WHAT BREXIT MEANS

(Natale Caronia)

Rule Britannia, Britannia rule the waves

Briton never never shall be slaves.

Questo canto patriottico inglese, che invita l’Inghilterra a dominare i mari e sancisce che gli inglesi non saranno mai schiavi è l’indice dello spirito di questo popolo, geloso della propria indipendenza ed insularità e caratterizzato da forte individualismo.E’ possibile che l’egemonia germanica in Europa possa aver fortemente condizionato la scelta dell’uscita dall’Unione Europea, senza il timore di rinunziare ai benefici connessi e di andare incontro a turbolenze e rischi che, purtroppo, si sono avverati con l’exit. Ma, come diceva Andrè  Malreaux, un generale non si arrende di fronte a niente, nemmeno all’evidenza. Così il vallo di Adriano, a distanza di duemila anni, è stato riposizionato sulla linea Dover-Calais. È  triste dover constatare che la lungimiranza di  Adenauer,  De Gasperi, Martino, Schumann, artefici di un progetto di pace, ideato appena dopo la fine di una sanguinosa guerra fratricida, progetto di cui ricorre tra poco il 60° anniversario, venga ad essere incrinato da una nazione che, peraltro, tenacemente si oppose alla violenza nazista.

L’esame dei voti referendari ha dimostrato che sono stati gli anziani, le persone meno informate ed il timore dell’immigrazione a spingere verso il Brexit, mentre giovani, londinesi, scozzesi e Ulster hanno votato per il remaining. Molti si sono pentiti del voto di exit a causa delle conseguenze negative del tonfo della sterlina, dei progetti di abbandono della City da parte di finanziarie, di previsione di riduzione degli investimenti e conseguente aumento della disoccupazione in un panorama negativo. La domanda che ci si pone è: il Brexit sarà per sempre?  Il voto popolare espresso col referendum, incautamente voluto da Cameron e che Cameron sta pagando con le sue dimissioni, sarà certamente onorato e porterà con sé spinte disgregatrici nell’ambito del Regno Unito per le tendenze separatiste scozzesi ed unioniste dell’Ulster all’Irlanda; mentre nell’U.E. si avvertono segnali di tendenze dissociative da parte di Olanda, Finlandia, Norvegia e, nei Paesi fondatori, prendono fiato i partiti antieuropeisti. Errori sono stati datti dal  direttorio di Bruxelles , caratterizzato da un dirigismo freddo che ha imposto forti sacrifici ; valga per tutti l’esempio greco. Il PIL greco vale soltanto l’1% di quello europeo; le sanzioni imposte a quel popolo hanno prodotto turbolenze nei mercati europei che tutta Europa ha pagato con perdite in borsa molto più pesanti di quanto serviva per un’azione di solidarietà alla Grecia perché, come disse a suo tempo François Mitterand, non possiamo lasciare Socrate dietro la porta.Tornando alla domanda se il Brexit sarà per sempre, c’è da augurarsi che essendo il futuro dei giovani ed essendo il loro spirito aperto ed universale, negli anni a venire una nuova classe dirigente saprà condurre il vecchio continente verso un’Europa federata se non verso gli Stati Uniti d’Europa.

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