PAROLA DI DANTE
Irina Tuzzolino
Indonnare
Ma quella reverenza che s’indonna
di tutto me, pur per Be e per ice,
mi richinava come l’uom ch’assonna.
Paradiso VII, 13
Ma quella reverenza che s’impadronisce di me, solo a udire la prima e le ultime sillabe del suo nome, mi costringeva a chinare la testa , come quando si è assonnati.
Dante è nel cielo di Mercurio, concluso l’incontro con Giustiniano, ha dei dubbi che manifesta con reverenza a Beatrice . Il verbo indonnarsi è un denominale da donno, a sua volta da dominus, cioè ‘signore’, preceduto dall’elemento in– e seguito dall’uscita –are, propria dell’infinito dei verbi di prima coniugazione. Nell’italiano antico significava ‘insignorirsi’, ‘impadronirsi’, ‘farsi signora o signore’. Non è un’invenzione dantesca: prima che nel settimo canto del Paradiso, è documentato in una poesia di Iacopone da Todi.

