NEL CENTOCINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA

(Gabriella Maggio)

Nel  “Bullettino” , pubblicato il 26 maggio 1860 dal Capo di Stato Maggiore V. Polizzy si legge:”  La banda di Garibaldi incalzata sempre si ritira in disordine traversando il Distretto di Corleone. Gli insorti che l’associavano si sono dispersi e vanno rientrando nei ispettivi comuni scorati ed abbattuti per essersi lasciati ingannare dagl’invasori stranieri venuti per suscitare la guerra civile nella Sicilia. Le Reali Truppe l’inseguono.

Al contrario i proclami emanati da Garibaldi   e rivolti ai “Soldati della Libertà Italiana” sono sicuri della vittoria: “ Con compagni come voi, io posso tentare ogni cosa…Deplorando la dura necessità di dover combattere soldati Italiani….Io segnalerò al nostro paese il nome dei Prodi, che sì valorosamente condussero alla pugna  i più giovani……che devono rompere gli ultimi anelli di catene con cui fu avvinta la nostra Italia carissima”

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