ADDIO AD ANTONINO ZICHICHI, IL FISICO CHE PORTÒ LA SCIENZA IN PIAZZA E IN TV
Francesco Pintaldi
Il 9 febbraio, all’età di 96 anni, Antonino Zichichi, fisico delle particelle, organizzatore scientifico e divulgatore tra i più noti al grande pubblico italiano. La notizia è stata diffusa in mattinata da fonti della comunità scientifica ed è stata rilanciata dalle principali testate nazionali. Nato a Trapani il 15 ottobre 1929, Zichichi apparteneva a quella generazione di scienziati che ha costruito il rapporto moderno tra l’Italia e i grandi laboratori internazionali. A lungo docente di Fisica Superiore all’Università di Bologna, ebbe un profilo unico: ricercatore “di frontiera” nella fisica delle alte energie, ma anche instancabile promotore di scuole, convegni, reti e istituzioni che hanno formato decine di migliaia di giovani studiosi.
Dalla fisica delle particelle ai grandi laboratori
Il nome di Zichichi è legato in modo particolare agli anni in cui la fisica delle particelle viveva una stagione di scoperte e di acceleratori sempre più potenti. Tra i risultati citati più spesso c’è l’osservazione dell’antideuterone nel 1965, in un contesto di ricerche sull’antimateria che lo proiettarono stabilmente nel circuito internazionale tra CERN e grandi laboratori statunitensi. Nel corso della carriera ha ricoperto incarichi di vertice nelle istituzioni scientifiche: è stato presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) tra il 1977 e il 1982 e, negli stessi anni, ha avuto un ruolo di primo piano nella comunità europea della fisica, arrivando anche alla presidenza della European Physical Society.
Erice, il “laboratorio delle idee”
Se c’è un luogo che, più di ogni altro, racconta il lascito di Zichichi, è Erice. Qui fondò e fece crescere il Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana”, pensato per accompagnare il passaggio dall’università ai grandi laboratori, attraverso scuole postuniversitarie, seminari intensivi e una fitta rete internazionale di docenti e ricercatori. Con il tempo, Erice è diventata un marchio culturale: un punto d’incontro tra scienza, formazione e diplomazia scientifica. In parallelo, promosse iniziative con una chiara ambizione “planetaria”: la World Federation of Scientists, nata a Erice negli anni Settanta, con l’idea di mettere la cooperazione scientifica al servizio delle grandi emergenze globali.
Il divulgatore: “contro le superstizioni”
Per molti italiani Zichichi non è stato soltanto un nome da bibliografia, ma un volto familiare: frequente ospite televisivo, capace di tradurre temi complessi in formule icastiche. È ricordato, in particolare, per la sua lunga battaglia contro astrologia e superstizioni, che considerava un freno culturale prima ancora che un errore concettuale. Questa dimensione pubblica – intensa, a tratti polemica – ha reso la sua figura più esposta rispetto a quella di molti colleghi: amatissimo da una parte del pubblico, contestato da un’altra, soprattutto quando il dibattito usciva dai confini stretti della fisica.
Le controversie sul clima
Negli ultimi decenni, infatti, Zichichi è finito spesso al centro di discussioni per le sue posizioni scettiche sul ruolo antropico nel cambiamento climatico e per critiche rivolte ai modelli climatici. Una parte significativa della comunità scientifica del settore ha respinto quelle tesi, contestandone metodo e conclusioni, e alcune vicende mediatiche (tra cui il caso di una petizione rivelatasi problematica) hanno alimentato ulteriori polemiche. Resta un dato: anche in questi passaggi controversi Zichichi ha incarnato un tratto tipico della sua personalità pubblica, cioè la convinzione che lo scienziato debba stare nel dibattito rischiando, talvolta, l’attrito.
Premi, incarichi, accademie
Il curriculum è quello di un protagonista: riconoscimenti, onorificenze, appartenenze accademiche e incarichi in organismi internazionali. Tra le affiliazioni più note figura anche quella alla Pontificia Accademia delle Scienze, segno di un dialogo costante tra riflessione scientifica e orizzonte etico che Zichichi ha rivendicato in più occasioni.
Un’eredità fatta di istituzioni e di studenti
Misurare l’impatto di un fisico solo con l’elenco dei lavori scientifici è sempre riduttivo. Nel caso di Zichichi lo è ancora di più: la sua impronta passa attraverso le istituzioni che ha costruito, le reti che ha attivato, la pedagogia “alta” – rigorosa e internazionale – che ha portato in Italia quando non era affatto scontato. La comunità scientifica lo saluta oggi come uno dei protagonisti del secondo dopoguerra italiano, capace di legare ricerca, formazione e divulgazione in un’unica narrazione pubblica. E, nel bene e nel male, di ricordare che la scienza non vive soltanto nei laboratori: vive anche nel modo in cui una società decide di ascoltarla.

