VIAGGIO IN ITALIA DI UN ITALIANO

(Irina Tuzzolino)

Tra il  maggio 1953 e l’ottobre 1956 Guido Piovene,  giornalista e scrittore, viaggia  in macchina per l’Italia, percorrendola interamente  da Bolzano alla Sicilia. Alla guida la moglie Mimy, a cui raccomanda di usare le marce basse e di fermarsi spesso per potere  meglio osservare i luoghi e parlare con gli abitanti. Piovene  non vuole  produrre cartoline illustrate, vuole essere semplicemente vero, proprio per questo costruisce un fondamentale documento letterario, antropologico e giornalistico, che è stato definito «scrupoloso come un censimento, fedele come una fotografia e circostanziato come un atto d’accusa». Il viaggio gli è proposto da Antonio Piccone Stella per conto della RAI, che lo trasmetterà  a puntate per radio. Successivamente  diventerà  il libro “Viaggio in Italia”, pubblicato da Bompiani nel 1957 e da poco ristampato. L’andamento di conversazione inerente alla matrice orale del materiale raccolto viene conservato  nel libro e rende a pieno il carattere cangiante dei luoghi.  L’Italia descritta, fuori  dai luoghi comuni e dalle  mitologie,  è quella degli anni cinquanta tra ricostruzione e boom economico. Piovene coglie il contrasto  tra le esigenze della produttività, che aumenta la ricchezza, e la giustizia sociale, che vorrebbe ripartirla equamente;  il progresso senza sviluppo e il carattere nazionale, immutabile, aculturale e affarista, che resiste tenacemente alle mode. Questa inclinazione di sguardo rende il libro ancora sostanzialmente  attuale . “In nessun altro paese, scrive Piovene, sarebbe permesso assalire come da noi, deturpare città e campagne, secondo gli interessi e i capricci di un giorno”. L’autore ha  considerato sempre  il suo libro “ un inventario , col difetto di ogni inventario, omissioni e lacune” .

 

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