L’AMBIVALENTE FASCINO DEL ROSSO

(Irina Tuzzolino)

Bisonte nella grotta di Altamira

Il colore rosso ha avuto sempre diversi significati, spesso contrapposti. Dal raro latino russus, dalla radice indoeuropea rudh , significa in origine di colore del sangue  e perciò è stato considerato simbolo di  vita, come nel Natale, ma anche di autorità  regale e di aggressività.  Questa ambiguità non  ha intaccato la potenza simbolica del colore. Già trentamila anni fa gli uomini del Paleolitico col rosso ricavato dall’ematite tracciavano sulla roccia  le immagini degli animali che cacciavano. I Greci l’hanno abbinato al nero nella ceramica per rappresentare storie di dei ed eroi.

Anfora panatenaica

Per i  Romani il rosso identificava  il potere, un orlo di porpora ornava infatti  la toga pretesta dei magistrati; tuttavia risultava  inquietante negli esseri viventi, animali dal pelo rosso oppure uomini  o donne dai capelli rossi. Questa stessa diffidenza si riscontra nei  popoli del nord Europa. Nelle fiabe il colore rosso ha valenza positiva in Cappuccetto rosso e negativa nella mela rossa di  Biancaneve. Nell’antica Cina è stato  il colore sacro della dinastia Chou (1050-256 a.C.) oggi è  anche  simbolo di felicità e di vitalità. Il  mondo cristiano attribuisce a Giuda i capelli rossi, però  colora di  rosso  la  Pentecoste, lo Spirito santo e l’inferno. Nell’arte  paleocristiana gli arcangeli e i serafini sono dipinti di rosso, per significare che ardevano d’amore.

Dal XII sec. l’uso del rosso si diffonde nella liturgia, nell’araldica e nell’ abbigliamento degli aristocratici e anche  in politica  dove  simboleggia il partito guelfo  : l’aquila rossa che ghermisce  il drago. Il moralismo della Riforma protestante e gli  studi scientifici sul raggio di luce di Newton incrinano il fascino del colore, che però rinasce nel XIX sec. colorando di sè l’abito delle spose perché  simbolo d’amore. Ripropongono l’ambivalenza il  copricapo rosso imposto alle prostitute, perché fossero riconosciute , e le lanterne rosse sulla porta dei bordelli. L’uso della “bandiera rossa” risale al 17 luglio del 1791 quando il generale Lafayette, comandante della guardia nazionale francese, issò una bandiera rossa su Campo di Marte, a Parigi, per indicare che era stata imposta la legge marziale e per invitare i manifestanti ad allontanarsi. Nella rivoluzione del ’48 il rosso venne utilizzato in Europa dai socialisti e nel Risorgimento italiano dalle camicie rosse di  G. Garibaldi .Oggi segnala anche divieti e pericoli, ma rappresenta la laurea con fiori e confetti rossi.

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