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	<title>Lions Palermo dei Vespri</title>
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		<title>La &#8220;gaia scienza&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Dulbecco]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[(Carmelo Fucarino)
 
Si può fare un giro di danza sul palcoscenico del festival di Sanremo con la bellissima e dolce Laetitia Casta in una serata di canzonette, se si è un virologo, genetista e biologo di fama mondiale? E può fare questo affronto alla scienza paludata e seriosa, uno sberleffo ai tanti parrucconi rinchiusi nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b>(Carmelo Fucarino)</b></p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image27.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb27.png" width="241" height="244" /></a> </p>
<p align="justify">Si può fare un giro di danza sul palcoscenico del festival di Sanremo con la bellissima e dolce Laetitia Casta in una serata di canzonette, se si è un virologo, genetista e biologo di fama mondiale? E può fare questo affronto alla scienza paludata e seriosa, uno sberleffo ai tanti parrucconi rinchiusi nelle loro torri di avorio, che perciò storsero il muso o peggio, lo irrisero? E si può se questo turbine di luci e suoni è affrontato da un vecchietto di 85 anni? Era allora il 1999 e Renato Dulbecco era nato nella desolata Calabria, a Catanzaro, il 22 febbraio 1914, a quasi tre mesi dallo scoppio di quella catastrofe mondiale. Beffa del suo immenso cuore che lo ha voluto tradire il 20 febbraio 2012 (strabiliante ricorrenza l’ultima serata del Festival il 18 febbraio), ad appena due giorni del suo 98° compleanno a La Jolla in California, presso quella struttura che aveva visto sorgere nel 1962 su idea di Jonas Salk, funzionale anche nell’architettura all’esigenze dei ricercatori e dove avrebbe vissuto dopo le ricerche di Glasgow l’esperienza affascinante della genetica tumorale e del genoma umano.</p>
<p> <span id="more-6073"></span>
<p align="justify"> E ancora, poteva esibirsi sul palco allucinante di stelle e stelline di musica leggera uno scienziato che nel 1975, ad appena 61 anni, era stato insignito dal re Carl XVI del premio Nobel per la medicina? Avrebbe potuto Dario Fo, il clown, che lo ha ottenuto con sommo scandalo per i letterati che si incoronano nelle loro ermetiche consorterie autoreferenziali. Se si considera la miserella sorte dell’ultimo festival schiacciato da farfalle inguinali e banali nudità, ma soprattutto occupato, invece che dalle canzoni, dalle perfomance di parole in libertà del molleggiato, “un cretino di talento”, secondo l’impareggiabile Giorgio Bocca, quel festival di Fabio Fazio, oltre alla presenza dell’attrice cult del tempo, ebbe anche la visita di Michail Gorbačëv. Eppure Dulbecco ai sorrisetti e al dileggio degli accademici, al clamore mediatico, rispose: «Non m&#8217;interessa un fico secco di quello che i miei colleghi e i giornali hanno detto e scritto della mia presenza a Sanremo: m&#8217;importa di fare quello che io ritengo giusto e utile».</p>
<p align="justify">Sì, se lo spirito della vita si irradiava in quel sorriso dolce ed aperto, se si è lottato per un’intera esistenza alla ricerca di un’arma per sconfiggere il male per antonomasia, come un tempo la peste e il colera. C’era stato un altro sberleffo più plateale quella lingua divenuta simbolo di umanità di un altro spiritoso ironico genio, Albert Einstein. Perché il genio sa restare bambino e osservare con l’occhio dello stupore infantile.</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image28.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb28.png" width="201" height="244" /></a> </p>
<p align="justify"><a href="http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.italysoft.com/images/einstein.jpg&amp;imgrefurl=http://www.italysoft.com/curios/einstein/&amp;h=306&amp;w=250&amp;sz=50&amp;tbnid=dbBfD_xbtGJjhM:&amp;tbnh=94&amp;tbnw=77&amp;prev=/search?q=einstein&amp;tbm=isch&amp;tbo=u&amp;zoom=1&amp;q=einstein&amp;docid=r917RUFL2rFOYM&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=qc1DT80Y5YviBI7_pegK&amp;sqi=2&amp;ved=0CEoQ9QEwAw&amp;dur=202"></a></p>
<p align="justify">Perciò voglio per lui riutilizzare un’immagine di allegria, il dono divino delle anime candide come i poeti, quella formula assiomatica, <i>Die fröhliche Wissenschaft</i>, <i>La gaia scienza</i>, che Friedrich Nietzsche aveva recuperato nel 1882 dai trovatori: «il concetto provenzale della <i>gaya scienza</i>, quell&#8217;unità di <i>cantore</i>, <i>cavaliere e libero pensatore</i> con cui la meravigliosa precoce cultura provenzale si staglia su tutte le culture dell&#8217;ambiguità; e l&#8217;ultima poesia &quot;Al Mistral&quot;, una ballata sfrenata in cui, con permesso!, si danza al di sopra della morale, è un perfetto provenzalismo» (da <i>Ecce Homo</i>). Perché dal suo sorriso e dalla sua voglia di vivere nascesse una speranza per gli odierni condannati a morte della natura impazzita, dal quel volto da Mister Magoo, come lo vide Michele Serra: «Divertirsi non è peccato, e poi mica vado a cantare. Darò una mano a Fazio a presentare qualche cantante», (<i>Il Giornale</i>). Quella stessa affabilità e solidarietà laica che inonda il cuore di speranza davanti alla chioma bianca di Rita Levi Montalcini (Torino, 1909), offesa dalla truculenta becera ignoranza di una parte politica, ma vicina a tutti coloro che amano la scienza, quella realmente e veramente indirizzata alla vita. Anche lei premio Nobel per la medicina nel 1986 per la scoperta e l&#8217;identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa o NGF. Lei, prima donna e per di più ebrea ad essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Un giorno del 1947 si incontrarono su una nave che li portava negli Stati Uniti, lei a St. Louis alla Washington University, lui a Bloomington (Indiana) all’istituto di Luria, e facendo lunghe passeggiate sul ponte parlarono «del futuro, delle cose che volevamo fare: lei alle sue idee sullo sviluppo embrionale e io alle cellule in vitro per fare un mucchio di cose in fisiologia e medicina».</p>
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		<title>MASCHERE DI CARNEVALE</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[maschere]]></category>

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		<description><![CDATA[( Gabriella Maggio)
 
&#160;
Maschera è parola d’origine incerta. La prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca , 1612, riporta quanto segue 
MASCHERA.




Definiz: 


Faccia, o testa, finta di carta pesta, o di cosa simile. Larva la dicono alcuni in latino. 








Esempio: 


Bocc. n. 79. 39. Ordinò d&#8217;avere una di queste maschere, che usar si soleano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">( Gabriella Maggio)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image26.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb26.png" width="244" height="187" /></a> </p>
<p>&#160;</p>
<p>Maschera è parola d’origine incerta. La prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca , 1612, riporta quanto segue <i></i></p>
<p><b>MASCHERA</b><i>.</i><br />
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="65">
<p><i>Definiz: </i></p>
</td>
<td valign="top">
<p>Faccia, o testa, finta di carta pesta, o di cosa simile. <i>Larva</i> la dicono alcuni in latino. </p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="65">
<p><i>Esempio: </i></p>
</td>
<td valign="top">
<p><a href="http://193.205.158.203/cruscle/reflist.jsp?search_mode=ref&amp;1=checkbox&amp;psearch=Bocc."><i>Bocc.</i></a><i> n. 79. 39.</i> Ordinò d&#8217;avere una di queste maschere, che usar si soleano a certi giuochi. </p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="65">
<p><i>Esempio: </i></p>
</td>
<td valign="top">
<p>E<a href="http://193.205.158.203/cruscle/reflist.jsp?search_mode=ref&amp;1=checkbox&amp;psearch=Bocc."><i> </i><b><i>Bocc.</i></b></a><i> nov. 32. 25.</i> E misongli una catena in gola, e una <b>maschera</b> in capo. </p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="65">
<p><i>Esempio: </i></p>
</td>
<td valign="top">
<p>E<a href="http://193.205.158.203/cruscle/reflist.jsp?search_mode=ref&amp;1=checkbox&amp;psearch=Bocc."><i> </i><b><i>Bocc.</i></b></a><i> num. 39.</i> La <b>maschera</b> aveva viso di Diavolo, ed era cornuta. </p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="65">
<p><i>Definiz: </i></p>
</td>
<td valign="top">
<p>¶ Diciamo in proverbio: Cavarsi la <b>maschera</b>, che vale dire il suo parere a uno alla libera, e quasi con ira. Lat. <i>aperte iram evomere</i>. </p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="65">
<p><i>Definiz: </i></p>
</td>
<td valign="top">
<p>E Mandare in <b>maschera</b>: trafugar nascosamente una cosa. Lat. <i>clàm surripe</i></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="65">&#160;</td>
<td valign="top">&#160;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p align="justify">La quinta edizione, 1863-1923, dello stesso dà l’etimologia <i>maskhara , dall’arabo, persona che fa ridere. </i>Ne la “Storia della mia vita” Giacomo Casanova ( 1725-1798) riferisce che a Costantinopoli comici della Commedia dell’Arte, presi prigionieri e ridotti in schiavitù, recitavano i loro repertori. Pertanto<i> maskhara,</i> come persona che fa ridere, potrebbe derivare a sua volta dall’italiano <i>maschera/mascara.</i> Interessante è il termine siciliano <i>mascu </i>riportato dal Traina e dal Mortillaro col significato di <i>fragile, caduco</i> ( dal latino <i>vascus</i>, <i>a,um, vano</i>) e l’espressione <i>esseri canna masca, essere debole incostante. </i>Il Dizionario Etimologico della Lingua Italiana di Cortellazzo-Zolli, Zanichelli, rintraccia il tardo latino<i> mascha.</i> Il Dizionario della Lingua Italiana Treccani, invece, la voce preindoeuropea <i>masca</i> , <i>fuliggine, fantasma nero</i>. Tuttavia i dizionari concordano che maschera indica “finto volto di cartapesta o altro materiale, riproducente lineamenti umani, animali, o del tutto immaginari” (Treccani). A carnevale si usa indossare una maschera o travestirsi completamente per essere, per un giorno, una persona diversa dall’usuale, a cui è lecito dire quel che vuole, ma soprattutto suscitare il riso. Sul “Corriere della Sera” di ieri 20 febbraio Armando Torno lamenta la scomparsa delle maschere tradizionali italiane dall’immaginario collettivo e naturalmente dai negozi che vendono abiti di Carnevale e la definisce una grave perdita della cultura popolare. </p>
<p> <span id="more-6067"></span>
<p align="justify">Oggi le maschere che piace indossare a Carnevale non sono legate alle nostre tradizioni, a quello che Torno chiama “l’unico vero federalismo che abbia conosciuto il Belpaese”, ma sono ispirate da personaggi di moda che vengono dai cartoons, dallo spettacolo, dalla politica. Questo, però, accade già da qualche decennio, perchè è cambiato il senso del ridicolo e per godere della salutare risata usiamo situazioni che poco hanno a che fare col passato popolare dell’Italia. Questo passato era tenuto vivo dai ricordi degli anziani, dai libri di scuola, dalla televisione che allora era diversa. Basta scorrere i palinsesti televisivi odierni e confrontarli con quelli del passato per rendersi conto della differenza. I ricordi nelle famiglie hanno poco spazio, così come la conversazione se riflettiamo sul fatto che rincasare ed accendere il televisore sono gesti che si sovrappongono come automatismi. La scomparsa delle maschere italiane antiche, Colombina, Arlecchino, Gianduia, Pulcinella ed altre, è un dato di fatto di cui dobbiamo prendere atto, secondo me, senza drammatizzare. E’ accaduto e continua ad accadere, che elementi culturali scompaiano o meglio si modifichino, basta scorrere con curiosità ed interesse l’ormai immenso volume della storia. Si può concedere che oggi c’è una sempre più forte accelerazione di velocità nel cambiamento, ma niente di più. Pazienza per Arlecchino, Brighella, Pantalone, Colombina, che i nostri ragazzi non riconoscono più e non sentono vivi, perché nessun mezzo di comunicazione forte li propone. Già questo è accaduto nel Settecento quando alcuni di questi personaggi, popolari già da almeno due secoli, sono stati sostituiti da altri. Penso all’operazione culturale realizzata da Carlo Goldoni che nelle sue commedie sostituì<i> Colombina</i> con Mirandolina in <i>La locandiera</i> e Pantalone col Sior Todero in <i>Il sior Todero Brontolon</i> . Anche allora si levò la protesta degli attori e del pubblico abituati alla Commedia dell’Arte, spettacolo popolare, tanto quanto quei tempi permettevano. Si trattava di una trasformazione delle <i>maschere</i> in caratteri , dettata dal fatto che le <i>maschere</i> non parlavano più al cuore dell’autore ed a quello dei suoi spettatori. Qualcuno può sicuramente sollevare qualche obiezione : Carlo Goldoni è stato “Qualcuno” che lavorava per nobili fini artistici ed i “media” di oggi, responsabili della scomparsa delle maschere tradizionali, sono piuttosto scadenti ed obbediscono a basse logiche commerciali. Ammettiamo pure che sia così. Una soluzione potrebbe essere quella di un’operazione culturale meditata e di ampio respiro che s’impegni non solo a conservare per le generazioni future questo patrimonio culturale, ma lo faccia in maniera tale da suscitarne l’interesse, sfruttando i mezzi di comunicazione e le tecnologie odierni. Insomma come diceva G.B. Vico la filologia deve essere unita alla filosofia. E’ necessario che la cultura si apra con mentalità laica al presente, accogliendone le istanze, per mantenere salda la sua funzione di tramandare quello che noi riteniamo sia parte della nostra identità e costruendo nello stesso tempo il futuro. </p>
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		<title>Da Napoli a Palermo: donne, intrighi, politica alla fine del Settecento</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 23:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario di Club]]></category>
		<category><![CDATA[L'amante inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Nelson]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo storico]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[( Attilio Carioti)
 
Nella sala degli specchi del Grand Hotel et des Palmes , ieri 19 febbraio, il Lions Club Palermo dei Vespri e l’Associazione Volo hanno presentato “L’amante Inglese” , ed. Piemme, di Leda Melluso. La scrittrice ha conversato con Gabriella Maggio e Raffaello Piraino sulla trama del libro e sulla moda maschile e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">( Attilio Carioti)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image24.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb24.png" width="244" height="139" /></a> </p>
<p align="justify">Nella sala degli specchi del Grand Hotel et des Palmes , ieri 19 febbraio, il Lions Club Palermo dei Vespri e l’Associazione Volo hanno presentato “L’amante Inglese” , ed. Piemme, di Leda Melluso. La scrittrice ha conversato con Gabriella Maggio e Raffaello Piraino sulla trama del libro e sulla moda maschile e femminile di fine Settecento. Nel nuovo romanzo, dice Leda Melluso, ha voluto ricostruire le cronache di una Sicilia passata, ma in alcune parti allusiva a quella di oggi, attratta soprattutto dalla figura di Emma Hamilton. Il romanzo storico, a cui oggi si dedicano molti scrittori, afferma Gabriella Maggio, collegando l’opera alle tendenze della narrativa contemporanea, è un efficace strumento di divulgazione del nostro passato, soprattutto se si considera che si conosce poco la nostra storia. Sapiente è l’uso della tecnica narrativa ad incastro, continua Gabriella, che consente di collegare abilmente i vari temi: storico, erotico, popolare, sentimentale. Attraverso la relazione tra Emma Hamilton e Nelson la scrittrice descrive i reali borbonici e gli aristocratici siciliani nei loro vizi e limiti. Non c’è spazio per slanci sentimentali e nobili gesti ben rappresentati invece nel precedente romanzo storico” La ragazza dal volto d’ambra” . La conversazione è stata puntualizzata da letture di pagine significative, curate da Pietro Manzella . Raffaello Piraino ha arricchito l’incontro con note ed immagini sulla moda del tempo.</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image25.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb25.png" width="244" height="139" /></a></p>
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		<item>
		<title>I vent&#8217;anni *</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 21:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[il Gattopardo]]></category>
		<category><![CDATA[Set]]></category>
		<category><![CDATA[Visconti]]></category>

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		<description><![CDATA[(Raffaello Piraino)
&#160;
Qualcuno dice che i ricordi legati ai vent’anni non si cancellano mai. A quell’età mi affacciavo al mondo dell’arte e avrei fatto incontri ed esperienze che avrebbero lasciato profonde impronte nella mia formazione culturale e artistica. Il mio professore di pittura, all’Accademia di Belle Arti di Palermo, aveva ricevuto dalla produzione cinematografica del film [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">(Raffaello Piraino)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image23.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb23.png" width="244" height="199" /></a>&#160;</p>
<p align="justify">Qualcuno dice che i ricordi legati ai vent’anni non si cancellano mai. A quell’età mi affacciavo al mondo dell’arte e avrei fatto incontri ed esperienze che avrebbero lasciato profonde impronte nella mia formazione culturale e artistica. Il mio professore di pittura, all’Accademia di Belle Arti di Palermo, aveva ricevuto dalla produzione cinematografica del film il Gattopardo, l’incarico di eseguire i finti affreschi di villa Boscogrande ed io non potevo lasciare intentata la partecipazione, se non altro, per curiosare nell’affascinante mondo della celluloide. Lo convinsi che era necessario avere un assistente che gli porgesse i colori , le colle e quanto altro potesse servirgli alla realizzazione delle decorazioni per le scene di massa, scivolavo inosservato lungo i muri e dietro le colonne, guardavo quelle donne e quegli uomini magnificamente abbigliati che rievocavano la ia trascorsa nell’aristocratica dimora. Dentro al cast e al set di quello che sin dall’inizio si annunciò come un capolavoro cinematografico era convenuto il mondo intellettuale e artistico. Così alla fine dell’impresa non potevo neppure immaginare di essere escluso, seppur ignoto ospite, dal mirabolante gran galà della prima del film, e dal ricevimento a villa Igiea, che allargava la partecipazione a tutto il mondo ufficiale della cultura italiana. Io, avido di conoscenze l’aspettavo al varco. </p>
<p> <span id="more-6059"></span>
<p align="justify">Tra le esperienze di quella sera ricordo d’aver fatto persino fatto da scudo al poeta Ungaretti, allora già quasi non vedente, proteggendolo da una caduta dallo scalone di accesso al Grand Hotel ; come pure si è impressa nella mia memoria la bellissima figura di Romy Schneider, fidanzata con Alain Delon, seduta accanto a Visconti nell’attesa della cena. Due giovani particolarmente ammirati,sostavano accanto al regista : uno bruno, dalla figura slanciata e atletica, poco più che una comparsa, si chiamava Giuliano Gemma e l’altro, che però aveva avuto una piccola parte , biondo e dai bellissimi occhi azzurri, sarebbe divenuto famoso più tardi come Terence Hill. Elegante e abile sul set si era mosso anche un ragazzo divenuto poi mio amico, napoletano di nascita ma romano di adozione – si era occupato di assistere il costumista Piero Tosi per la sartoria &#8211; era quel Franco Folinea che da allora si sarebbe trasferito a Palermo e al quale il Teatro Massimo avrebbe dovuto, per oltre quarant’anni, la realizzazione di tanti bei costumi per opere e balletti…..( continua)</p>
<p align="justify">· In “ L’Airone bianco ed altri racconti” – Coppola editore</p>
<p align="justify"><a href="http://www.film.tv.it/film/9457/il-gattopardo/foto/12/"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="clip_image003" border="0" alt="clip_image003" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/clip_image003.gif" width="240" height="240" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>FESTA DI CARNEVALE DEI LIONS CLUB DI PALERMO</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 16:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario di Club]]></category>
		<category><![CDATA[Carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[danza orientale]]></category>
		<category><![CDATA[festa]]></category>

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		<description><![CDATA[(Attilio Carioti)
 
Il 16 febbraio in occasione del giovedì grasso i Lions Club di Palermo hanno festeggiato nei saloni del Mondello Palace Hotel il Carnevale. 

Alcuni hanno scelto come tema gli anni settanta, altri l’ever green lenzuolo bianco del fantasma , ma con effetti speciali di luci e suoni inquietanti,&#160; altri si sono ispirati alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">(Attilio Carioti)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image18.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb18.png" width="244" height="139" /></a> </p>
<p align="justify">Il 16 febbraio in occasione del giovedì grasso i Lions Club di Palermo hanno festeggiato nei saloni del Mondello Palace Hotel il Carnevale. </p>
<p><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image19.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb19.png" width="244" height="139" /></a></p>
<p align="justify">Alcuni hanno scelto come tema gli anni settanta, altri l’ever green lenzuolo bianco del fantasma , ma con <i>effetti speciali</i> di luci e suoni inquietanti,&#160; altri si sono ispirati alla natura&#160; come&#160; la <em>palma </em> e <em>l’ape maia</em> . Organizzatore della serata Claudio Carletta, presente non ostante il “<i>grave incidente subito”</i> (nella foto)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image20.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb20.png" width="244" height="139" /></a> </p>
<p>Uno spettacolo di cabaret e danze orientali ha movimentato la divertente serata</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image21.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb21.png" width="244" height="139" /></a> </p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image22.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb22.png" width="244" height="139" /></a></p>
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		<title>IL TESTAMENTO DEL VICERE&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 22:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[notaio]]></category>

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		<description><![CDATA[(Renata De Simone)

Ettore Pignatelli
I notai, considerati personaggi di rilievo nella società odierna, possono vantare in Sicilia una lunga tradizione che si vuol fare risalire ai tabelliones di epoca romana. Dagli antichi tabelliones, infatti, derivano direttamente i notarii medievali: sono questi funzionari dotati di publica fides delegati alla stesura e convalida di ogni atto pubblico. Essi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">(Renata De Simone)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/clip_image0012.jpg"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="clip_image001" border="0" alt="clip_image001" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/clip_image001_thumb2.jpg" width="178" height="244" /></a></p>
<p align="center">Ettore Pignatelli</p>
<p align="justify">I notai, considerati personaggi di rilievo nella società odierna, possono vantare in Sicilia una lunga tradizione che si vuol fare risalire ai <i>tabelliones </i>di<i> </i>epoca romana. Dagli antichi <i>tabelliones, </i>infatti, derivano direttamente i <i>notarii</i> medievali: sono questi funzionari dotati di <i>publica fides</i> delegati alla stesura e convalida di<i> </i>ogni atto pubblico. Essi, per il delicato ruolo che svolgevano, furono oggetto di particolare attenzione da parte dei legislatori siciliani sin dall’epoca normanna, ma solo a partire dalle Costituzioni fridericiane del 1231 l’ufficio del notariato e le competenze di questi funzionari vennero minuziosamente regolamentate. Il campo d’azione del <i>notarius</i> variava in base alla licenza conseguita, che avveniva <i>regia, imperiali</i> o <i>ecclesiastica</i> <i>autoctoritate;</i> in questo modo si stabiliva una gradualità nella competenza territoriale, la cosiddetta piazza di rogazione, che individuava il territorio entro il quale operare, limitato ad una sola città, o esteso a tutto il regno e oltre. Norme precise regolavano la sua formazione professionale, la prassi da seguire nei vari tipi di atti rogati, l’obbligo di registrazione degli stessi.</p>
<p> <span id="more-6040"></span>
<p align="justify"></p>
<p align="justify">Presenti nei momenti cruciali della vita di un individuo,i notai ne attestano l’attività lavorativa, ne testimoniano la capacità finanziaria, ne certificano la volontà testamentaria. Più attivo in vita è un personaggio, più intensa sarà la sua frequentazione con il notaio a cui ha affidato i suoi interessi e la tutela dei suoi diritti. Scoprire il suo notaio di fiducia significa seguire da vicino le vicende private di un personaggio illustre . E’ ciò che è capitato ad una studiosa<a href="#_ftn1_4136" name="_ftnref1_4136">[*]</a> che, sfogliando i registri del notaio palermitano Giovanni de Marchisio, è incappata in un personaggio di tutto rilievo nella Sicilia di metà Cinquecento. Nientemeno che Ettore Pignatelli, duca di Monteleone, Luogotenente e Capitano Generale del Regno durante il viceregno di Ugo Moncada, poi lui stesso viceré di Sicilia dal 1517 al 1534. Molti gli atti che interessano questo alto funzionario, legato alla migliore nobiltà locale e con interessi a Malta e in Calabria, dove possedeva il suo maggiore feudo, Monteleone appunto, che è l’antico nome dell’odierna Vibo Valentia. E’ qui, dove si trova il suo castello, che fonda la chiesa di S.Maria di Gesù, con annesso Convento, commissionando allo scultore Antonello Gagini ben cinque statue per la cappella, tre delle quali, la Vergine con il Bambino, san Giovanni e la Maddalena sono visibili ancora oggi nella cattedrale di Vibo; là decide di far costruire il suo simulacro e là fa trasferire la salma di suo figlio Camillo. Al pittore Vincenzo da Pavia commissiona invece una tela che rappresenti i sette principi degli Angeli, destinata alla Chiesa dei Sette Angeli fondata nel Cassaro di Palermo.&#160; Ma il documento, la cui stesura dovette impegnare maggiormente il notaio de Marchisio fu certamente il suo testamento, sottoscritto la prima volta nel 1527, modificato nel 1531, in quanto, morto il figlio, il viceré istituisce suo erede universale il nipote Ettore; i codicilli, poi, impegneranno per sette volte il notaio , gli ultimi redatti il 1° marzo 1535, pochi giorni prima della morte del duca, avvenuta il 7 marzo dello stesso anno. Molte le notizie d’interesse storico che emergono dai 10 registri notarili dedicati interamente agli affari privati del viceré, ma che si intrecciano con la storia locale dei territori direttamente amministrati dal ricco feudatario e con le vicende politiche siciliane. Per inciso tra le carte del registro si incontrano atti relativi alla rivolta di Gianluca Squarcialupo e ai risvolti patrimoniali legati all’eredità rivendicata dalla moglie Eloisa e dai figli del funzionario ribelle. Ma ciò che affascina maggiormente anche un lettore distratto è il lungo elenco di beni che forma l’inventario ereditario sollecitato al notaio dal nipote del viceré morto, Ettore, in occasione del suo trasferimento in Calabria. Scorrono davanti agli occhi del lettore arredi, vestiti e gioielli del patrimonio ereditario pronti per essere stipati nelle casse già predisposte all’occorrenza nelle stanze del palazzo viceregio in attesa dell’imbarco, dirette nella dimora calabrese del nuovo proprietario. Ci sono arredi sacri (<i>Argentum, iogalia et ornamenta oratorii</i>) tra cui una Madonna col bambino in braccio con piedistallo pure in argento, del peso di 5 libre e 5 onze, un S.Giovanni con il suo sgabello del peso di 6 libre e 6 onze, due reliquari e un Crocifisso d’argento dorato, icone, candelabri e un tondo con la Madonna , il Bambino e quattro Angeli del peso di circa sette libre, valutata dall’orefice mastro Giovanni Mayolino circa 10 ducati d’oro. Tra gli arredi della Cappella troviamo tovaglie di tela d’Olanda, candelabri d’argento lavorato del peso di 11 libre, ampollette di acqua e vino, un bauletto lavorato con impresse le armi dei Pignatelli. Nel Riposto sono in argento piatti e piattelletti, scodelle, saliere, oviere, brocche e boccali, tazze e cucchiaretti (c’è quello per le uova, quello per il midollo, per i granchi e per i <i>babbaluchi</i>) , oltre i soliti candelieri. E’ in argento il <i>bacili </i>per la barba e perfino la <i>cannella di cristeri. </i>Si passa poi ai gioielli: due anelli d’oro con grossi diamanti, uno con rubino, uno con zaffiro ; in un anello è incastonata una medaglia antica, un altro ha uno smeraldo, però falso, un altro è smaltato, un altro ancora in argento con incise delle lettere, utilizzato per alleviare <i>lo male del fianco; </i>molte le perle, tonde<i>, a pero </i>in lunghi fili (uno ne contiene 94) un solo quadretto è di corallo misto ad oro. Pietre preziose erano usate per guarnire cinture, fermagli d’oro e tessuti. Gli indumenti elencati nell’inventario sono di raso, velluto e cammello con fodera di agnello. Il raso e il velluto sono neri. Il mantello lungo è foderato di martora e di zibellino. Non mancano i tappeti, i baldacchini di velluto guarniti con frange di seta, cuscini, panni lavorati, tra cui uno si dice comprato a Messina da Giovanni Faraone, ci sono anche molte corone (<i>paternostri) </i>di corallo, avorio e legno con pendagli in seta. Tra gli oggetti minuti, una bilancetta per pesare i denari, due balestre con arco, due contenitori di cuoio per polvere da sparo, spicca una lente d’ingrandimento :<i>uno tondo de cristallo a modo di uno specho</i> che si tiene sulle lettere per <i>fare le lettere grosse</i>. E di certo se ne serviva il duca, proprietario di una ricchissima biblioteca. Per quella, pubblicata, si rimanda al lavoro di Carmen Salvo <i>La biblioteca del viceré-Politica,religione e cultura nella Sicilia del Cinquecento </i>Roma 2004</p>
<p align="justify"><i></i></p>
<div align="justify">
<hr align="left" size="1" width="33%" /></div>
<p align="justify"><a href="#_ftnref1_4136" name="_ftn1_4136">[*]</a> Liboria Salamone <i>Il viceré e il suo notaio: Ettore Pignatelli e Giovanni de Marchisio</i> in Scuola di APDQuaderni VI Palermo 2005 </p>
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		<title>I LAVORI DELLA PRIMA CIRCOSCRIZIONE</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 18:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario di Club]]></category>
		<category><![CDATA[associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[lionismo]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[( Riccardo Carioti)
 
Domenica 12 febbraio nella sala riunioni dell’Hotel S. Paolo di Palermo si sono svolti, alla presenza del Vice Governatore Gianfranco Amenta, i lavori della Prima Circoscrizione , coordinati dalla Presidente Gabriella Giacinti, sullo svolgimento e sulla realizzazione dei service distrettuali, nazionali ed internazionali a cui partecipano i club. Erano presenti oltre ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">( Riccardo Carioti)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image16.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb16.png" width="244" height="184" /></a> </p>
<p align="justify">Domenica 12 febbraio nella sala riunioni dell’Hotel S. Paolo di Palermo si sono svolti, alla presenza del Vice Governatore Gianfranco Amenta, i lavori della Prima Circoscrizione , coordinati dalla Presidente Gabriella Giacinti, sullo svolgimento e sulla realizzazione dei service distrettuali, nazionali ed internazionali a cui partecipano i club. Erano presenti oltre ai Presidenti dei club i Presidenti di zona Toti Cottone, Emilio Spataro , Pietro Sorce, M.C. Innati Bonomo. Dopo una sintesi delle attività svolte dai singoli club, si è affrontato il tema della crisi dell’associazionismo. Infatti gli ultimi dati rilevati mostrano una marcata flessione nel numero dei soci nel distretto. Tale decremento è ascrivibile in primo luogo all’attuale crisi economica, in secondo luogo ad una debole motivazione ed anche al fraintendimento dell’etica lionistica e del ruolo dell’associazione nella società. </p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image17.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb17.png" width="244" height="139" /></a> </p>
<p align="justify">Le soluzioni sono state individuate nei percorsi di formazione dei nuovi soci ed in occasioni di aggiornamento per tutti gli altri, secondo il Responsabile del GMT, Giovanni Germanà, del Responsabile del GLT, Salvatore Plescia e dal Direttore del Centro studi Giuseppe Ingrassia. A questi interventi è seguito un dibattito con i presenti, da cui è emerso l’auspicio di ricercare nuovi criteri di misura della vitalità del lionismo ed in particolare prescindere dalla considerazione del mero numero degli iscritti, ricercando nuovi indicatori legati piuttosto alla qualità del lavoro svolto.</p>
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		<title>DESCRIVI L&#8217;OGGETTO MISTERIOSO IN CINQUANTA PAROLE</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 17:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[oggetto misterioso]]></category>

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		<description><![CDATA[Concorso di scrittura 
&#160;
 
E’ un oggetto molto caro alla maggior parte di noi adolescenti e ha una forma per lo più rettangolare. All’esterno può essere colorato, con disegni o a tinta unita. Si conserva in un luogo sicuro e conosce i segreti più intimi del suo possessore. Alcune volte è il migliore confidente. G. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concorso di scrittura <strong></strong></p>
<p>&#160;</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image14.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb14.png" width="216" height="217" /></a> </p>
<p align="justify">E’ un oggetto molto caro alla maggior parte di noi adolescenti e ha una forma per lo più rettangolare. All’esterno può essere colorato, con disegni o a tinta unita. Si conserva in un luogo sicuro e conosce i segreti più intimi del suo possessore. Alcune volte è il migliore confidente. G. C</p>
]]></content:encoded>
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		<title>14 febbraio 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 09:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[ricordo]]></category>
		<category><![CDATA[S. Valentino]]></category>

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		<description><![CDATA[( Gabriella Maggio)
 
Festa commerciale? Senza dubbio. Ma c’è sempre il bello nel brutto. Ed il bello è che qualcuno, spinto dal martellamento pubblicitario, potrebbe anche cogliere l’occasione per fermarsi un momento e riflettere sui propri sentimenti, per investire un po’ di sé stesso nella considerazione o nel ricordo di un amore. Propongo ai lettori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">( Gabriella Maggio)</p>
<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image15.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb15.png" width="244" height="165" /></a> </p>
<p align="justify">Festa commerciale? Senza dubbio. Ma c’è sempre il bello nel brutto. Ed il bello è che qualcuno, spinto dal martellamento pubblicitario, potrebbe anche cogliere l’occasione per fermarsi un momento e riflettere sui propri sentimenti, per investire un po’ di sé stesso nella considerazione o nel ricordo di un amore. Propongo ai lettori una poesia inedita di Dante Maffia :</p>
<p><i>Pensarti</i></p>
<p>Pensarti è come entrare in un giardino incantato   <br />dove la luce fa impazzire i colori.    <br />Sento che il tempo passa e tu non mi hai dato    <br />ancora che attese e furori.</p>
<p>Non fare che tutto si dissolva in una tempesta    <br />di spine, in una bolla di sapone,    <br />fa’ che i nostri corpi diventino una festa,    <br />fa’ che i tuoi baci siano lieti come un aquilone.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LE DOLCI FANTASTICHE CREAZIONI DI ORNELLA CORRENTI</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 18:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vesprino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Noi Donne]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[fantasia]]></category>

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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image13.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.lionspalermodeivespri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/image_thumb13.png" width="244" height="184" /></a></p>
]]></content:encoded>
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