GIUFA’

(Francesco Paolo Rivera *)

 

Chi non conosce Giufà …?, chi non ha mai sentito, riferito a sé o ad altri, frasi come “chi sii Giufà?” …  “chi fai comu a Giufà?”  … chi non ha sentito raccontare, specie tra i meno giovani, di Giufà che raggiunge la madre in Chiesa, con la porta di casa sulle spalle, perché la mamma gli aveva raccomandato …” quannu sii prontu, tirati ‘a porta e veni pure tu …!” Giufà era definito un personaggio letterario della tradizione popolare siciliana, privo di qualsiasi malizia e furberia, credulone, ignorante, che si cacciava sempre nei guai, ma che per sua fortuna, riusciva a farla franca, sempre o quasi sempre, anche involontariamente. Nella tradizione popolare compare nell’opera di Giuseppe Pitrè (etnologo e studioso di tradizioni popolari e di folclore siciliano) tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, e nella tradizione scritta di Venerando Gangi (1) ma presente anche nella tradizione orale giudaico-spagnola. Un personaggio analogo lo si ritrova in altre tradizioni regionali italiane, denominato in maniera diversa: “Giucà” in altre provincie della Sicilia, “Vardiello” in Campania, “Giuccamatta” in Toscana, “Ciuccianespole” in Umbria. Il personaggio descritto in tante storie popolari fiorite in tutto il bacino del mediterraneo risalgono addirittura a racconti arabi del IX° secolo, che si sono tramandate nelle famiglie ebraiche della Turchia, della Grecia, della Bulgaria, di Israele e di tutte le regioni balcaniche. Ancora oggi sopravvivono cicli narrativi che hanno come protagonista “Djeha” (che pare si pronunci “giuà”, foneticamente molto affine al Giufà siciliano). Il nome Giufà dovrebbe essere l’abbreviativo di “Giuvà” (Giovanni)”, ma addirittura pare che nella zona dell’Anatolia sia realmente esistito un personaggio eccentrico denominato “Nasreddin Khoja” (maestro Nasreddin), le cui gesta eroicomiche si sono tramandate oralmente, il cui nome, nell’area culturale araba, si sarebbe diffuso con il nome “Djeha o Jufuf” divenendo poi, nella tradizione siciliana, “Giufà”. Ma ritornando al personaggio comico, che, con le sue incredibili storie di sfortuna, di sciocchezza e di saggezza, vive candidamente, e incurante del mondo esterno ci presenta la cultura dominante in una certa parte della Sicilia tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento, ci fa conoscere che il Giufà siciliano, con i medesimi caratteri della tradizione giudaico-spagnola è noto e apprezzato anche nella tradizione popolare di Reggio Calabria. Probabilmente, nella tradizione reggina, diventa più scaltro, più abile, più pasticcione, più vigliacco, più bugiardo, sicuramente giunto dalla Sicilia, senza passare da Messina, ma in quella città, probabilmente per la vicinanza con lo stretto, la sua storia si allargò con le storielle della “Fata Morgana”. Nella tradizione giudaico-ispanica Giufà acquista una saggezza non riconoscibile a prima vista: è furbo e intelligente, ricco, credente oppure è tutto il contrario: stupido, credulone, disonesto, povero, miscredente … non sa comprare ma riesce a vendere a prezzo esagerato una pecora brutta e magra, non ha da mangiare ma sfama gli affamati, insomma è tutto e il contrario di tutto, incarna colui che si burla del prossimo, il ribelle alle convenzioni sociali, colui che si prende gioco di tutto e di tutti, che non ha paura di nulla neanche della morte. Giufà c’è sempre stato e sempre ci sarà, … secondo Ascanio Celestini (2) … “Giufà non è mai morto. E’ riuscito a scappare alla morte talmente tante volte che ancora sta scappando e ancora gira il mondo.”E per concludere, vale la pena di riassumere sinteticamente, qualcuna delle circa trenta storielle di Giufà tramandateci dall’etnologo Giuseppe Pitrè, Giufà e l’eredità: ricevuta una ingente eredità, fu consigliato di nasconderla per evitare che gliela rubassero. Egli ne sotterra una buona parte in una fossa scavata nel deserto, quando ebbe esaurito la parte che teneva con sè, va nel deserto per prenderne un’altra parte. Mentre era intento a scavare, passarono alcuni conoscenti, che gli chiesero cosa stesse facendo, egli rispose di aver messo nel deserto la sua eredità, ma che non riusciva a trovarla. Ma, “Giufà, non hai lasciato un segno? Chiedono gli amici, “certamente” risponde Giufà: … “e che cosa era?”  … “era una nuvola, ma adesso non c’è più!” … La morale: mai affidare qualcosa di importante a qualcosa di passeggero, che domani potrebbe non esserci più!

Giufà e il chiodo: Giufà mise in vendita la sua casa e trovato l’acquirente pose una sola condizione per la vendita:  “la casa è tua, ma questo chiodo piantato nel muro, deve restare sempre mio.” L’acquirente accettò la condizione apposta al contratto. Passato qualche tempo Giufà tornò nella casa e appese al chiodo un sacco. Dopo qualche giorno tornò a prendere il sacco e appese al chiodo un vecchio abito; e così continuò a fare giornalmente, passava a prendere ciò che era appeso e appendeva al chiodo una cosa nuova. Un giorno Giufà portò la carogna di un asino che appese al chiodo, e alle proteste del nuovo proprietario disse: “ti ho venduto la casa, ma il chiodo resta mio e ho il diritto di appendervi quello che voglio, non sei di accordo, puoi andartene ma non ti rimborserò neppure un soldo!” … e così fu. Giufà, la moglie e l’asino: Quando morì la moglie di Giufà, egli non fu in grado di versare neanche una lacrima; qualche tempo dopo morì l’asino di Giufà e questi non finì mai di piangere. A coloro che gli rimproverano il suo comportamento, Giufà si giustificò: “Quando è morta mia moglie tutti sono venuti a confortarmi: coraggio, vedrai, col tempo troverai un’altra moglie” … e mi si proponeva un’altra donna in moglie … senza dover pagare nulla, morto l’asino nessuno mi ha detto “… non preoccuparti, ti darò un altro asino al suo posto!”.

* Lions Club Milano Galleria Distretto 108Ib-4

Note: 

  1)Poeta, favolista e scultore (Acireale 1748-1816) che si dedicò allo studio dell’antropologia locale;

2)Attore teatrale, regista cinematografico, scrittore e drammaturgo (1972 – Roma – Quartiere Tuscolano – Cecafumo, nei pressi di Cinecittà)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il nostro sito web utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione. Per maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l abilitazione sul browser accedi alla nostra Cookie Policy.

Cookie Policy