ETÀ E NON MALATTIA COME TRIAGE

Carmelo Fucarino

A proposito del vaccino da somministrare ad un ottantunenne improduttivo per definizione e convinzione di uomini di mezza età, alcuni ilari politici e qualche scienziato di economia che credono di potere emulare Dorian Grey, vecchietto consumatore maggioritario e cavia dei veleni prodotti dal Nord.

Ludovico Ariosto ritratto da  Tiziano

ARIOSTO, Satira III, a messer Annibale Malagucio, vv. 106-150

A chi parrà così farò risposta / con uno essempio: leggilo, che meno / leggerlo a te, che a me scriverlo, costa. / Una stagion fu già, che sì il terreno / arse, che ‘l Sol di nuovo a Faetonte / de’ suoi corsier parea aver dato il freno; / secco ogni pozzo, secca era ogni fonte; / li rivi e i stagni e i fiumi più famosi / tutti passar si potean senza ponte. / In quel tempo, d’armenti e de lanosi / greggi io non so s’i’ dico ricco o grave, / era un pastor fra gli altri bisognosi, / che poi che l’acqua per tutte le cave / cercò indarno, si volse a quel Signore / che mai non suol fraudar chi in lui fede have; / et ebbe lume e inspirazion di core, / ch’indi lontano troveria, nel fondo / di certa valle, il desiato umore. / Con moglie e figli e con ciò ch’avea al mondo / là si condusse, e con gli ordegni suoi / l’acqua trovò, né molto andò profondo./ E non avendo con che attinger poi, / se non un vase picciolo et angusto, / disse: “Che mio sia il primo non ve annoi; / di mógliema il secondo; e ‘l terzo è giusto / che sia de’ figli, e il quarto, e fin che cessi / l’ardente sete onde è ciascuno adusto: / li altri vo’ ad un ad un che sien concessi, / secondo le fatiche, alli famigli / che meco in opra a far il pozzo messi. / Poi su ciascuna bestia si consigli, / che di quelle che a perderle è più danno / inanzi all’altre la cura si pigli». / Con questa legge un dopo l’altro vanno / a bere; e per non essere i sezzai, / tutti più grandi i lor meriti fanno. / Questo una gazza, che già amata assai / fu dal padrone et in delizie avuta, / vedendo et ascoltando, gridò: «Guai! / Io non gli son parente, né venuta / a fare il pozzo, né di più guadagno / gli son per esser mai ch’io gli sia suta; / veggio che dietro alli altri mi rimagno: / morò di sete, quando non procacci / di trovar per mio scampo altro rigagno».

Avranno tempo per morire? O la natura materna chiuderà un occhio e li scanserà? Forse sarebbe stato possibile e giusto creare due sezioni di somministrazione. Ma purtroppo sono inetti e incapaci di seguire una sola catena. Perché in scelte vitali per una Nazione si arruolano amici e parenti, peggio dei trafficanti e maneggioni, non contano perizia ed esperienza nell’abbuffata di miliardi. Poi l’ardire e la tracotanza della passerella dei privilegiati.

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