ACHILLE PAGANINI, IL FIGLIO DEL GENIO NATO A PALERMO

Francesco Pintaldi

“Una poco nota curiosità storica lega Palermo al più grande violinista dell’Ottocento: nella città nacque il figlio che avrebbe custodito per tutta la vita la memoria di Niccolò Paganini.” Palermo custodisce molte storie illustri. Alcune sono ben note, altre restano nascoste tra le pieghe della grande storia e attendono soltanto di essere riscoperte. Tra queste vi è una curiosità che lega la città a uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi: Niccolò Paganini. Pochi sanno infatti che il suo unico figlio, Achille Ciro Alessandro Paganini, nacque proprio a Palermo nel luglio del 1825, mentre il celebre violinista si trovava in Sicilia per una serie di concerti che stavano suscitando entusiasmo e meraviglia nel pubblico dell’isola.

A quell’epoca Paganini era già una figura straordinaria. Le sue esecuzioni apparivano quasi sovrumane e il suo nome cominciava a circolare in tutta Europa come quello di un artista capace di rivoluzionare il modo stesso di concepire il violino. Le cronache raccontavano sale gremite, applausi interminabili e spettatori disposti a percorrere lunghe distanze pur di ascoltarlo. Fu in quel contesto che la cantante Antonia Bianchi, compagna del violinista, diede alla luce il loro figlio. Il bambino venne battezzato a Palermo probabilmente presso la chiesa di San Bartolomeo allora esistente nell’area della Cala e trascorse qui i primi giorni della sua esistenza, entrando inconsapevolmente nella storia della musica. La nascita di Achille rappresenta un piccolo ma significativo tassello del rapporto tra Paganini e la Sicilia. Non si trattò infatti di una semplice tappa di tournée. Palermo divenne il luogo in cui il grande violinista vide nascere l’unica persona destinata a raccogliere e custodire la sua eredità. Con il passare degli anni Achille divenne il collaboratore più fidato del padre.

Lo accompagnò nei viaggi, ne seguì l’attività artistica e condivise con lui gli ultimi anni, segnati dalle malattie e dalle difficoltà fisiche. Quando Paganini morì a Nizza nel 1840, fu proprio il figlio a sostenere una lunga e complessa battaglia per difenderne la memoria. Le vicende successive alla morte del musicista furono infatti particolarmente travagliate. A causa di controversie religiose, le sue spoglie non ottennero immediatamente una sepoltura regolare. Iniziò allora un lungo percorso di richieste, autorizzazioni e trasferimenti che si protrasse per anni. Achille si impegnò con tenacia affinché al padre fosse finalmente riconosciuta la dignità che meritava. Se oggi il patrimonio artistico e documentario di Paganini è giunto fino a noi, una parte importante del merito appartiene proprio ad Achille. Fu lui a conservare documenti, lettere e testimonianze che consentono agli studiosi di ricostruire la vita del grande violinista. Per Palermo questo legame rappresenta una curiosità storica di grande fascino. La città può infatti vantare di essere il luogo di nascita dell’uomo che più di ogni altro contribuì a preservare la memoria di uno dei massimi protagonisti del Romanticismo musicale.Vi è inoltre una suggestiva coincidenza storica. Nel 1825, anno della nascita di Achille, un’altra giovane artista stava iniziando la propria straordinaria ascesa: Maria Malibran. Paganini e la Malibran sarebbero diventati, ciascuno nel proprio campo, simboli di una nuova epoca artistica fondata sul virtuosismo, sul carisma e sulla capacità di affascinare il pubblico europeo. La nascita del figlio di Paganini a Palermo sembra quasi collocarsi all’inizio di quella stagione irripetibile della musica romantica che avrebbe trasformato gli artisti in autentiche celebrità internazionali. Sono dettagli che spesso sfuggono ai grandi manuali, ma che contribuiscono a rendere viva la storia. E ricordano come Palermo, crocevia di culture e tradizioni, abbia saputo intrecciare il proprio destino anche con quello di alcune delle figure più straordinarie dell’arte europea. Tra le tante memorie custodite dalla città, vi è dunque anche quella di un bambino nato nell’estate del 1825. Quel bambino si chiamava Achille Paganini e sarebbe diventato il custode di una leggenda.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il nostro sito web utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione. Per maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l abilitazione sul browser accedi alla nostra Cookie Policy.

Cookie Policy