ESTENSIONE CROMATICA

MOSTRA ANTOLOGICA DI ANGELO BATTAGLIA

Andrea di Napoli

Un modo di dire comune nella lingua italiana è che, ad esempio, un cuoco sia nato per cucinare oppure un pilota per guidare. Ebbene, Angelo Battaglia è nato per disegnare e, qualora ce ne fosse bisogno, dopo aver visto le opere esposte in questa mostra, possiamo ribadirlo ancora una volta. Il disegno tecnico richiede precisione e meticolosità, ossia due capacità personali che Angelo Battaglia ha dimostrato di possedere fin da quando ha appreso i primi rudimenti di grafica e che sono poi cresciute con lui, consentendogli un continuo perfezionamento ed una progressiva evoluzione. Ne è una dimostrazione la natura antologica di questa esposizione, che raccoglie i momenti più significativi del suo lungo percorso artistico. Spesso i disegnatori producono lavori austeri e solenni; le opere di Battaglia, invece, risultano particolarmente accattivanti. Merito delle ingegnose figure geometriche accostate ad ampie aree dai colori vivaci — capaci di generare un forte impatto psicologico — e dell’inserimento di caratteri alfanumerici o miniature. Questi elementi seducono l’osservatore e ne catturano l’interesse, conferendo alla composizione un aspetto enigmatico e indeterminato. Tuttavia, l’effetto non è casuale: ogni segno, lettera o colore è strettamente legato a date, persone e fatti importanti per l’autore. L’uso dei colori crea un ulteriore dinamismo e, in questo modo, le figure più vivaci rendono le opere tranquillizzanti, rispetto alle ansie che susciterebbero delle austere figure monocrome. Il titolo attribuito alla mostra, Estensione cromatica, spiega, appunto, il fondamentale apporto estetico dei vivaci cromatismi. Da sempre, infatti, i colori esercitano un ruolo fondamentale non solo nell’arte e nella comunicazione, ma, in maniera più o meno consapevole, nell’intera esistenza di ogni individuo. Sta di fatto che i segni tracciati da Angelo sulle elaborazioni grafiche, che egli stesso ha eseguito manualmente, costituiscono la prova evidente che si tratta di un artista versatile, in possesso di un grande talento e di un’eccellente tecnica, i cui risultati suscitano l’emozione degli osservatori. In alcuni lavori, l’autore ha rappresentato certe figure incrinate o spaccate, mentre in altri con una forma fluida e gocciolante. Inoltre, il nostro amico Angelo è anche un apprezzato fotografo, particolarmente attivo nell’ambito della U.I.F. L’accurato astrattismo geometrico, guidato dalla razionalità e dall’ordine, così come l’astrattismo lirico, pieno di emozione e spiritualità, non nacquero per contrapporsi all’arte figurativa. I primi pittori e disegnatori astrattisti, infatti, in precedenza, avevano rappresentato soggetti riconoscibili della realtà, come persone, animali, oggetti e paesaggi; persino maestri come Kandinskij e Mondrian per molti anni avevano eseguito opere d’arte figurativa. Anche se si tratta di generi diversi e distanti, sono in realtà legati tra loro da un sottile filo.

 

Prima del dilagare della grafica computerizzata, gli strumenti imprescindibili dell’attività grafica erano, tra gli altri, le griglie modulari e il retino da lucido. Anche tutti i lavori di questa mostra sono stati eseguiti dal nostro validissimo designer applicando la medesima tecnica e utilizzando pressappoco i medesimi strumenti che sono stati sempre  impiegati  durante la pratica di questa affascinante disciplina artistica. A questo proposito emerge la difficoltà di tutti coloro che ancora oggi, per lavoro o per passione, si esprimono ricorrendo unicamente alle proprie abilità manuali e ad attrezzature ritenute obsolete. Strumenti ormai introvabili in quanto superati dal mercato e dai dispositivi imposti dalle nuove tecnologie. Da diversi anni, infatti, il disegno tecnico è stato soppiantato dalla grafica computerizzata, più rapida e precisa. Di conseguenza, gli strumenti indispensabili per quei pochi che ancora lo praticano sono scomparsi dal mercato, e perfino i negozi specializzati ne sono sforniti. Gli stessi ostacoli del disegnatore li incontra il fotografo che desidera reperire il materiale fotosensibile (pellicole, carta e prodotti chimici) per “sbizzarrirsi” in camera oscura coi tradizionali procedimenti analogici. Ma penso anche, per fare un altro esempio, a quegli appassionati di elettrotecnica che hanno la necessità di sostituire una grossa valvola in un austero mobile radio Magneti Marelli della prima metà del Novecento (non del Medioevo). La modernità ci fornisce un aiuto prezioso e degli utilissimi marchingegni, che però continuiamo comunque a chiamare ancora caffettiera, fotocamera o telefono. Ma, forse, ridare la possibilità agli artisti e agli artigiani di reperire agevolmente i materiali comunemente usati fino a non tanti anni fa, ci permetterebbe di ascoltare di nuovo una musica gracchiante provenire da un aggeggio pieno di lucine e manopole, favorendo anche la produzione di opere d’arte realizzate su un supporto cartaceo dal grande interesse storico e didattico, oltre che capaci di veicolare una manifattura affascinante.

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