AVATAR
Irina Tuzzolino
La parola “avatar” deriva dal sanscrito avatāra ( parola composta da ava, giù, e dalla radice,tarati, attraversare, superare) e significa letteralmente discesa. Nella sua accezione originale indica la discesa di una divinità nel mondo terreno, la sua incarnazione tra i mortali. Nel brahmanesimo e nell’induismo in particolare ciascuna delle 10 incarnazioni del dio Visnù. Per estensione nell’uso letterario significa reincarnazione, ritorno, trasformazione (Dizionario della lingua italiana Treccani). L’italiano avatar risente della mediazione francese e inglese dal sanscrito. Oggi nel linguaggio comune avatar indica la rappresentazione grafica e tridimensionale dell’utente all’interno di un videogioco, di un mondo virtuale o di piattaforme social; è l’alter ego digitale del partecipante e può avere sembianze umane, robotiche o di fantasia. Nel momento in cui usiamo un nostro avatar, diversamente dal significato originario della parola, non scendiamo dal nostro mondo verso uno inferiore incarnandoci, ma semplicemente ci de-incarniamo, rinunciando alla nostra identità. In questa accezione il termine è stato usato per la prima volta nel 1986 quando la società di produzione Lucasfilm ha sviluppato Habitat, il videogame per Commodore 64, il primo gioco di ruolo online progettato per ospitare contemporaneamente molti utenti all’interno di un universo virtuale. È stata l’esigenza di riconoscersi e distinguersi dei giocatori a far progettare l’alter ego digitale.
