VIA PAGANINI, 7 –ROMANZO DI MYRIAM DE LUCA ed. SPAZIO CULTURA

(Gabriella Maggio)

Via Paganini, 7 opera prima di Myriam De Luca  racconta la storia della progressiva formazione  alla vita della giovanissima  Viviana,  che, stanca di subire le angherie dei familiari e del datore di lavoro, decide di  lasciarsi alle spalle la famiglia, l’amore, le amicizie ed affrontare l’ignoto. Viviana non si guarda mai indietro, vuole andare sempre avanti con lo sguardo aperto al nuovo, ma anche rivolto al sé, profondamente analizzato,  perché  vuole realizzarsi senza compromessi o scorciatoie, anche quando saprà da una lettera  scritta in punto di morte  dalla zia Enrica il motivo dell’ostilità della madre nei suoi confronti. In questo cammino di formazione una costante è rappresentata dalla fede religiosa intimamente sentita,  senza bigottismo, che  aiuta la protagonista  a sopportare dolori e umiliazioni  e a mettersi al servizio degli altri fino al suo ultimo giorno di vita. Infatti Viviana, nonostante tutto, non consente al dolore, che pure sente cocente, di marcire dentro di lei,  e,  trasformandolo in proficua vita attiva riesce  a non nutrire  risentimenti verso nessuno. Il romanzo affronta diversi temi interessanti e ampiamente dibattuti  come il rapporto genitori e  figli, la fede religiosa, l’amore, la parità tra uomo e donna, la solidarietà, l’attaccamento al lavoro. La lingua usata è semplice, vicina al parlato, del quale riprende l’immediatezza di qualche luogo comune. Pur essendo collocato nella sezione Spazio Giovani, non credo che sia un romanzo destinato esclusivamente ad un pubblico di giovani, ma si rivolge a tutti i lettori indistintamente. La storia,  raccontata in prima persona dalla protagonista, assume un ritmo lento e disteso  nella prima parte del romanzo, in cui prevale  l’analisi interiore, rispetto a quella conclusiva in cui diventa veloce ed ellittico. È probabile che  la scrittrice abbia pensato che fosse più interessante l’avvio della formazione di Viviana piuttosto che il suo compimento, anche se questo provoca un certo squilibrio nella struttura complessiva del romanzo.

 

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