ASTOR PIAZZOLLA: LA RINASCITA DEL MITO DEL TANGO

( Gianfranco Romagnoli)

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Astor Piazzolla

La pianista e scrittrice Meri Franco Lao, nel suo bel libro Tempo di tango, elenca in una tabella i vari balli alla moda succedutisi nei decenni del ventesimo secolo, e, dopo aver collocato il tango nel 1910, ne segnala il revival nel 1970. Ma l’Autrice va oltre, evidenziando l’evolversi di questa forma musicale, nata in ambito popolare e diffusasi a livello mondiale ad opera di validi musicisti e poeti, verso forme più moderne che, sulla scia dell’evoluzione musicale verso forme diatoniche e sperimentali, vengono ad incrociare sia il jazz che la musica colta. In tale contesto colloca un importante autore, oggi considerato uno dei più grandi musicisti del Novecento, le cui composizioni sono eseguite tuttora e in misura crescente nelle sale da concerto di musica classica. Parlo di Astor Piazzolla, al quale nel libro della Lao è dedicata una densa scheda. Astor Pantaleón Piazzolla nasce a Mar del Plata nel 1921, in una famiglia di origini pugliesi stabilitasi con il nonno in Argentina.

Nel 1925 si trasferisce a New York, dove vive fino all’età di sedici anni, distinguendosi come esecutore di musica classica. Tornato in Argentina, si afferma come suonatore di bandoneon, la fisarmonica criolla, nell’orchestra di Troilo, e poi come capo dell’orchestra del cantante Fiorentino. Nel 1954 vince una borsa di studio grazie alla quale va a Parigi a specializzarsi presso la famosa didatta Nadia Boulanger, che lo apprezza molto e gli consiglia di non abbandonare il filone della musica popolare che egli sta intelligentemente rinnovando. La sua produzione musicale, originale ed innovativa pur restando ancorata in buona parte al tango, è sterminata a partire dagli anni Cinquanta e fino alla sua morte, avvenuta a Buenos Aires nel 1992. Essa abbraccia soprattutto musiche strumentali ispirate al tango, brani classici, musiche da film o composizioni colte, come Oda a Buenos Aires su parole di Jorge Luis Borges, e si avvale di strumenti elettronici e a percussione inusuali per il tango: peraltro, anche l’osservanza del ritmo tradizionale del tango non è da lui mantenuta all’interno di ogni battuta, ma è recuperata nell’insieme del brano. Inoltre, Piazzolla introduce novità come il malambo gaucho, facendo alternare spesso al consueto tempo di 4/4 la battuta di 3/4 e 6/8. Cerca diverse atmosfere, come nella medioevaleggiante Milonga triste. Applica le regole dell’armonia e del contrappunto, ma esplora anche il campo diatonico. E’ autore dell’operina Maria de Buenos Aires (1968) e di brani famosi come Libertango, Milonga del Angel, Muerte del Angel, Oblivion, Nonito. La sua personalità aggressiva e scontrosa (diceva di comporre soltanto per se stesso) e la sua grande carica innovativa, che lo ha portato a creare quello che è stato definito “il nuovo tango”, rivoluzionario nella forma e nei colori rispetto al tradizionale tango argentino, lo ha inevitabilmente schierato con coloro che volevano profondi cambiamenti in Argentina, per cui è stato osteggiato dai conservatori, ma la sua fama mondiale ha prevalso. Nel  2008 il Presidente della Repubblica Argentina   Cristina   Fernandez  de Kirchner , ha intitolato al nome di Astor Piazzolla l’aeroporto internazionale di Mar del Plata.

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