TORNA LA BOHÈME AL MASSIMO DI PALERMO

Gabriella Maggio

Stefan Pop( Rodolfo) e Angela Gheorghiu (Mimì ) Ph. Rosellina Garbo

È ritornata  al Teatro Massimo di Palermo nei primi giorni di dicembre la Bohème, l’opera lirica di Giacomo Puccini  definita  un  capolavoro da Igor Stravinskij. Il libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica è tratto dal romanzo  Scènes de la vie de bohème di Henri Murger, molto apprezzato  dal compositore.  La Bohème debuttò con successo il 1° febbraio del 1896 al Teatro Regio di Torino, diretta  dal  giovane Arturo Toscanini. Offuscò presto  l’omonima opera di Ruggero  Leoncavallo, presentata alla Fenice di Venezia  il 6 maggio 1897. Nella  Bohème  per la prima volta Puccini rivela l’inclinazione alla pittura musicale di minuti particolari, dando vita poetica agli oggetti. La storia è centrata sul personaggio  di Mimì, giovane donna  timida e appassionata, come tutte le eroine pucciniane, che per caso incontra il poeta Rodolfo, che vive insieme ad altri artisti squattrinati, alla ricerca di  fama e denaro.  Intorno  Parigi  affollata e fredda.  È l’ambiente bohémien col suo stile di vita non convenzionale, che dà il titolo all’opera. La messinscena del Teatro Massimo di Palermo si può definire essenziale, fedele alla tradizione, benché si tratti di un nuovo allestimento in occasione della tournée in Giappone nel 2022. La regia di Mario Pontiggia è in armonia con la direzione dell’orchestra di Fabrizio Maria Carminati, con le scene di Antonella Conte ed i costumi di Francesco Zito. La recitazione si è  basata sulla musica e ne è stata esaltata. Come dice il M° Riccardo Muti nella musica, nella partitura c’è già una regia, è  la musica che suggerisce, che indica al regista la direzione che deve prendere; il palcoscenico deve “servire” il discorso musicale. Belle le voci di Angela Gheorghiu, Mimì, e Stefan Pop, Rodolfo, che hanno emozionato il pubblico soprattutto nelle note arie. D’effetto l’interpretazione del coro diretto da Ciro Visco  e delle voci bianche dirette da Salvatore Punturo  nel secondo quadro. Di buona presenza scenica Jessica Nuccio, una Musetta senza sbavature, ben calata nel ruolo. Gradevoli le figure di contorno : Marcello, Francesco Vultaggio, Schaunard, Alessio Arduini, Colline George Andguladze,  Benoit/ Alcindoro, Luciano Roberti. In fondo il pubblico ha gradito la mancanza di effetti scenici desiderosi di  suscitare meraviglia a tutti i costi con prolungati applausi.

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