RE LEAR AL TEATRO BIONDO

(Gabriella Maggio)

Dal 15 al 23 dicembre 2017 è stato in scena al Teatro Biondo di Palermo Re Lear  di W. Shakespeare , tradotto da Cesare Garboli per la regia di Giorgio Barberio Corsetti, protagonista Ennio Fantastichini, coproduzione col Teatro di Roma.  La storia è ideata da Shakespeare come un gioco di specchi fra la vicenda del protagonista Lear e quella di Gloucester entrambi diversamente ciechi, ma  insieme avversi ai buoni e inclini ai malvagi. L’opera, databile tra il 1605-06, vuole rappresentare il caos della vita al fine di scoprirvi un senso, è pertanto una summa dei temi tragici dell’autore : il senso della vita, il significato della natura, la libertà dell’uomo, il ruolo dell’esperienza e della follia, il rapporto tra le generazioni, il fascino e l’ineluttabilità del potere. Lo stile è orientato  verso una forte potenza espressiva. Ma poco di questa potenza di temi e di stile rimane sul palcoscenico del Biondo. La messa in scena, pur avendo elementi di pregio nell’esperienza consumata di Fantastichini e nell’intenzione  di modernizzare il testo di regista e scenografo, resta priva di pathos  tragico, virando piuttosto verso il grottesco. La vicenda risulta semplificata sul tema del potere. All’universalità che i temi dell’opera  hanno nel testo shakespeariano si sostituisce un piatto  qui ed ora. Non ostante gli applausi per l’impegno dimostrato dagli attori resta la delusione per l’appuntamento mancato con le universali domande sull’uomo che Shakespeare pone.

 

 

 

 

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