POSSO PORTARE IL CIBO DA CASA AL LIDO?

Ciro Cardinale*

Con l’estate arriva anche la voglia di andare in spiaggia a crogiolarsi al sole o a godere dei bagni in mare e puntualmente nei vacanzieri italiani sorge un dubbio esistenziale: posso portare il cibo da casa al lido? La domanda è peraltro alimentata anche dalle vicende salite agli altari della cronaca che altrettanto puntualmente alimentano sui giornali, sul Web o in tivvù tali perplessità, come il fatto che sarebbe accaduto qualche settimana fa ad una mamma richiamata dal personale di uno stabilimento balneare per aver portato dei panini da casa per i figli, oppure quanto avvenuto in un altro lido, dove il personale addetto alla vigilanza avrebbe bloccato una famigliola “colpevole” solo di avere portato in spiaggia una borsa frigo con dentro il loro pranzo. In entrambi i casi il motivo addotto dai gestori dei lidi per vietare l’ingresso del cibo da fuori è che si tratterebbe di un’area privata ed il regolamento interno ne proibirebbe l’ingresso e il consumo sul posto. E allora torniamo alla domanda iniziale, quella se possiamo portare da casa al lido e consumare lì il nostro cibo. Al riguardo la legge è chiara, al di là di quello che possono affermare alcuni titolari di stabilimenti balneari e i loro dipendenti. Tutte le spiagge, comprese quelle affidate in concessione ai privati, appartengono allo Stato quale demanio pubblico, così come stabilito dall’articolo 822 del codice civile, per cui nessuna legge può vietare ai privati l’introduzione di borse frigo e cibo portato da casa in una spiaggia che è un bene pubblico, anche se affidata in concessione ai privati per installarvi un lido. Il gestore del lido non è infatti il proprietario dell’arenile, ma è solo titolare di una concessione demaniale per poter attrezzare la spiaggia con ombrelloni e lettini in cambio di un compenso da parte dei bagnanti per il noleggio di queste attrezzature. Di conseguenza egli non può vietare ai bagnanti di portare il cibo da casa, né imporre loro di consumare cibo solo al bar o al ristorante dello stabilimento e neppure chiedere ai bagnanti di mostrare il contenuto delle proprie borse all’entrata o, peggio ancora, pretendere di perquisirle, prerogativa peraltro ammessa solo alle forze dell’ordine e per motivi ben specifici, andando incontro altrimenti quanto meno al reato di violenza privata (articolo 610 del codice penale), per tacere d’altro. A nulla valgono allora i regolamenti o i cartelli affissi all’ingresso degli stabilimenti balneari che vietano o limitano l’ingresso e il consumo nel lido di cibo proprio, divieti che decadono di fronte alla legge che nulla vieta in proposito. In definitiva è allora sempre consentito ai bagnanti portare il proprio cibo da casa in spiaggia e consumarlo lì. Ovviamente valgono sempre le regole del buon senso, del decoro e del rispetto degli altri ospiti dello stabilimento, per cui nei lidi evitiamo i pic-nic e le tavolate con decine di persone, non installiamo tende e gazebo a mo’ di “stanza da pranzo”, non occupiamo lettini e sdraio altrui come se fossero tavolini, non cuciniamo in spiaggia, non consumiamo il cibo portato da casa sui tavoli del bar e del ristorante dello stabilimento… Per il resto la scelta di cosa mangiare e di come mangiarlo in spiaggia è un fatto assolutamente personale, incensurabile dal titolare dello stabilimento e dai suoi dipendenti.

* Lions club Termini Himera Cerere

 

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