L’ANTENATO DEL SOCIALNETWORK

( Daniela Crispo)

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Sembra strano che la difesa dei social network non venga dall’oggi, ma dal passato secondo Tom Standage direttore digitale dell’Economist. Non bisogna quindi stupirsi se possiamo fare riferimento al 1650 circa. In quel ristretto arco di tempo si colloca infatti la fondazione ad Oxford della prima coffeehouse , frequentata non soltanto per consumare il caffè, ma per incontrare altra gente, discutere, commentare le notizie riportate dalle Gazzette, fare gossip, concludere affari. I caffè erano frequentati da gente di varia provenienza e di varia estrazione sociale, ma tutti i clienti lì godevano di parità e potevano dire la propria opinione. Come sempre accade non mancarono i critici ed i fustigatori, preoccupati come sempre della decadenza dei costumi e della crisi inevitabile della cultura del buon tempo antico. Se si stava al caffè quando si studiava, quando si lavorava? La rovina delle persone e della società nel suo insieme appariva imminente. Al di là delle previsioni più catastrofiche sappiamo per certo che l’Europa moderna è passata con le sue idee innovative, le scoperte scientifiche, i buoni affari dai caffè. Anche nella cultura italiana del ‘700 abbiamo belle testimonianze dell’importanza del Caffè, dall’omonimo periodico dei fratelli Verri, pubblicato a Milano a metà del ‘700, a La bottega del caffè , commedia di Carlo Goldoni che svolge attraverso le battute del Caffettiere Ridolfo un progetto di società rinnovata. Tom Standage ritiene che la lezione dei caffè ci insegna che le moderne paure sui pericoli dei socialnetwork sono esagerate.

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