NOBEL LETTERATURA 2017

(Gabriella Maggio)

Secondo gli Accademici Svedesi che gli hanno conferito il Premio Nobel per la Letteratura  Kazuo  Ishiguro scopre l’ «abisso nascosto dietro il nostro illusorio senso di connessione con il mondo». All’annuncio del premio lo scrittore ha dichiarato:  “E’ una notizia sorprendente e totalmente inaspettata. Arriva in un momento in cui il mondo è incerto sui suoi valori, sulla sua leadership e sulla sua sicurezza. Spero solo che ricevere questo grande onore, anche se nel mio piccolo, possa incoraggiare in questo momento le forze del bene e della pace”. Nato a Nagasaki nel 1954, all’età di 6 anni si trasferisce con la famiglia, provata dalla guerra e dall’esplosione della bomba atomica, nel Regno Unito. Diventato cittadino inglese si laurea in Inglese e Filosofia all’università del Kent e  inizia la carriera di scrittore usando la lingua  inglese e ispirandosi agli scrittori occidentali primo fra tutti H. James. Ha detto di sé : “Non sono completamente come gli inglesi perché sono stato cresciuto da genitori giapponesi in un ambiente domestico di lingua giapponese. I miei genitori non si resero conto che saremmo rimasti in questa nazione per così tanto tempo, e si sentirono responsabili di tenermi in contatto con i valori giapponesi. Ho quindi radici distinte. Penso differentemente, la mia prospettiva è sottilmente differente.” Nel 1986  vince il premio Withbread per il suo secondo romanzo: Un artista del mondo fluttuante che ricostruisce l’ambiente culturale e sociale  del Giappone nel dopoguerra. È   protagonista un vecchio artista nipponico, che a metà degli anni ’50 rievoca fatti accaduti prima della guerra e scopre a poco a poco  il proprio sostanziale fallimento dovuto all’emarginazione per i compromessi con lo sconfitto regime nazionalista. La sua opera più nota presso il grande pubblico è il romanzo Quel che resta del giorno, del 1989, vincitore del  Booker Prize ,da cui il regista James Ivory ha tratto un ottimo film di successo. Attraverso il racconto del maggiordomo Stevens, che ha servito in maniera esemplare Lord Darlington nella sua  residenza  signorile, Ishiguro traccia la fine di un mondo elitario e signorile connotato da rigide tradizioni. Ancora una volta è la guerra il discrimine tra due società. All’aristocratico Lord succede come proprietario il democratico Mister Farraday, nel cui mondo Stevens, che ha sacrificato al servizio tutto se stesso, comincia a comprendere tardivamente che  non è  poi così indispensabile come fino ad allora ha creduto di essere. Da un punto di vista letterario il romanzo segna una svolta narrativa nella produzione dello scrittore che abbandona i temi consueti per affrontarne altri più attuali come in Non lasciarmi. Nell’ultimo romanzo Il gigante sepolto riprende l’epica arturiana, non con l’animo nostalgico di chi vuole idealizzare il passato, né con l’intento di dar vita ad un mondo fantastico parallelo, ma come scenario nel quale rappresentare il presente. In un’intervista ad Avvenire ha dichiarato :  «Più passa il tempo più mi rendo conto di scrivere principalmente per rappresentare e condividere le mie emozioni. Ma i sentimenti, quando sono autentici, non sono mai semplici. Confinano tra loro, a volte si confondono l’uno con l’altro. È questa complessità a renderci umani, ed è questa umanità che cerco di esprimere nei miei libri».

 

 

 

 

 

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