DINAMICHE DELLA COMUNICAZIONE

Il disastroso terremoto che il 24 agosto ha colpito una vasta zona  dell’Italia centrale ancora non si è concluso per il succedersi delle scosse, lievi e forti, che sono già quasi 2500. Non mancano concrete iniziative di solidarietà e l’interessamento dello Stato. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,  visitando Amatrice e Accumoli ha detto che: “Nell’immediato occorre impegnare tutte le forze per salvare vite umane, curare i feriti e assicurare le migliori condizioni agli sfollati. Sarà subito dopo necessario un rapido sforzo corale per garantire la ricostruzione dei centri distrutti, la ripresa delle attività produttive e il recupero della normalità di vita.” Largo spazio è stato dato dai mezzi di comunicazione  alle storie personali, alle fatali coincidenze che si verificano puntualmente post eventum. Le storie facilitano la comunicazione dell’accaduto e rendono comprensibile ciò che non lo è. Tuttavia l’insistenza mediatica sui racconti  dei testimoni genera banalizzazione e toglie drammaticità al dramma. Soprattutto se è accompagnata  da  informazioni approssimate e non verificate, scelte perchè di forte impatto sul pubblico che accusa già un po’ di stanchezza. Allora l’ingrediente narrativo-mediatico è quello della corruzione e della delinquenza, ipotesi verosimili, senza dubbio, ma anche queste da verificare attentamente. L’informazione è succuba del pubblico ai cui gusti vuole sempre venire incontro e della proprietà del mezzo, giornale, emittente televisiva o sito internet, che ha interessi ben precisi per  orientare l’opinione pubblica. I fatti, che tutti vogliono conoscere per quelli che sono, risultano mescolati alle opinioni ed interpretazioni, il risultato è spesso un’idea di confusione e di insicurezza, che disorienta ed allontana il pubblico

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