UNA “DIVA” D’ALTRI TEMPI
Daniela Crispo
Si chiamava Bassilla veniva dall’oriente, virtuosa della danza e dell’arte del mimo. La sua fama giunge a noi attraverso un’epigrafe in lingua greca dedicatale dall’archimimo Eraclide e dai colleghi della compagnia teatrale dopo la sua morte, avvenuta nella prima metà del III secolo d.C. ad Aquileia. La stele è conservata nel Museo Archeologico Nazionale della Città:
Colei che tra molte genti in passato e in molte città
fama clamorosa sulle scene ricevette
di versatile capacità nei mimi e poi nelle danze,
che molte volte nei teatri morì, ma non certo in questo modo,
alla decima Musa, Eraclide, saggio nel parlare,
alla mima Bassilla dedicò la stele, da uomo conoscitore della vita.
Lei certo anche essendo morta ottenne onore uguale a quello della vita
riposando col suo corpo in un suolo caro alle Muse.
Queste cose dicono i tuoi compagni di scena.
Sii lieta Bassilla: nessuno (è) immortale.
Nel III sec. d.C. Aquilieia si trova ai confini dell’impero romano, è un grande e fiorente centro commerciale, snodo fra le regioni alpine, balcaniche e mediterranee. Era stata fondata nel 181 a.C. da P.Cornelio Scipione, Gaio Flaminio e L.Manlio Acidino che vi avevano portato circa 3.000 ex militari sanniti, come avamposto contro i Galli e gli Istri.


