LE CONVENIENZE E LE INCONVENIENZE TEATRALI AL MASSIMO DI PALERMO

Gabriella Maggio

ph © rosellina garbo

Al Teatro Massimo di Palermo è andato in scena  con grande successo di pubblico un nuovo allestimento della rara “Le convenienze ed inconvenienze teatrali” di Gaetano Donizetti. Un’ opera buffa che richiede agli interpreti molta bravura belcantista e virtuosistica, e anche presenza scenica. Brillante tutta la compagnia in particolare il baritono Nicola Alaimo, nella parte di Mamma Agata en travesti, anche se talvolta un po’ sopra le righe, e il soprano Desirée Rancatore, che interpreta Corilla Scortichini, la Prima Donna, con leggerezza e intelligenza. Ottimo il coro diretto da Salvatore Punturo. Struggente l’interpretazione di “Te voglio bene assaje”, attribuita a lungo in modo incerto a Donizetti, come aria da baule del soprano napoletano Caterina Di Tonno, in scena come Luigia Scannagalli, la Seconda Donna, la figlia di Mamma Agata. La regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier porta  a Palermo l’originaria ambientazione napoletana. I dialoghi parlati vengono traslati con vivacità in siciliano dal palermitano Alaimo.  La messa in scena  del Teatro Massimo di Palermo si propone di ricordare che nella stagione 1825-26  il giovane Donizetti a Palermo è stato direttore artistico del Real Teatro Carolino. Durante il soggiorno palermitano il compositore ha scritto anche  l’opera Alahor in Granata, dalla quale è stata tratta la sinfonia eseguita in apertura de Le convenienze ed inconvenienze teatrali, in una nuova versione basata su un manoscritto autografo dello stesso Donizetti che si trova nella Biblioteca del Conservatorio di Palermo. Sul podio il maestro greco George Petrou ha  dato il giusto ritmo alla partitura ”rossiniana”. Essenziali  le scene e le luci  di Moshe Leiser e Cristophe Forey. Convenienze ed inconvenienze teatrali  è stata rappresentata  in prima assoluta al Teatro Nuovo di Napoli il 21 novembre 1827. L’opera ha subito diverse manipolazioni tanto che soltanto l’edizione critica  ha ricostruito la prima versione dell’opera del 1827.

 

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