SEGUIRE LA MODA ?
Irina Tuzzolino
Seguire la moda corrisponde a seguire una tendenza fondamentale della nostra natura, l’imitazione, che unisce il singolo all’universale, l’elemento stabile al cambiamento. Essere alla moda appaga il nostro bisogno di appoggio sociale. La moda oggi è uno dei più importanti motori dell’economia, produce costantemente nuovi articoli e appena hanno larga diffusione, ecco che ne vengono lanciati di nuovi e il gioco ricomincia. Già Coco Chanel governava questa velocità lavorando alle sue sfilate fino all’ultimo minuto perché temeva che il pubblico potesse essere influenzato dagli altri couturier. Il semiologo Roland Barthes, che considerava la moda un vero e proprio linguaggio, un sistema di segni come l’alfabeto, sosteneva che la moda è un “sovvertimento contro l’oppressione della vecchia moda” è il diritto del presente sul passato. I grandi creatori di moda sono dei veri agenti di cambiamento. Basta considerare il succedersi delle linee sartoriali nel tempo, dal New look di Dior al tailleur di Chanel, ideato da “chi conosce le donne”, all’abito a sacco di Balenciaga, per citare i “classici” che non sono stati custodi di uno stile fisso, ma creatori dinamici, pur conservando il “sigillo della Maison”. E si potrebbe continuare ancora. Ma allora non c’è scampo? Come scrive Georg Simmel nel suo saggio “La moda” del 1910 opporsi alla moda non sempre è un segno di forza personale, potrebbe essere indice di debolezza, perché si teme di non potere conservare la propria individualità adattandola al gusto della collettività. È una osservazione interessante su cui riflettere.

