PHILANTHROPIA/ PHILOTECHNIA

(Irina Tuzzolino)

Plinio il vecchio e l’imperatore Tito in un’edizione del XII sec.dell’Historia Naturalis

La scelta dell’immagine non è casuale, ritrae Plinio il Vecchio che dedica all’imperatore Tito la  sua enciclopedia  la “Naturalis Historia”. Enciclopedia indica una formazione “circolare” , compiuta e definita come un cerchio. Nel mondo antico abbracciava un sapere unitario che coniugava insieme discipline  umanistiche e scientifiche, perché la scienza era considerata figlia della filosofia e la tecnica era semplicemente un’ancella della scienza. La separazione delle  discipline  umanistiche  da quelle scientifiche  si profila quando il metodo sperimentale s’afferma nel campo scientifico, progredisce durante l’Illuminismo e dilaga nel periodo positivista con la  piena e totale fiducia nell’applicazione del  metodo scientifico a tutto lo scibile, anche alla letteratura, alla storia, all’arte, alla filosofia. La frattura definitiva è però  recente, legata ai progressi tecnologici ed alla loro diffusione capillare.  La tecnica da serva è diventata padrona trionfante. Fornisce  protesi “necessarie “ all’uomo, che quando ne è privo si sente debole e fragile, né trova più conforto nella cura di sé o dell’altro, cioè  nella filantropia. Stando così le cose il sapere umanistico appare stanco e affannato, mentre quello tecnico –scientifico avanza con crescente vitalità e velocità, indifferente ad ogni pausa di riflessione. Sui social le opinioni si equivalgono e differiscono solo per la diversa efficacia persuasiva. C’è un criterio che orienta verso la ricerca della verità? Non c’è possibilità di ricercare la verità, perché richiederebbe troppo tempo . Meglio la parola suadente e pubblicitaria  di una verità apparente, quello che L. Canfora definisce “falsovero”. Si sta  perciò smarrendo la ricerca di una verità che ci dia un orientamento nella complessità del mondo.  Sembra non esserci tempo. Ma in questa inquietudine può, e in verità dovrebbe, rinascere  un nuovo umanesimo, che riporti in vita parole dimenticate, che  però hanno inventato l’uomo, le parole delle discipline umanistiche. Qualunque tecnologia, come qualunque scoperta scientifica  ha bisogno della  mediazione umana,  altrimenti può essere molto dannosa all’uomo stesso.” Homo sum, nihil humanum a me alienum puto”, ha scritto un tempo il commediografo Terenzio. E ancora oggi è difficile smentirlo.

 

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