CHI LEGGE VIVE PIÚ A LUNGO

(Pino Morcesi)

Di solito si è sempre detto che leggere ci arricchisce la fantasia e la sensibilità, favorendo le relazioni  con gli altri. Studi medici di neurobiologia oggi non soltanto confermano quanto per tradizione si è detto, ma entrano nel dettaglio delle aree cerebrali interessate dalla lettura dei diversi generi di testo.  I lettori sono più felici dei non lettori e vivono più a lungo. Più il libro è di buona  qualità più dà benessere con un massaggio al cervello. Al contrario i testi d’intrattenimento per la loro prevedibilità e per il fatto che confermano le aspettative del lettore non generano effetti particolarmente benefici. La letteratura fantastica agisce sull’amigdala, generando stimoli  di paura, rabbia, gioia nel lettore, talvolta così intensi da provocare reazioni fisiologiche evidenti : pelle d’oca, lacrime.  Così anche il rapporto finzione filmica o romanzesca e realtà, inteso come capacità di entrare  e poi distaccarsi dal mondo fantastico, ha sede in alcune zone della corteccia cerebrale.  La differenza tra lo scrittore e chi soffre di delirio sta proprio nella condizione  di sofferenza di questa parte del cervello. Quindi non soltanto la tecnologia diagnostica sempre più perfezionata, come la risonanza magnetica funzionale a cui volontariamente si sono sottoposti dei volontari, ma anche lo studio delle malattie della mente ha contribuito a  conoscere meglio i benefici effetti della lettura. Comunque il dato fondante è che per natura l’uomo ama raccontare ed ascoltare o leggere racconti.

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