LA RIVOLUZIONE IN UNA GIACCA
Pino Morcesi
Una lunga vita dedicata alla moda quella di Giorgio Armani , scomparso a novantuno anni mentre ancora pensava ad organizzare una sfilata. Talento, passione, costante dedizione al lavoro sono stati i suoi tratti distintivi. È stato un simbolo del genio italiano nel mondo, ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Giorgio Armani ha creato uno stile inconfondibile, sobrio e raffinato caratterizzato da linee fluide che assecondano il corpo con naturalezza. Iconica la giacca decostruita che veste come una seconda pelle, che ha lanciato il canone della moda maschile. Il suo successo internazionale comincia quando Richard Gere indossa abiti Armani nel film American gigolò. Oltre alle dive e alle regine ha vestito la donna che lavora, che ha poco tempo, ma vuole essere elegante e femminile pur indossando giacca camicia e pantaloni. Ha scelto per l’uomo e per la donna colori non colori : «Cercavo una tonalità che fosse calda ma allo stesso tempo metropolitana, sobria ma non scontata, diceva in una intervista. E il greige è tutto questo per me: discreto, sofisticato e naturale. Amo i colori naturali, danno un profondo senso di tranquillità e serenità, e sono una base sulla quale si può costruire qualsiasi cosa» . Il colore greige discreto ed elegante, a metà tra il grigio e il beige, incarna una sofisticata neutralità che va oltre le mode. È una tonalità che sfugge alle definizioni nette, proprio come l’estetica armaniana: fatta di silenzi, sottrazioni, nuance. Alla scelta del colore si aggiungeva il taglio impeccabile e la qualità dei tessuti come la morbida lana, la leggerissima seta, spesso proposta nella versione lavata, e il cotone quest’armonia affermava il concetto che l’abito va oltre la stagione, dura.

