LA SECONDA NAVIGAZIONE DA PLATONE AL WEB

Alessandro Montagna

Nel dialogo Fedone, Platone utilizza l’efficace metafora della “seconda navigazione” (“Deuteros plous”) ripresa dal linguaggio marinaresco per affermare che una ricerca più profonda può farci approdare al mondo delle idee anziché alla realtà fenomenica e mutevole. Nel gergo dei marinai, la prima navigazione corrisponde alla classica navigazione mediante l’ausilio del vento che sospinge le vele dell’imbarcazione, mentre la cosiddetta seconda navigazione si intraprende quando il vento cessa e la nave deve essere spinta dai remi grazie alla forza delle braccia. Nella speculazione platonica, occorre andare oltre i sensi, bisogna quindi essere filosoficamente in grado di abbandonare il sensibile per arrivare all’astratto sovrasensibile. La stessa vista, senso fondamentale nella cultura greca deve superare gli occhi fallibili del corpo capace di vedere una realtà materiale imperfetta e mutevole (composta da brutte copie delle idee archetipiche e perfette dell’iperuranio), per giungere a contemplare le idee pure, ossia la Verità. In Platone vi è uno scarto netto tra il concetto di Vero e il concetto di Reale, uno iato incolmabile tra il livello metafisico e quello fisico. Anche tramite internet sentiamo spesso parlare di navigazione, tanto che questa fortunata definizione è entrata nell’immaginario collettivo. Tantissimo sono capaci navigare nelle sue “acque”, anche grazie ai motori di ricerca e in ultimo con l’AI Mode che effettua una sintesi dei risultati, ma pochi sanno cogliere appieno la potenzialità e navigare in profondità, come sosterrebbe Platone. Ricordiamo che nel 1989 viene avviato dal centro Cern di Ginevra il World Wide Web (WWW) grazie al suo creatore, cioè l’informatico inglese Tim Berners-Lee. Nessuno è un tuttologo, nessuno infatti conosce ogni parte dello scibile umano, però ciascuno di noi, nel suo piccolo, conosce meglio qualcosa rispetto ad altri, pertanto può offrire il suo valido contributo. Questo elemento sta alla base dell’enciclopedia online Wikipedia, per esempio, che si avvale di collaboratori volontari e di semplici utenti che curano i multiformi aspetti e argomenti della cultura umana, generando così una “cosmopedia” arricchita da rimandi ipertestuali e multimediali. Quest’ultimo aspetto è degno di nota siccome, a corredo dei testi, su internet troviamo anche immagini, video, suoni….Ad ogni modo, nel web si perviene a quella che il filosofo contemporaneo Pierre Levy chiama “intelligenza collettiva”, ossia un’intelligenza sorta dalla continua interazione degli utenti di internet, un sapere non statico, ma dinamico. Infatti, come espresso da Levy: “Nessuno sa tutto, ognuno sa qualcosa, la totalità del sapere risiede nell’umanità”. Ho riportato l’esempio di Wikipedia poiché è forse più significativo, ma i vari siti web, portali telematici e blog che costellano la Rete sono utili strumenti per effettuare ricerche online, un modo di “navigare” davvero intuitivo e pratico.

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il nostro sito web utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione. Per maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l abilitazione sul browser accedi alla nostra Cookie Policy.

Cookie Policy