsi a lui. Mi sembra un suo limite. Probabilmente la sua grandezza di scrittore doveva ancora maturare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/18/mark-twain-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>15 MAGGIO 2012</title>
		<link>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/16/15-maggio-2012/</link>
		<comments>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/16/15-maggio-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 14:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[15 maggio 1946]]></category>
		<category><![CDATA[Statuto dell'Autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[vacanza scolastica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/16/15-maggio-2012/</guid>
		<description><![CDATA[(Gabriella Maggio)
&#160;
Il 15 maggio 1946 a Roma il Re Umberto II di Savoia firma il Progetto di Statuto della Regione Siciliana, che segna la prima tappa dell’Autonomia Regionale. Sono trascorsi sessantasei anni e la valutazione dell’Autonomia non è concorde. Tutti la considerano buona ed utile nelle intenzioni originarie, ma appannata nella sua realizzazione ed attuazione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">(Gabriella Maggio)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image16.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image_thumb16.png" width="235" height="159" /></a>&#160;</p>
<p align="justify">Il 15 maggio 1946 a Roma il Re Umberto II di Savoia firma il Progetto di Statuto della Regione Siciliana, che segna la prima tappa dell’Autonomia Regionale. Sono trascorsi sessantasei anni e la valutazione dell’Autonomia non è concorde. Tutti la considerano buona ed utile nelle intenzioni originarie, ma appannata nella sua realizzazione ed attuazione. Altri senza esitazione la considerano un danno. Tuttavia le ragioni dello scontento siciliano non stanno nell’ideazione e nella stesura dello Statuto dell’Autonomia, ma nella sua attuazione. Oggi generalmente si crede che sia stata un’occasione di sviluppo e di progresso mancata.</p>
<p> <span id="more-6554"></span>
<p align="justify"> Eppure in giro nelle tante associazioni culturali dell’Isola l’interesse per la storia e le tradizioni siciliane sono vivi, ma purtroppo privi di mordente perché mescolati al rimpianto del passato anche remoto, di una pretesa grandezza che ci è stata usurpata. Se ciò è accaduto anche noi ed i nostri antenati hanno avuto ed abbiamo le nostre responsabilità. Sarebbe importante ammetterlo. Sarebbe un passo avanti che ci libererebbe dal troppo confortante piangerci addosso, dal crederci sempre vittime di qualcuno o di qualcosa. Scarsa l’attenzione dei media sulla ricorrenza. In tempi di crisi è difficile non parlare dei temi caldi : disoccupazione, atti di disperazione ed altro.. E’ stato concesso un giorno di vacanza agli studenti. Ma non sarebbe stato preferibile predisporre un CD seriamente storico, non il solito santino o la solita geremiade, da proiettare nella scuole per informare gli studenti che nel 99% dei casi nulla sanno del perché della vacanza? Una vacanza che ha tutta l’aria della scorciatoia, del troppo semplice. In questi giorni, in cui ci sembra che tutto debba essere ricostruito e rifondato, ricominciamo dalla divulgazione della conoscenza dei fatti storici, con il sostegno delle Istituzioni che devono affiancare il lavoro della scuola. Potremmo non cominciare dai Fenici o dall’ever green Federico II, ma dal Novecento ?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/16/15-maggio-2012/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Mito e demitizzazione nell&#8217;estetica di Pareyson&#8221;</title>
		<link>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/15/mito-e-demitizzazione-nellestetica-di-pareyson/</link>
		<comments>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/15/mito-e-demitizzazione-nellestetica-di-pareyson/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 18:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[mito]]></category>
		<category><![CDATA[estetica]]></category>
		<category><![CDATA[pAREYSON]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/15/mito-e-demitizzazione-nellestetica-di-pareyson/</guid>
		<description><![CDATA[(Carmelo Fucarino)
 
Nell’ambito dei periodici incontri del Centro Internazionale di Studi sul Mito (CISM), l’11 maggio scorso è intervenuta la dott.ssa Cristina Coriasso Martin-Posadillo, ricercatrice nel dottorato europeo in filologia italiana con una tesi su “Leopardi e la natura”, collaboratrice con la cattedra di filologia presso l&#8217;Università Complutense di Madrid, ove ha tenuto diversi seminari, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>(Carmelo Fucarino)</strong></p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image15.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image_thumb15.png" width="244" height="185" /></a> </p>
<p align="justify"><strong>Nell’ambito dei periodici incontri del </strong>Centro Internazionale di Studi sul Mito (CISM), l’11 maggio scorso è intervenuta la dott.ssa Cristina Coriasso Martin-Posadillo, ricercatrice nel dottorato europeo in filologia italiana con una tesi su “Leopardi e la natura”, collaboratrice con la cattedra di filologia presso l&#8217;Università Complutense di Madrid, ove ha tenuto diversi seminari, componente del gruppo di ricerca sul mito Acis e del comitato redazionale della eccellente rivista internazionale on line di mitocritica <i>Amaltea</i>. La perfetta competenza del tema della conferenza, <b>“</b><strong>Il mito nell&#8217;estetica e nell&#8217;ermeneutica di Luigi Pareyson”, le</strong><b> </b>deriva certamente dalla traduzione in lingua spagnola degli scritti del filosofo valdostano.</p>
<p> <span id="more-6551"></span>
<p align="justify"></p>
<p align="justify">A parte la scorrevole espressione in lingua italiana, che dimostra una profonda frequentazione con la nostra cultura e la letteratura scritta, si deve riconoscere all’autrice, che si occupa alla Complutense in prevalenza di filologia, di avere affrontato un lavoro da far tremare le vene e i polsi per la difficoltà di approccio. Il filosofo Pareyson certamente non gode di una visibilità in campo nazionale, se non fra gli addetti ai lavori, diversamente da quanto avviene invece per i suoi due troppo celebri e popolari discepoli o almeno considerati tali, uno, Gianni Vattimo, che si collocò in altro sentiero filosofico e avviò il passaggio al “pensiero debole”, l’altro che seguì l’altra strada dell’ermeneutica classica della codificazione, decifrazione e sistemazione del linguaggio dei segni, ma ancor più noto, tradotto in tutte le lingue e richiesto per quel fenomeno ecumenico del <i>Nome della rosa</i> e successivi capolavori forse troppo attesi (troppa erudizione e vicende criptiche di moda e di stile poliziesco da <i>Il pendolo di Foucault</i>, a <i>Baudolino</i> e all’ultimo <i>Il cimitero di Praga</i>), l’Umberto Eco delle mediatiche conferenze in tutte le università del mondo. Ma non si tratta solo di questo, tradurre un filosofo così complesso e difficile deve essere stata una prova titanica, data la terminologia assai tecnica e la varietà delle creazioni linguistiche per esprimere i concetti che talvolta appaiono assiomatici e riduttivi. Le strutture linguistiche sono poca cosa rispetto al tecnicismo dell’espressione di Pareyson. Oltre tutto bisogna mettere in evidenza la traiettoria di formazione dell’autore. Partito dall’esperienza didattica tedesca con i corsi tenuti da Karl Jaspers e il magistero dell’esistenzialismo (<i>La filosofia dell&#8217;esistenza e Karl Jaspers</i>, 1940, 1983, <i>Studi sull&#8217;esistenzialismo</i>, 1943, <i>Esistenza e persona</i>, 1950), assai diverso da quello di parata francese, approfondita l’analisi dell’idealismo tedesco (<i>L&#8217;estetica dell&#8217;idealismo tedesco</i>, 1950, <i>Fichte</i>, 1950), era giunto alle grandi sue elaborazioni che la relatrice ha puntato nei due testi di analisi, <i>Estetica. Teoria della formatività</i> del 1954 e la<i> Filosofia dell&#8217;interpretazione</i> del 1988, intrecciati con tutta la sua ricerca di estetica (<i>Teoria dell&#8217;arte</i>, 1965, <i>I problemi dell&#8217;estetica</i>, 1966, <i>Conversazioni di estetica</i>, 1966). In questa scarna biografia intellettuale sarebbe riduttivo non ricordare la sua esperienza politica, il breve arresto nel 1944 e la sua attività partigiana e le ultime sue elaborazioni di pensiero, come<i> </i><i>Filosofia della libertà</i>, 1989, e <i>Ontologia della libertà. Il male e la sofferenza</i>, 1995 (postumo, <i>Opere complete</i> a cura del “Centro studi Luigi Pareyson”). La relatrice ne ha esaminati naturalmente gli esiti estetici in relazione con il mito e i processi moderni di razionalizzazione e demitizzazione, non estranei all’interpretazione del mito, che giustamente ha distinto da mitologia, a cominciare da colui che si identifica oggi con il primo tentativo di storia pre-erodotea, Ecateo di Mileto con i suoi quattro libri di<i> Ghenealoghiai</i>. L’analisi è partita dalla critica puntuale alle teoria del “pensiero debole&quot; (da Hans Gadamer all’approdo alla <i>ontologia ermeneutica</i>) del suo discepolo filosofo, Gianni Vattimo, che si può culturalmente accettare o sconfessare (Manlio Corselli, filosofo della politica, nel suo intervento-elogio ha parlato di “uccisione del padre”, come se il discepolo debba calcare “pedissequamente” le orme del maestro, pena l’ostracismo), attraverso il confronto con le altre esperienze tedesche, per giungere alla traiettoria di &quot;demitizzazione della demitizzazione&quot;, attraverso due sintesi comunicative di allegoria e simbolo, nella contrapposizione di Logos e Mythos (chiaramente evidenziati dai vari schemi riassuntivi e dalle citazioni testuali in proiezione). L’intervento del prof. Vincenzo Guzzo, dopo il tributo di amicizia del prof. Corselli, ha concluso con una compiuta sintesi l’esperienza estetica ed ermeneutica di questo filosofo, valdostano di nascita, ma torinese di professione, che dopo l’interesse e la divulgazione delle ricerche di Cristina Coriasso sarà certamente più noto in Spagna, che non in Italia, dove imperano ancora il neoidealista Giovanni Gentile di Castelvetrano e le categorie su tutto lo scibile di Benedetto Croce, mentre sono discussi spesso con acrimonia ideologica Gianni Vattimo e ancor più Massimo Cacciari con il suo “pensiero negativo”, come il cattolico Augusto del Noce, che a partire da <i>Il suicidio della rivoluzione</i> del 1978 a <i>Il cattolico comunista</i> del 1981 trova qualche ostilità anche negli ambienti cattolici per le sue scelte politiche.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/15/mito-e-demitizzazione-nellestetica-di-pareyson/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA CARTA COSTITUZIONALE SICILIANA DEL 1812 &#8211; Parte II</title>
		<link>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/14/la-carta-costituzionale-siciliana-del-1812-parte-ii/</link>
		<comments>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/14/la-carta-costituzionale-siciliana-del-1812-parte-ii/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 21:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Bentick]]></category>
		<category><![CDATA[Caramanico. costituzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/14/la-carta-costituzionale-siciliana-del-1812-parte-ii/</guid>
		<description><![CDATA[(Renata De Simone)
 
Palazzo dei Normanni-Sala d’Ercole
I tre bracci si riuniscono prima in sedi separate: il ramo ecclesiastico nel Palazzo Arcivescovile, il ramo demaniale nel Palazzo Senatorio, il ramo baronale nel Collegio Massimo dei PP. Gesuiti, ma dopo le prime cinque sedute, per motivi di comodità e di sicurezza (si era verificato,la sera del 12 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">(Renata De Simone)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image14.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image_thumb14.png" width="244" height="185" /></a> </p>
<p align="center">Palazzo dei Normanni-Sala d’Ercole</p>
<p align="justify">I tre bracci si riuniscono prima in sedi separate: il ramo ecclesiastico nel Palazzo Arcivescovile, il ramo demaniale nel Palazzo Senatorio, il ramo baronale nel Collegio Massimo dei PP. Gesuiti, ma dopo le prime cinque sedute, per motivi di comodità e di sicurezza (si era verificato,la sera del 12 agosto, il lancio di una rudimentale bomba nella sala del Palazzo arcivescovile mentre era riunito il braccio ecclesiastico), il re concede l’uso di alcuni locali del Collegio Massimo dei PP. Gesuiti per tutti i partecipanti all’Assemblea. Il testo in discussione è quello preparato da Paolo Balsamo, abate, titolare della cattedra di Agricoltura presso la Reale Accademia di Palermo, economista e studioso dei fattori determinanti l’arretratezza della Sicilia, nonché fautore di riforme strutturali, proposte al vicerè principe di Caramanico. Sono le: <i>Memorie economiche ed agrarie riguardanti il Regno di Sicilia, </i>del1803. </p>
<p> <span id="more-6546"></span>
<p align="justify">La sua ricetta di ammodernamento della cultura agricola siciliana passava attraverso la soppressione dei vincoli feudali che ne impedivano il corretto investimento e il necessario sviluppo. Entrato nel 1810 in Parlamento come membro del braccio ecclesiastico, divenne amico e collaboratore nel progetto di riforma politica del regno di Giuseppe Belmonte, principe di Ventimiglia, raffinato oppositore del governo borbonico e di Carlo Cottone, principe di Castelnuovo, aspramente contrario alla politica accentratrice dei Borboni, firmatario, insieme ad altri nobili siciliani di una formale protesta contro un pesante donativo imposto dal re nel Parlamento del 1810 e perciò arrestato e successivamente liberato da lord Bentinck, che comandava il presidio antifrancese in Sicilia. Il testo approvato in Parlamento di quella che doveva diventare la Costituzione siciliana del 1812 fu molto modificato dalla bozza iniziale, ma conteneva i principi ispiratori della stessa e rifletteva il modello inglese, su cui aveva già tratto diversi spunti un altro illustre siciliano, impegnato nei lavori del Parlamento dal 1810 e successivamente nominato rappresentante della Camera dei Comuni negli anni 1813 e 1815: Nicolò Palmeri, laureato in Giurisprudenza a Catania e indirizzato agli studi di economia dal concittadino Balsamo. E’ lui l’autore del <i>Saggio storico e politico della Costituzione del Regno di Sicilia infino al 1816</i> pubblicato postumo nel 1847. Sono sintetizzati nel preambolo del testo della Costituzione sanzionato dal sovrano, i motivi ideali della pubblicazione, cioè <i>provedersi …non solo ai bisogni dello Stato, ma ancora alla correzione degli abusi, al miglioramento delle Leggi e a tutto ciò che interessar potesse alla vera felicità di questo fedelissimo Regno</i> ; si passa quindi all’elenco, in 12 punti, delle Basi della nuova Carta Costituzionale. I punti salienti riguardano la forma del Parlamento, che sarà composto da una Camera dei Comuni, con rappresentanti delle Università sia demaniali che baronali, e una Camera detta dei Pari costituita dai feudatari ed ecclesiastici che prima sedevano nel braccio ecclesiastico e militare e altri eletti dal re. Il punto 4 recita che <i>il potere giudiziario sarà distinto e indipendente dal potere esecutivo </i>e al punto 11 si afferma che in Sicilia <i>non vi saranno più feudi e tutte le terre si possederanno…come in allodi…conservando però ogni Famiglia i titoli e le onorificenze.</i> Nello snodarsi degli oltre cinquecento articoli vengono toccati tutti gli aspetti dell’organizzazione dello Stato , con norme relative ai diritti dei cittadini, alla proprietà terriera, alla religione, alle Magistrature, molte delle quali vengono abolite, alle finanze, alla struttura amministrativa dell’isola, ai criteri di elezione dei rappresentanti dei Comuni. Benchè i noti eventi storici che fecero seguito al Congresso di Vienna e i successivi decreti regi che si susseguirono dal 1814 al 1816 resero di fatto inattuata la Carta costituzionale del’12, la classe culturale dell’Isola non può fare a meno, oggi, a distanza di due secoli, di rileggerla cercando nel testo i chiari elementi di civiltà presenti (basti pensare alla riforma della giustizia e lo stimolo dato per una revisione dei Codici, o l’affermazione della libertà di stampa) e tener vivo il ricordo della cittadinanza siciliana su un organo politico che pur tra lunghissime discussioni e confronti, talvolta accesi, di opinione e di interesse, seppe dare con il suo impegno al popolo siciliano un luminoso esempio di sincero interesse per il bene comune. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/14/la-carta-costituzionale-siciliana-del-1812-parte-ii/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CROCEVIA LINGUISTICO</title>
		<link>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/13/crocevia-linguistico/</link>
		<comments>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/13/crocevia-linguistico/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 17:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Fucarino]]></category>
		<category><![CDATA[lingua siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[Società Siciliana per l'amicizia tra i popoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/13/crocevia-linguistico/</guid>
		<description><![CDATA[(Gabriella Maggio)
 
La lingua di un popolo è il testimone della sua storia. Non fa eccezione la lingua siciliana, come ha dimostrato Carmelo Fucarino nella sua dotta ed esaustiva lezione su “Gli apporti della lingua greca nella lingua siciliana”, per la Società Siciliana per l’amicizia tra i popoli , giovedì 10 maggio nell’aula magna dell’Istituto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">(Gabriella Maggio)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image13.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image_thumb13.png" width="244" height="185" /></a> </p>
<p align="justify">La lingua di un popolo è il testimone della sua storia. Non fa eccezione la lingua siciliana, come ha dimostrato Carmelo Fucarino nella sua dotta ed esaustiva lezione su “<i>Gli apporti della lingua greca nella lingua siciliana”, </i>per la <i>Società Siciliana per l’amicizia tra i popoli</i> , giovedì 10 maggio nell’aula magna dell’Istituto Platone. Carmelo Fucarino ha percorso in senso diacronico, attraverso le testimonianze della lingua parlata e di quella conservata nei documenti privati, ma anche ufficiali, l’avvicendarsi di varie civiltà in Sicilia fino all’Unità d’Italia.</p>
<p> <span id="more-6543"></span>
<p align="justify"> La ricostruzione storico- linguistica non è stata fine a sé stessa, ma ha dato senso alle iniziative legislative regionali che mirano a valorizzare la lingua e la storia siciliana. In questo contesto allo studioso si pone il problema di capire quale siciliano si debba tramandare alle giovani generazioni che raramente lo parlano ed anzi talvolta&#160; non lo conoscono affatto. La lingua siciliana, continua Fucarino, è una lingua dinamica e non unitaria per cui manca di una norma univoca a partire dalla fonetica. Pertanto per rendere operativa la legislazione regionale si devono ancora organizzare i moduli didattici. E questo richiede una profonda riflessione proprio per l’importanza dell’operazione culturale proposta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/13/crocevia-linguistico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I MIEI MAESTRI* &#8211; Seconda parte</title>
		<link>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/12/i-miei-maestri-seconda-parte/</link>
		<comments>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/12/i-miei-maestri-seconda-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:29:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Sgarlata.]]></category>
		<category><![CDATA[porte della Cattedrale di Palermo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/12/i-miei-maestri-seconda-parte/</guid>
		<description><![CDATA[( Raffaello Piraino) 
 
Filippo Sgarlata
Lo scultore medaglista Filippo Sgarlata ha occupato, con prestigio, uno spazio nella cultura figurativa siciliana dell’ultimo secolo. Insegnò in Accademia alla scuola libera del nudo e a volte presenziavo alle sue lezioni pur non essendo suo allievo. Era un uomo di corporatura imponente, spaccone per temperamento, vanitoso e irascibile. Era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">( Raffaello Piraino) </p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image12.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image_thumb12.png" width="244" height="204" /></a> </p>
<p align="center">Filippo Sgarlata</p>
<p align="justify">Lo scultore medaglista Filippo Sgarlata ha occupato, con prestigio, uno spazio nella cultura figurativa siciliana dell’ultimo secolo. Insegnò in Accademia alla scuola libera del nudo e a volte presenziavo alle sue lezioni pur non essendo suo allievo. Era un uomo di corporatura imponente, spaccone per temperamento, vanitoso e irascibile. Era stato colpito da una precoce calvizie e lui, non accettando quella menomazione estetica, si era fatto crescere una lunga ciocca di capelli che rigirava sul cranio e fissava con la gomma arabica. ..Sua Eminenza il Cardinale Ruffini, aveva bandito il concorso per la realizzazione delle porte bronzee della Cattedrale di Palermo e l’emerito scultore termitano vinse la gara. …con l’acconto ricevuto pensò di soddisfare il sogno di possedere un’automobile, ne comperò una sportiva, decappottabile , di colore bianco.</p>
<p> <span id="more-6540"></span>
<p align="justify"> Era terrorizzato che gliela potessero rubare e si affacciava continuamente dal balcone della sua aula per controllarla…La realizzazione delle porte procedeva alacremente e gli spazi si riempivano con scene tratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento. In un riquadro era prevista la modellizzazione di un gruppo di cavalli in un ardito scorcio. Il maestro, per non commettere errori, aveva preso l’abitudine di osservare da vicino le parti anatomiche dei cavalli legati alle carrozze, in attesa dei passeggeri, alla stazione ferroviaria di Palermo. …Gli ‘gnuri, se in un primo tempo lo lasciarono fare, ritenendolo un povero pazzo , successivamente lo ridussero a mal partito“. </p>
<p align="justify">· Da l’ &quot;Airone Bianco – Coppola Editore</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/12/i-miei-maestri-seconda-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA CARTA COSTITUZIONALE SICILIANA DEL 1812 &#8211; Parte I</title>
		<link>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/11/la-carta-costituzionale-siciliana-del-1812-parte-i/</link>
		<comments>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/11/la-carta-costituzionale-siciliana-del-1812-parte-i/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 22:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[1812]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/11/la-carta-costituzionale-siciliana-del-1812-parte-i/</guid>
		<description><![CDATA[(Renata De Simone)
 
Palazzo dei Normanni-Sala d’Ercole
Una Costituzione siciliana, frutto di lunga elaborazione speculativa ed espressione di un pensiero illuminato e riformatore, ma dalla brevissima esistenza, si ricorda quest’anno a Palermo con mostre, apertura straordinaria di locali-simbolo, proiezioni di documenti originali e pubblica lettura di brani tuttora di grande forza evocativa, nel Bicentenario della sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">(Renata De Simone)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image11.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image_thumb11.png" width="244" height="185" /></a> </p>
<p align="center">Palazzo dei Normanni-Sala d’Ercole</p>
<p align="justify">Una Costituzione siciliana, frutto di lunga elaborazione speculativa ed espressione di un pensiero illuminato e riformatore, ma dalla brevissima esistenza, si ricorda quest’anno a Palermo con mostre, apertura straordinaria di locali-simbolo, proiezioni di documenti originali e pubblica lettura di brani tuttora di grande forza evocativa, nel Bicentenario della sua promulgazione. Ne fu qualificato estensore il Consesso dei parlamentari siciliani, ne fu sede ufficiale il Palazzo dei Normanni, attuale dimora dell’Assemblea Regionale Siciliana. </p>
<p> <span id="more-6535"></span>
<p align="justify"></p>
<p align="justify">Il 18 giugno del 1812 nella Sala d’Ercole del Palazzo Reale di Palermo, alla presenza del principe ereditario Francesco di Borbone, vicario per delega regia, il Protonotaro del Regno Pietro Papè, principe di Valdina, apre con un discorso inaugurale il Parlamento straordinario di Sicilia che aveva l’obiettivo di dare una nuova organizzazione al Regno, prendendo come modello la Costituzione inglese. Erede di una tradizione che si vuole far risalire al Gran Conte Ruggero, conquistatore normanno delle terre in mano agli arabi, il Parlamento generale di Sicilia rappresentava tre componenti, o <i>bracci,</i> della compagine sociale isolana: quella militare, discendente, si dice, dai combattenti ricompensati con parte delle terre conquistate, quella ecclesiastica, costituita da ricchi prelati signori terrieri e quella demaniale, di diretto appannaggio del Re. In Sicilia le prime assemblee si limitavano a far da cornice alla corte del Re quando questi promulgava importanti leggi organiche. Così le famose <i>assise </i>di Ariano di re Ruggero II del 1140 o le costituzioni di Melfi promulgate nel 1231 da Federico II. Solo con Federico III d’Aragona nel 1296 si istituì una norma precisa che prescriveva la convocazione annuale del parlamento (<i>De curia semel in anno facienda</i>), regola che però non ebbe riscontro nella prassi corrente. Ben diverso il <i>parlamentum</i> convocato da re Martino nel 1398 a Siracusa, che riproponeva in Sicilia i tre bracci (ecclesiastico, militare o feudale e demaniale ) sul modello delle <i>cortes </i>catalane e che richiedeva un accoglimento positivo (<i>placet</i>) o negativo (<i>non placet</i>) del sovrano alle proposte avanzate dall’organo collegiale. L’ingresso al potere della dinastia castigliana, a partire dal 1412, segna un fondamentale cambiamento nel parlamento siciliano. Con Alfonso il Magnanimo la sanzione regia alle grazie chieste al re in assemblea (<i>capitoli</i>) era compensata dalla elargizione di <i>donativi</i>, cioè somme di denaro richieste dal re ai sudditi e l’efficacia delle leggi votate in Parlamento era vincolante per il sovrano. Si trattava cioè di <i>leges pactatae.</i> Il Parlamento era convocato ogni tre anni dal re o dal vicerè in via ordinaria. I tre bracci si riunivano separatamente per lo più in tre diverse parti della Cattedrale di Palermo. Solo per la concessione di nazionalità siciliana era richiesto il consenso unanime dei tre bracci. L’attività parlamentare si concludeva con l’approvazione dei donativi. Uno speciale istituto, la Deputazione del Regno, i cui membri restavano in carica tre anni, vigilava sull’esecuzione dei privilegi accordati dal re e curava la riscossione dei donativi. Di enorme rilievo per il contenuto innovativo dettato dalle correnti culturali settecentesche oltre che da vicende storiche coeve, l’assemblea parlamentare che si aprì a Palermo nel giugno del 1812 determinò dopo cinque mesi di intensa attività l’approvazione, il 7 novembre, di un testo costituzionale discusso, approvato e sottoposto, capitolo per capitolo, alla sanzione regia. Il re approva (<i>placet regiae Majestati</i>) , non approva (<i>vetat)</i> o approva apportando alcune<i> </i>modifiche al testo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/11/la-carta-costituzionale-siciliana-del-1812-parte-i/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le note del sorriso&#8221; II edizione</title>
		<link>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/10/le-note-del-sorriso-ii-edizione/</link>
		<comments>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/10/le-note-del-sorriso-ii-edizione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario di Club]]></category>
		<category><![CDATA[ASLTI]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/10/le-note-del-sorriso-ii-edizione/</guid>
		<description><![CDATA[( Aurora Picone)
 
Il 28 aprile 2012 alle ore 21,00 presso la maestosa Basilica di San Francesco d’Assisi ha avuto luogo la seconda edizione del concerto di beneficienza “Le note del sorriso”, organizzata e curata dal Leo Club Palermo dei Vespri. Ad accogliere i numerosi e graditi ospiti presenti, il presidente del L.C. Palermo dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">( Aurora Picone)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image10.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image_thumb10.png" width="244" height="191" /></a> </p>
<p align="justify">Il 28 aprile 2012 alle ore 21,00 presso la maestosa Basilica di San Francesco d’Assisi ha avuto luogo la <i>seconda edizione del concerto di beneficienza “Le note del sorriso”</i>, organizzata e curata dal <b>Leo Club Palermo dei Vespri</b>. Ad accogliere i numerosi e graditi ospiti presenti, il presidente del L.C. Palermo dei Vespri <i>Virginia Geraci</i><b> </b>(promotrice di entrambe le edizioni del service)<b> </b>che con molta emozione ha fatto un breve ma significativo discorso che ha trovato il consenso del pubblico che l’ha ringraziata con un lungo applauso. Hanno successivamente preso parola il parrocco della basilica di San Francesco d’Assisi Padre Fedele Fiasconaro, il Presidente dell’ associazione ONLUS ASLTI l’avv. Giuseppe Lentini e il nostro Presidente Lion padrino il Dott. Giovanni Ammirata il quale si è fatto portavoce, insieme al Presidente Leo dei valori e delle finalità per le quali Lions e Leo insieme si spendono nella società.</p>
<p> <span id="more-6532"></span>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">Ad esibirsi ancora una volta i giovani professionisti dell’<i>Orchestra Filarmonica e del Coro Polifonico dell&#8217;Istituto Statale Regina Margherita</i> diretti dalla preziosa professionalità dei Maestri Francesco Di Peri e Salvatore Scinaldi<a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/clip_image004.gif"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="clip_image004" border="0" hspace="12" alt="clip_image004" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/clip_image004_thumb.gif" width="240" height="186" /></a>. I graditi ospiti hanno lasciato un’offerta simbolica che è stata raccolta da noi soci del Leo Club Palermo dei Vespri la quale andrà totalmente a favore dell’associazione.&#160; La cifra che è stata raccolta è di euro 800,00 e servirà a sostenere il reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’ospedale Civico di Palermo dove opera ormai da 30 anni l’associazione ASLTI. La serata è trascorsa piacevolmente e di questa gioia non resterà soltanto un dolcissimo ricordo, ma qualcosa di concreto che verrà fatto sicuramente in favore dei bambini affetti da leucemie e tumori. Un grazie di cuore a tutti voi che avete partecipato cosi numerosi a tale manifestazione e grazie anche a chi, nonostante non sia potuto venire, ha contribuito ugualmente regalando un suo “sorriso”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/10/le-note-del-sorriso-ii-edizione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>VIAGGIATORI STRANIERI IN SICILIA</title>
		<link>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/09/viaggiatori-stranieri-in-sicilia-12/</link>
		<comments>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/09/viaggiatori-stranieri-in-sicilia-12/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 17:41:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio d'Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[da una missione a Napoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/09/viaggiatori-stranieri-in-sicilia-12/</guid>
		<description><![CDATA[(Daniela Crispo)
 
IBN&#160; UTHMÂN AL-MIKNASI Muhammad
In Al-badr as safir , La luna splendente, Ibn Uthmân racconta del suo viaggio in Sicilia nel capitolo Siqilliya fi mudhakkirât as-safir Ibn-Uthmân, La Sicilia nei ricordi dell’ambasciatore Ibn-Uthmân. Di ritorno da una missione a Napoli, il diplomatico marocchino, ambasciatore del sultano alawita Muhammad ibn Abd Allâh, con l’incarico di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">(Daniela Crispo)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image9.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/image_thumb9.png" width="244" height="200" /></a> </p>
<p align="center">IBN&#160; UTHMÂN AL-MIKNASI Muhammad</p>
<p align="justify">In <i>Al-badr as safir </i>, <i>La luna splendente</i>, Ibn Uthmân racconta del suo viaggio in Sicilia nel capitolo <i>Siqilliya fi mudhakkir</i>â<i>t as-safir Ibn-Uthm</i>ân, La Sicilia nei ricordi dell’ambasciatore Ibn-Uthmân. Di ritorno da una missione a Napoli, il diplomatico marocchino, ambasciatore del sultano alawita Muhammad ibn Abd Allâh, con l’incarico di operare uno scambio di prigionieri musulmani con cristiani, è costretto ad una sosta imprevista a Palermo il 17 dicembre 1791. A causa di un fortunale infatti la sua nave è costretta a rifugiarsi nel porto della città. Temperamento brillante, viene ben accolto dalla nobiltà cittadina e coinvolto in una serie di incontri e ricevimenti dove conosce l’abate Vella, che diventa il suo accompagnatore ufficiale. </p>
<p> <span id="more-6527"></span>
<p align="justify">E’lo stesso che inventa l’<i>arabica impostura</i>, di cui parla Leonardo Sciascia ne “<i>Il Consiglio d’Egitto”</i>. Di questa visita l’ambasciatore ha lasciato una descrizione gustosa e viva. Della città ammira soprattutto i giardini che gli sembrano “<i>frutto di una fantastica visione di sogno”</i> e le strade, in particolare le due principali che s’incrociano, che gli appaiono “ <i>tutte un pullulare di mercati”</i>. Però non è attratto dall’architettura della città, anzi nota con rammarico la scomparsa delle vestigia musulmane. Critica il Carnevale :”<i>Che si tratti di una cosa immorale è noto a tutti…puoi vedere quei locali straboccare di notte di quella gente che, mascheratasi, si mette a ballare – che All</i>â<i>h ne affretti la punizione! – uomini e donne insieme, ponendo fine al proprio sollazzo solo al sorgere del sole”.</i> Il 20 marzo dell’anno1792 fa ritorno in patria</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/2012/05/09/viaggiatori-stranieri-in-sicilia-12/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

