M. IL FIGLIO DEL SECOLO –ROMANZO DI ANTONIO SCURATI -ED.BOMPIANI

(Gabriella Maggio)

Premio Strega 2019  “M  Il figlio del secolo” l’ampio romanzo di Antonio Scurati affronta un argomento ancora divisivo per gli Italiani con stile essenziale e ben sorvegliato in tutte le numerose pagine. Il racconto,  articolato in brevi capitoli forniti  di titolo, luogo e data dell’episodio raccontato, ha inizio il  23 marzo 1919 a piazza S. Sepolcro  a Milano con la fondazione dei Fasci di combattimento e si conclude con la seduta della Camera dei Deputati del 3 gennaio 1925. L’interesse del libro è duplice per quello che esso è in sé come lingua, stile, metodo d’indagare e narrare la storia e per quello che assume  nel panorama letterario contemporaneo. Rispetto a quest’ultimo, concentrato soprattutto  sull’interiorità del personaggio ripiegato su se stesso, indagato in un arco temporale ristretto,  “M”  diverge collocando  il protagonista in un ampio contesto spazio-temporale, ricostruito con cura per mezzo di attente ricerche storiche  supportate da  stralci  della stampa del tempo e da testimonianze di prima mano. Per questo lo stesso autore ha definito l’opera “romanzo documentario” . Scurati descrive  la complessità dei fermenti della società  italiana negli anni seguenti la Prima Guerra Mondiale, nei quali avviene  l’ascesa politica di Mussolini, che, espulso dal Partito Socialista, s’appoggia d’istinto agli Arditi, che “per tre anni erano stati un’aristocrazia di guerrieri….tornati alla vita civile, sarebbero stati un mucchio di disadattati. Diecimila mine vaganti”. Il giovane direttore de “Il Popolo d’Italia” ben guidato da Margherita Sarfatti, bella, ricca e colta, riesce ad incanalare e a mettere a frutto  il suo “istinto” politico privo di strategia, ma non dell’ obiettivo  del potere: “Cerco il polso della folla e sono sicuro che il mio pubblico ci sia”. La lettura scorre rapida ed attenta, facilitata dallo stile elegante nella sua  semplicità  e sobrietà. Qualcuno ha detto che gli anni ‘20 assomigliano  alla condizione storica attuale. Mi sembra  un’interpretazione  tanto facile da scadere nel banale. La storia non si ripete. La sua conoscenza è però importante  perché agevola la comprensione del presente in quanto svela i caratteri degli uomini e le molle del loro agire. In una parola ci parla di noi. Tuttavia i contesti nei quali gli uomini si muovono sono determinanti per  le loro strategie, i successi o gli insuccessi. Ѐ il contesto che fornisce l’occasione  per emergere, direbbe Machiavelli.

 

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