CITTA’ DI MARE –Dodicesima parte

(Gabriella Maggio)

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Dopo la prima rampa di scale entrano nell’appartamento. Ad Angela dispiace doverlo lasciare così in fretta. – Prepara due piccole borse col necessario per due giorni. Usa le borse della palestra-. – Sì Vittorio-. Non hanno alzato le serrande per non dare segnali a quella ragazza che li ha seguiti. Vittorio Draghinelli telefona – La barca è pronta ? Ci vediamo al porto turistico alle ventuno- Poi rivolto ad Angela- Ti ricordi come si chiama la ragazza ? –Aspetta -dice Angela – non era quella sempre triste e scontrosa ? – Sì- L’aveva guardata spesso durante il corso di formazione, mentre dietro il vetro dell’ufficio, faceva firmare carte e calcolava i compensi degli istruttori, le sembrava isolata e sembrava fare di tutto per isolarsi.

E le vennero in mente i giorni in cui aveva conosciuto Vittorio. – Silvia , sì, così si chiama, Silvia…Passerini, ecco- Brava Angela, alle nove salpiamo con la barca. Dobbiamo prelevare il denaro, per pagare Luigi. Ma non ora. Silvia sa dove stiamo e non sono sicuro che il grande capo voglia farmi andare via così facilmente. – Pensi che abbia dei sospetti ?- Non lo so, ma la presenza di Silvia proprio davanti al portone di casa mi rende incerto. Abbiamo tutta la giornata per pensarci su. Intanto vedo il meteo su Google, ci dirigeremo dove il mare è più tranquillo. Telefono anche a Rosa. – Pronto Rosa ? Che notizie mi dai ?La voce squillante risponde con una punta di delusione – Nessuna, caro Vittorio, non sono riuscita ad agganciarla. E’ molto sfuggente. Questa mattina è uscita alle sei come per andare a correre, l’ho vista dalla finestra. Pensavo che tornasse a cambiarsi…ma non è tornata. Da quando è arrivata non mi sono allontanata da casa….- Lo so Rosa, non preoccupati, vedrai che si farà vedere. Ciao- Vittorio non vuole dare a vedere ad Angela il suo turbamento, controlla on line il suo conto corrente e si accorge che gli “amici della città di mare”, come vogliono essere chiamati quei cialtroni boriosi, non hanno fatto ancora il versamento pattuito. Un vago sospetto d’inganno gli s’insinua nella mente. Non sarebbe la prima volta…Ma ormai è tutto stabilito.. .potrebbe però rifarsi su Luigi. Non è giusto … deve pagare gli alimenti ai figli, glielo ha detto tante volte. No, non gli conviene deluderlo, potrebbe diventare anche lui un nemico. In fondo gli ha dato i documenti per lui per Angela, con carta e timbri veri, ha noleggiato la barca, ha fatto le provviste per diversi giorni di viaggio…Insomma se li è guadagnati. – Angela quanto hai sul tuo conto ? – Vittorio, lo sai circa 100.000 euro, occorrono ?- Non lo so, non hanno versato i soldi. Puoi prelevare anche tu ? –Sì- . Angela è in ansia, non per i soldi, ma per l’incerto futuro che stanno cominciando, per qualche amicizia dubbia di Vittorio, che gli darà filo da torcere, per il “gran capo” che gli ha messo dietro Silvia. Non è un buon segno. Ma come ha potuto rintracciarli Silvia ? Chi le ha dato le indicazioni precise? Trovarsi al Bar Centrale proprio nello stesso momento in cui c’erano pure loro ? Per caso? Rosa sembra sincera….Forse gli “amici della città di mare” ?

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