IL GIORNO DELLA MEMORIA

(Gabriella Maggio)

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Oggi ricorre il sessantasettesimo anno dall’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Lo ricordiamo per non dimenticare . Soltanto alla memoria possiamo affidare la speranza del futuro. Primo Levi in Se questo è un uomo scrive : “ Già ci troviamo all’aperto, e scalzi e nudi, con tutto il corredo in mano, dobbiamo correre fino ad un’altra baracca, a un centinaio di metri. Qui ci è concesso vestirci.. ..In un attimo con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati in fondo. Più di così non si può andare: condizione umana più misera non c’è, e non è pensabile. Nulla è più nostro: ci hanno tolto gli abiti…i capelli, …ci toglieranno anche il nome…..sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e di discernimento, poiché accade facilmente a chi ha perso tutto, di perdere se stesso……Meditate che questo è stato”.

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Storia di due soldati- Prima parte

( Eleonora Salvaggio)

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La campanella squillò e qualche istante dopo la porta del bar si richiuse, sospinta dal vento. L’anziano signore si sfilò la giacca bagnata e l’appese ad un gancio, insieme al cappello. La pioggia scrosciava forte e lampi sinistri solcavano il cielo blu.

-Un caffè, per favore.-

Beh, sarebbe potuta andare peggio. Il locale era poco affollato e uno sgabello era ancora libero.

-Questo tempo è proprio strano, vero?-

Si era avvicinato un altro uomo, coetaneo del primo, e adesso i due stavano appoggiati al bancone aspettando le bevande calde.

-Non me lo dica. Dannazione a me, mi ostino sempre a non portare l’ombrello.-

-Già, speriamo che smetta presto. La mia macchina è qui di fronte…-

-Sono sicuro che con una bella corsa la può raggiungere.-

Una risata scosse le spalle dell’uomo.

-Ho preso così tanta acqua durante la Grande Guerra! La macchina potrà aspettare.-

-Anche lei ha partecipato alla Grande Guerra?!-

Il soldato pensò che nella vita avrebbe potuto fare qualsiasi altro mestiere, poi impugnò il fucile e uscì. Il nemico uccise anche lui.

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“La dannazione” di Gilliam

(Carmelo Fucarino)

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Peter Hoare e Christopher Purves (credit T. Kenton)- Edizione ENO – Coliseum

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A Palermo – PhotoGallery Massimo

Difficile, quasi impossibile, trattare in un blog di un’opera, se: 1. la storia è stata rielaborata da una decina di testi letterari, a partire da Johann Spies, inventore del tema nel 1587, e da Christopher Marlowe (Il dottor Faust, 1589-1592) fino a Thomas Mann (1948), attraverso le edizioni pentimenti ampliamenti di Goethe (dall’Urfaust del 1780, alla II parte del 1832); 2, il tema è stato di ispirazione a qualcosa come circa 190 opere musicali di ogni genere, massima fra tutte il Mefistofele di Arrigo Boito (Wagner, Schumann, Liszt, Mahler); 3, l’originale di Goethe è stato adattato e trasformato da Berlioz in dannazione, troncati la redenzione e l’amore salvifico di Margherita (mi turba sempre la vicenda di Michail Bulgakov con il suo Il Maestro e Margherita, rivissuto in diverse stesure dal 1928 al 1940 e pubblicato postumo a puntate nel 1966-67); 4, lo stesso Berlioz ha oscillato tra poema sinfonico o improbabile opera, elaborando il tema musicale a partire dalle Huite scenes de Faust del 1829, che l’anno successivo gli ispirò la geniale e portentosa Symphonie fantastique («Immediatamente dopo le otto Scènes de Faust, e sempre sotto l’influsso di Goethe, scrissi la Symphonie fantastique), a La damnation de Faust, eseguita in forma di concerto nel 1846 con un fiasco sonoro, fino all’ultima lettura «La damnation de Faust, Légende dramatique en quatre partie e dieci quadri su libretto di Hector Berlioz, Almire Gandonniére e Gerard de Nerval dal Faust di Goethe», per dire esattamente che il capolavoro tedesco è solo un pretesto e il soggetto è creazione originale di Berlioz, un suo mostruoso ibrido, opera non opera, con un certo effetto pompière; 5, infine e non per ultima entra in campo la genialità inventiva e creativa di Terry Gilliam, balzato alla ribalta cinematografica con la rilettura dissacrante di Orwell in Brazil del 1985, divenuto il “regista visionario” degli effetti speciali con Le avventure del Barone di Münchausen, passando per La leggenda del re pescatore e approdando nella fantascienza delle dodici scimmie e nella fantasia di I fratelli Grimm e l’incantevole strega. Allo standing ovation finale l’urlo da stadio è andato proprio al registra di cinema nel primo cimento con un’opera lirica.

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Blocco del carburante a Palermo

(Gabriella Maggio)

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Come leggiamo sulla stampa accreditata i libri mastri sequestrati ai clan mafiosi non lasciano dubbi sul fatto che circa l’80% delle attività commerciali in Sicilia è soggetto al racket delle estorsioni, meglio noto come pizzo. Secondo stime ufficiali questo pervasivo sistema criminale sottrae al PIL del Sud 7.5 miliardi di euro l’anno. Tuttavia gli esponenti del movimento dei “forconi” rispondono ai giornalisti, che domandano se nel movimento ci sia la possibilità di infiltrazioni mafiose, con un secco e candido “ la mafia è a Roma”. Come se molti di loro non subiscano quotidianamente i danni di un sistema economico drogato dalla mafia. Non mi risulta che nella storia della Sicilia siano state fatte proteste così incisive, come i blocchi stradali di questi giorni, per ribellarsi al giogo della criminalità che non risparmia certo gli autotrasportatori. Certamente il prezzo del carburante ad 1,8 euro a litro è un ostacolo allo sviluppo economico, ma sicuramente meno di quanto lo sia mafia s.p.a.

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ATAHUALPA: BUON RE O TIRANNO SANGUINARIO?

(Gianfranco Romagnoli*)

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Nelle opere letterarie scritte dagli indios peruviani, di cui ho fornito qualche cenno e traduzione in precedenti articoli, Atahualpa, l’imperatore Inca ucciso dagli Spagnoli per impadronirsi del suo regno, è presentato come mite e buon sovrano, vittima dell’ingiustizia. Ma un quadro ben diverso risulta da quanto ne scrive uno storico “bipartisan”: Garcilaso de la Vega, detto El Inca perché figlio di un Conquistador spagnolo e di una principessa di sangue reale Inca, vissuto in Perù fino all’età di venti anni, a ridosso dei fatti che poi narrerà nei Commentari reali degli Incas in base a suoi ricordi e a testimonianze dirette raccolte.

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Un Ulisside a Milano

(Carmelo Fucarino)

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Triste mestiere scrivere, a caldo, il consueto “coccodrillo”, in genere preconfezionato, per un uomo che, preso dalla passione per la sua isola, ne riviveva giorno per giorno, allora nelle sue prime scritture, oggi nella percezione dell’addio la nostalgia attraverso il «destino d’ogni ulisside di oggi», come soleva dire. Perché da ieri sera, quando si è diffusa la notizia della sua scomparsa, tutta la stampa è stata inondata da encomia post mortem, da analisi ed esaltazioni della sua carriera letteraria. Certamente in questi suoi ultimi giorni angosciosi di annientamento ha rielaborato e rivissuto sulla propria carne quella sua esperienza letteraria, «l’uomo più solo sulla terra, senza un compagno, un oggetto, l’uomo più spoglio e debole, in preda a smarrimento, panico in quel luogo estremo, sconosciuto, che come il mare può nascondere insidie, violenze». Si chiedeva: «Chissà se Ulisse ha toccato il punto più basso dell’impotenza umana, della vulnerabilità. Come una bestia ora, nuda e martoriata, trova riparo in una tana, tra un olivo e un olivastro (spuntano da uno stesso tronco questi due simboli del selvatico e del coltivato, del bestiale e dell’umano, spuntano come presagio d’una biforcazione di sentiero o di destino, della perdita di sé, dell’annientamento dentro la natura e della salvezza in seno a un consorzio civile, una cultura), si nasconde sotto le foglie secche per passare la notte paurosa che incombe». Chissà se anche lui come il suo Ulisse ha rivissuto «grida gioiose e aggraziate di fanciulle, di Nausicaa e delle sue compagne».

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Da Cesare al parto cesareo

( Irina Tuzzolino)

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Statua di Cesare di Nicolas Coustou, 1696

Nel Macbeth di Shakespeare ( atto V, scena VIII), il protagonista dice di essere protetto da un incantesimo: “ Non può essermi tolta ( la vita) da nessuno nato di donna” . Gli risponde Macduff : “ Dispera del tuo incantesimo e l’angelo che hai servito fin qui ti dica come fu tratto con un taglio innanzi termine Macduff dal grembo di sua madre”. Queste parole esprimono l’opinione antica sulla nascita per parto cesareo, cioè non nato. Infatti secondo il diritto romano i nati exsecto ventre erano ritenuti non nati.

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Medicina e dintorni

(Renata De Simone)

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Con privilegio datato Catania 3 aprile 1403, re Martino concede a Ruggero de Camma, dottore in arti e medicina, l’ufficio di Protomedicato del Regno, stante la lunga assenza di Blasco Scammacca, che ricopriva a sua volta la prestigiosa carica. Motivazioni morali della concessione regia sono indicate nell’atto le pratiche nefaste condotte da uomini incapaci e inesperti a danno e grave pregiudizio della sanità pubblica e condotte senza la dovuta autorizzazione che fa seguito a un adeguato esame di idoneità all’esercizio della professione. Intervenendo contro chi, con grave rischio per i malati, presumeva di esercitare impunemente la medicina fisica e cerurgia , re Martino d’Aragona, da appena un anno re di Sicilia, nomina un medico di sua fiducia addetto al controllo di tutti i medici del Regno; questi non avrebbero più potuto esercitare la loro arte senza l’ espressa licenza rilasciata dal protomedico e sarebbero stati soggetti al controllo e alla supervisione dell’alto magistrato, come pure gli speziali e i barbitonsores, i quali dovevano obbligatoriamente dipendere dai medici. In caso di irregolarità riscontrate nell’esercizio del loro mestiere, speziari, barbitonsores, ma anche medici, fisici e cirurgici, venivano giudicati da una corte alla quale, insieme al protomedico, era chiamato ad assistere un giudice della Magna Regia Curia, a garanzia del rispetto degli statuti e delle “ordinazioni” del Regno.

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LE DOLCI FANTASTICHE CREAZIONI di Ornella Correnti

 

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Torta Nemo, ispirata dalla lettura di Jules Verne

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DESCRIVI L’OGGETTO MISTERIOSO IN CINQUANTA PAROLE

CONCORSO  DI SCRITTURA

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È cilindrico, realizzato in plastica. Alle due estremità ha da un lato un tappo e dall’altro una punta. Si può impugnare. Vediamo cosa succede se metto la mano sulla punta. Ops è uscito un liquido,sembra inchiostro. Si asciuga rapidamente e grazie al rotolamento di una sfera viene distribuito su un foglio. Lo si può trovare di vari colori. ( N. L. C.)

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