MITO E TEATRO

( Gabriella Maggio)

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Oggi per quanto si usi molto spesso la parola mito per idealizzare un evento o personaggio storico che assume, nella coscienza dei contemporanei, carattere e proporzione quasi leggendarî, non è possibile produrre miti simili nella loro complessità a quelli del mondo antico, che costituiscono le radici della nostra civiltà, perché non è più mitico il linguaggio dell’uomo che è diventato produttore, cioè colui che trasforma la realtà e non la conserva come immagine, come afferma Roland Barthes in Miti d’oggi . Quando si parla di tradizione culturale, l’immagine più ricorrente è quella delle radici. Ma la metafora non è soltanto un ornamento stilistico del discorso, è un potente mezzo conoscitivo. Per cui quando si dice che i miti sono le nostre radici si sottolinea la loro importanza e direi quasi si reclama la loro presenza ritenuta imprescindibile proprio in un momento in cui il passato si perde in un indifferenziato presente. Questo è l’obiettivo del Centro internazionale di Studi sul Mito sin dalla sua fondazione, come ha ricordato il presidente nazionale, prof. Sergio Sconocchia, e naturalmente è quello del convegno di studi sul tema Mito e Teatro che sabato 20 aprile 2013 si è svolto presso l’Istituto Superiore Statale “Mario Rutelli” , organizzato dalla Delegazione Siciliana, presieduta dal Prefetto Gianfranco Romagnoli.

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La Marcon tra coraggio e curiosità intellettuale: ecco come capovolgere il pessimismo leopardiano

(Daniela Scimeca)

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Leopardi è forse l’autore più indagato e criticato nella storia della letteratura italiana. Per decenni è stato il poeta per eccellenza, la sua parabola culturale è stata descritta in migliaia di temi d’esame in tutti gli ordini di scuola ed è stata materia preferita di gran parte della critica a livello mondiale. Difficile trovare altro autore più indagato del nostro Giacomo nazionale. Tutte queste indagini però hanno finito per costruire attorno alle sue poesie e ai suoi scritti una dura crosta e a poco a poco lo hanno ingabbiato all’interno di un sistema da cui è difficile estrapolarlo. Così Leopardi è divenuto il poeta del pessimismo per eccellenza e le tre fasi di questo pessimismo, che dapprima è individuale, poi diventa storico e infine cosmico, ci hanno accompagnato dalle elementari fino all’università. Anche in rete è difficile trovare notizie su Leopardi senza che ci sia un accenno alla famosa triade del pessimismo che i critici gli hanno appioppato con non poca soddisfazione ricevendo onori e meriti. Così pochi esperti in materia hanno decretato Leopardi pessimista, poi convenienti operazioni editoriali e tradizioni accademiche poco flessibili e arroccate su vecchi parametri d’analisi hanno fatto il resto. Le indagini eccessive, fatte sempre sulla falsa riga della critica imperante, hanno tolto a poco a poco il piacere di scoprire il vero Leopardi attraverso i suoi scritti, le sue poesie, magari quelle meno note, ma non per questo meno intense e significative.

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ROSA D’ARGENTO 2013

( Gaetano Albergamo)

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Salvatore Aiello e Stefano Ranzani

Coniugare storia e contemporaneità alla ricerca della bellezza era il motivo ispiratore che ha animato l’organizzazione della Rosa d’argento 2013, premio istituito dall’Associazione Amici dell’Opera Lirica Ester Mazzoleni ed attribuito al maestro Stefano Ranzani. La cerimonia si è svolta il 15 aprile nei magnifici saloni del palazzo Lanza Filangeri principi di Mirto. Un parterre di intellettuali e di amanti dell’Opera hanno salutato con partecipe gioia ed emozione l’incontro col direttore, in questi giorni,impegnato con l’Aida al Massimo. Significativa l’introduzione del presidente Salvatore Aiello che ha illustrato e la motivazione del riconoscimento e l’alto curriculum del premiato. Un omaggio particolare poi è stato il Concerto che ha avuto come tema “Verdi: un Italiano a Parigi” con la presenza del soprano Linda Campanella e del pianista Andrea Albertini impegnato a suonare su uno storico Pleyel. Ad animare e a delineare la linea del concerto un mattatore d’eccezione Matteo Peirone che con verve scintillante ha catturato gli ascoltatori illuminando il senso dei brani in genere assai particolari.

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RIGOLETTO

( Salvatore Aiello)

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Questo Rigoletto farà certamente epoca nella mia vita” Così Verdi viveva la stagione della sua creazione artistica nel convincimento profondo di aver scolpito con mano michelangiolesca un personaggio nuovo, per tanti aspetti del tutto originale. All’orgoglio del bussetano si univa l’approvazione incondizionata di V. Hugo autore del Roi s’amuse che alludendo al memorabile quartetto del terzo atto così dichiarò: “Anch’io se avessi potuto far parlare nel’istesso tempo quattro persone, avrei ottenuto il medesimo effetto”. Rigoletto in altri termini segnava il profondo cambiamento del musicista che dall’ondata eroica-patriottica dei primi capolavori, via via si lasciava attirare da soggetti più umani e dalla psicologia assai complessa.

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Una confessione sul progetto Martina

(Natale Caronia)

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Devo confessarlo. Inizialmente non ho creduto nel Progetto Martina, lanciato in grande stile dai lions, ricevendone consensi. Ritenevo che i ragazzi, destinatari del messaggio, fossero in altre faccende affaccendati. E poi, statisticamente, i giovani sono meno colpiti dai tumori rispetto agli adulti ed agli anziani. D’altro canto non poteva essere ignorata la volontà di una giovane donna, cosciente di dover morire per un male terribile perchè ne ignorava i segni premonitori, che ha messo a disposizione dei coetanei la sua terribile esperienza e gridare loro: “state attenti ragazzi”. Chi ha frequentato un malato neoplastico cosciente del suo stato, (ed io lo sono stato per motivi professionali), rimane colpito dalla metamorfosi psicologica di chi sa di dover morire: cambia completamente la misura ed il valore delle cose, il pensiero si fa profondo e le preoccupazioni di ogni giorno divengono inezie rispetto all’incognito del futuro imminente; il dialogo si spinge su problemi eterni vecchi quanto l’uomo ed il carattere, anche più scontroso, si ammorbidisce ed affiora l’amore per gli altri. Questo è il messaggio d’amore che Martina ha voluto lanciare ed i lions raccolto, affinchè i giovani conoscano i segni premonitori del male per evitare la prova che Martina non ha potuto superare. Ma forse è altro il motivo recondito che ha cercato rimuovere dalla mia mente il progetto Martina: perché nel mio cuore c’è sempre, mai sopito, il dolore per la morte in giovane età di mia madre, scomparsa per questa malattia.

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I CLUB SERVICE IN UNA SOCIETA’ IN EVOLUZIONE

(Attilio Carioti)

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Giovedì 2 maggio 2013 i Governatori del Distretto Rotary 2110 Sicilia- Malta e del Distretto Lions 108 YB Sicilia e il Soroptimist International di Palermo hanno organizzato col patrocinio del Comune di Palermo, presso il Centro Sperimentale di Cinematografia Scuola Nazionale del Cinema ai Cantieri Cultuali alla Zisa, una Tavola Rotonda sul tema I Club Service in una società in evoluzione. Dopo il saluto di Eliana Lo Castro Napoli, presidente Soroptimist International Club Palermo, e di Alessandro Algozzini, presidente Commissione Distrettuale Rotary per i Rapporti con i Club service, ha aperto i lavori Gaetano Lo Cicero Governatore Rotary; ha moderato la Tavola Rotonda Pietro Busetta, presidente Comitato regionale Lions “Dall’associazionismo alla società civile”.

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Sono intervenuti Giusto Catania, assessore alla Partecipazione del Comune di Palermo, Santi Consolo, procuratore generale di Catanzaro, Claudio Corbino, presidente Associazione I Diplomatici, Egle Palazzolo, presidente Comitato Palermo Capitale della cultura 2019, Giuseppe Savagnone , editorialista.

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I relatori hanno messo in luce il fatto che la crisi dell’associazionismo è legata alla crisi della società odierna per cui è inevitabile che gli interventi che i Club service compiono nel sociale siano percepiti dalla collettività come troppo particolari e talvolta anche irrilevanti. Il percorso che i Club service intendono delineare per superare tale crisi è quello di puntare sull’educazione politica, non partitica, della società, di lavorare in sinergia, di curare l’informazione con mezzi tecnologici efficaci. Questi concetti sono stati ripresi da Maurizio Triscari, governatore incoming Distretto 2110 Sicilia -Malta. Gianfranco Amenta , primo vicegovernatore Distretto Lions 108 YB, ha sottolineato anche l’importanza della cultura della formazione .

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CONGRATULAZIONI

 

 

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Vincenzo Ajovalasit , presidente del Lions CLub Palermo dei Vespri , esprime a nome proprio e di tutti i Soci del Club le più vive congratulazioni al P.D.G. Governatore Amedeo Tullio per il riconoscimento ricevuto dal Presidente Internazionale Wayne A. Madden “In a world of service”.

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Il fascino degli ex-voto (La religiosità popolare)

( Tommaso Aiello *)

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Uno dei fatti più notevoli in questi ultimi anni è stata la riscoperta della religione popolare che la cultura corrente aveva sempre tenuto in poco conto . Permeata di razionalismo illuminista,di storicismo idealista e di evoluzionismo progressista,essa ha giudicato con disprezzo la religione popolare ritenendola un insieme di superstizioni,quasi una forma inferiore dello spirito . Per questa ragione la cultura ufficiale dominante l’ha considerata la”religione delle plebi”e quindi frutto di ignoranza e di arretratezza spirituale e sociale . Non a caso ancora nel 1925 Benedetto Croce,nella sua Storia del Regno di Napoli,opponeva la religione esteriore e superstiziosa delle plebi meridionali alla religione della ragione . Alla svalutazione della religione popolare ha contribuito anche il rinnovamento biblico e liturgico,soprattutto del periodo conciliare e postconciliare . Ma quando sembrava che la religione popolare fosse entrata in una crisi irreversibile,ci si è trovati di fronte al fenomeno della “persistenza della religione” che ha spinto teologi e non teologi a rivedere le vecchie posizioni e ad avvicinarsi con nuovo interesse alla religione popolare . Non è in questa sede che ci compete approfondire la tematica relativa al rapporto tra religione popolare e religione ufficiale,ci limitiamo ad osservare che ogni classe sociale elabora una “sua” religione che tutto sommato non è in contrasto con la religione ufficiale anche perché la Chiesa ha sempre cercato di frenare e correggere quelle che vengono definite deviazioni .

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GIULIO ANDREOTTI

( Daniela Crispo)

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All’età di novantaquattro anni è morto Giulio Andreotti, che per sessant’anni è stato protagonista della vita politica italiana. Negli ultimi anni in posizione più defilata perché senatore a vita e offuscato da gravi processi penali, di ambigua sentenza. Figura enigmatica ed ironica, anche autoironica, è stato identificato dall’immaginario popolare come la personificazione degli “arcana regni”. Da vivo come da morto divide gli Italiani. In questo incarna pienamente la caratteristica della storia italiana : la sua indecidibilità, perché le qualità dei vari protagonisti della scena politica si mescolano a tal punto ai loro vizi in un groviglio inestricabile e talvolta inquietante, che non è possibile che su di loro emerga un chiaro giudizio, universalmente condiviso.

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Festa dell’Europa

(Gabriella Maggio)

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Ieri 9 maggio si è celebrata  la festa dell’Europa, per ricordare quel giorno del 1950 in cui Robert  Schuman  presentò il piano di cooperazione economica, ideato da Jean  Monnet   che ha segnato l’inizio del processo dell’integrazione europea. La data appare ancora più significativa se si ricorda che il 9 maggio 1943 ebbe termine la Seconda guerra mondiale, ultima guerra guerreggiata tra gli Stati dell’Europa. La prima data della Festa dell’Europa è stata fino al 1964 il 5 maggio in onore della fondazione del Consiglio d’Europa. Successivamente nel summit del 1985 a Milano la Comunità Economica Europea  ha adottato il 9 maggio per mettere in rilievo la proposta che Robert Schuman presentò il 9 maggio 1950 per la creazione di un nucleo economico europeo, a partire dalle riserve di carbone e acciaio.

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