PAESAGGIO

( Daniela Crispo )

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Concerto Campestre –Tiziano

Il Vocabolario delle Arti del Disegno di F. Baldinucci (1681) così definisce il paesaggio nell’arte: "Paesi, appresso i Pittori sono quella sorta di pitture, che rappresentano campagne aperte, con alberi, fiumi, ponti e piani ed altre cose da campagna e villaggio". Questa definizione dura nel tempo. Infatti l’Enciclopedia Treccani dà la seguente definizione di paesaggio: “ In arte si denomina paesaggio un dipinto che ha per oggetto la natura” . Le prime rappresentazioni di paesaggio risalgono all’epoca ellenistica, ma hanno carattere esclusivamente decorativo. Il Rinascimento italiano con lo studio della luce e della prospettiva consente che il paesaggio abbandoni il suo ruolo anonimo di sfondo neutrale per divenire parte integrante della narrazione.

E´ una vera rivoluzione di cui è protagonista Tiziano Vecellio, che per primo usa il termine paesaggio scrivendo all’imperatore Carlo V. Come si nota nei suoi dipinti ed in quelli dei pittori che a lui s’ispirano il paesaggio ha un senso soprattutto estetico. Oggi la parola paesaggio non indica soltanto una rappresentazione pittorica, ma anche una parte di territorio. A questo ampliamento di significato si è giunti progressivamente. Dal Settecento in poi, il paesaggio va perdendo sempre più la sua connotazione estetica a favore di una specificamente politica. A questo riguardo è molto importante lo studio che compie Alexander von Humboldt, grande esploratore e botanico tedesco del XVIII sec., che considera il paesaggio una costruzione civile, cioè politica. La rivoluzione industriale pone nell’Ottocento la questione della deturpazione del paesaggio, di cui si fanno interpreti in Inghilterra John Ruskin e di William Morris. Da allora ad oggi, come tutti ben vediamo intorno a noi, il problema non è stato risolto. Ma non sono mancati gli studi e le istituzioni che hanno a cuore l’argomento. La Convenzione europea del paesaggio, infatti, tenutasi a Firenze il 20 ottobre 2000 definisce il paesaggio: una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni. Il paesaggio perciò deve essere anche identificativo del luogo di cui è l’aspetto. Riconosce , nel Preambolo, che “ il paesaggio é in ogni luogo un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni nelle aree urbane e nelle campagne, nei territori degradati, come in quelli di grande qualità, nelle zone considerate eccezionali, come in quelle della vita quotidiana”. E nell’art. 1 recita : "Politica del paesaggio" designa la formulazione, da parte delle autorità pubbliche competenti, dei principi generali, delle strategie e degli orientamenti che consentano l’adesione di misure specifiche finalizzate a salvaguardare gestire e pianificare il paesaggio.

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