L’ENIGMA DI RUDOLF STUALKER VERSO UNA SOLUZIONE ?

Il mistero rimane

Riccardo Carioti *

Rudolf , a volte  Rudoph o  Rodolf oppure Rodolfo , Stualker o Stualcker , è indicato nei testi sulla storia urbanistica ed architettonica di Mondello , come l’ architetto o l’ ingegnere , progettista del celebre stabilimento balneare . E’ veramente così ? A partire da una semplice intuizione , viene fatta un po’ di luce sulla questione , ma il mistero diventa più fitto. Ad Agosto 2019 è stato pubblicato, sul sito “Reportage Sicilia”, un breve, ma interessante articolo dal titolo: “Notorietà e mistero dell’architetto Stualker a Mondello” , a firma del giornalista Ernesto Oliva . Si faceva il punto su una questione ancora aperta , e  mai veramente approfondita , che riguarda il progettista dello stabilimento balneare di Mondello, una delle principali testimonianze dell’ Art Nouveau  in Italia , oltre che uno dei principali “landmark” di Palermo. L’articolo, prendendo a supporto il saggio del 2009 : ”L’antico stabilimento balneare di Mondello” , scritto da Massimiliano Marafon Pecoraro e Gaetano Rubbino ed edito da Krea , evidenzia l’inconsistenza e l’ incoerenza delle notizie tramandate dalla letteratura su Mondello, a proposito dell’ evanescente figura del progettista dello stabilimento, indicato da tutte le fonti, sia scientifiche che divulgative , come Rudolf , a volte  Rudoph o Rodolf o ancora Rodolfo, Stualker o Stualcker , indifferentemente ingegnere o architetto , di nazionalità belga secondo i più, austriaco secondo altri. Nulla di più sappiamo di lui, sebbene non si possa davvero dire di sapere qualcosa , dato che non si è sicuri neanche del nome.  Siamo solo certi che lo stabilimento fu costruito dall’ impresa Rutelli a partire dal 1911. Si tramanda che il progetto originale fosse destinato alla costruzione di un analogo edificio ad Ostenda in Belgio. Tuttavia , uno sguardo ai prospetti originali , riportati su molti libri e pubblicazioni, chiarisce che tra il progetto e l’edificio realizzato , vi sono notevoli differenze , sia nell’ apparato decorativo che in quello strutturale. In particolare , sembra che il sistema di fondazioni rappresentato nei prospetti originali , raffiguri una palafitta di pali lignei e non quella  in calcestruzzo armato che è stata effettivamente realizzata. Non si conoscono altre opere di Rudolf  Stualker , anche se, come riportato nel saggio di Pecoraro e Rubbino , alcuni gli attribuiscono anche il ponte tranviario di via Mater Dolorosa, nella borgata di Pallavicno,  realizzato dalla società italo-belga “Les Tamways de Palerme”, stessa committente dello stabilimento. Ma , come affermano gli stessi autori , le informazioni su Stualker sono talmente carenti da metterne in dubbio anche la paternità dello stabilimento.

  Partendo da queste premesse, ho cercato di forzare questa situazione di stallo. Cercando sul web , ho avuto conferma che,  non solo il nome Rudolf Stualker , in tutte le sue varianti note , è presente solo in relazione allo stabilimento di Mondello, ma anche che i cognomi Stualker e Stualcker non sono attestati in nessun altro contesto , ivi compresi gli elenchi telefonici , consultabili on-line , di Belgio, Olanda , Austria e Germania. Ho dunque ipotizzato che  le variazioni con cui il nome ed il cognome del nostro uomo del mistero sono state tramandate , fossero dovute ad errori nella trascrizione di testi in corsivo, firme autografe o di comunicazioni orali . Ciò , in genere , porta ad erronee interpretazioni delle vocali. Da qui ho cercato di ricostruire quale potesse essere il cognome all’origine di una storpiatura in Stualker o Stualcker . C’è da dire che molti cognomi sono spesso anche parole di uso comune in qualche lingua . Quindi , ho subito cercato, per tentativi successivi , utilizzando un traduttore multilingue  on-line , se vi fossero parole , in varie lingue germaniche, simili a “stualker” o “stualcker” . Cominciando dall’olandese , lingua parlata anche in belgio , supposta patria dell’indiziato , nonché nord della Germania , ho subito trovato che la parola “stoelcker” significa “sedia” . Ho ripreso , allora,  a consultare gli elenchi telefonici on-line , di Belgio , Olanda ed Austria e Germania, cercando il cognome “Stoelker” . Tale cognome risulta attestato solo in Germania . Una semplice ricerca generica , mi ha portato ad una famiglia Stoelcker di Francoforte sul Meno, attiva nella progettazione e fabbricazione di mobili all’epoca della costruzione dello stabilimento , la “Holzindustrie Stoelcker” che fu di Otto e di Max Stoelcker. Una successiva ricerca sul motore googlescholar.com , dedicato alle pubblicazioni scientifiche , effettuata inserendo il nome Rudolf Stoelcker , ha rivelato l’esistenza di un ingegnere tedesco o italo-tedesco di nome Rodolfo Stoelcker, titolare dell’impresa di costruzioni omonima fondata nel 1914 (Ing. Rodolfo Stoelcker Anonima Costruzioni) attiva in Italia centrale tra gli anni 1920 e 1940. Specializzato nella realizzazione di strutture in calcestruzzo armato : coperture a volta, fondazioni su pali ed opere idrauliche , iniziò la sua carriera come uno dei fondatori ed amministratore della società Ferrobeton nel 1908 . attiva in Sicilia già subito dopo il terremoto di Messina. Tra le sue opere figurano : la ristrutturazione di Palazzo Giovene di Girasole a Napoli nel 1926 , la costruzione della nuova Cattedrale di Avezzano nel 1930 e la costruzione del Ponte Principe Amedeo Savoia Aosta a Roma nel 1939. Non sembra che si sia mai dedicato alla progettazione architettonica. In conclusione, vista la similarità nel nome ed il particolare campo di specializzazione professionale, mi pare che l’identificazione di Rudolf Stualker con Rodolfo Stoelcker sia, a questo punto, davvero molto plausibile . E’ probabile , quindi, che Rodolfo Stoelcker, prese parte alla realizzazione delle fondazioni a palafitta, in calcestruzzo armato, dello stabilimento di Mondello, assistendo come professionista o costruttore l’impresa Rutelli, essendo questo materiale ancora poco diffuso nella Palermo del 1911 . Sembra dunque difficile che sia stato Stoelcker il responsabile della progettazione architettonica dell’edifico. In quest’ottica , l’elenco delle opere di Rudolf  Stualker , al secolo Rodolfo Stoelcker , andrebbe certamente rivista, e non è detto che non abbia lavorato ad altre opere a Palermo, come appunto il ponte tranviario di via Mater Dolorosa , anche questa tra le prime opere in calcestruzzo armato ad essere realizzate in città. In più  alla luce del libro pubblicato nel 2018 sulla vita e le opere dell’ architetto belga Lucien François :”Lettere dalla Sicilia – un architetto belga a Palermo 1919-1921” , scritto da Alice Verlaine Corbion per le Edizioni di storia e studi sociali , è confutata anche  l’ipotesi, riportata nell’articolo di Oliva, che egli abbia partecipato alla realizzazione o progettazione dello stabilimento. La questione centrale , allora , resta ancora aperta , chi è l’architetto dello stabilimento ? Il mistero si fa ora più fitto, perché non c’è più un indiziato.

Addenda all’articolo originale già pubblicato nel 2020

         Sono recentemente venuto a conoscenza di un articolo pubblicato su “Il manifesto” , a febbraio 2020, dal titolo : “Una storia «formativa» che rimuove la complicità con l’Olocausto” di  Antonio Camuso, sull’imminente incontro  “ Architettura e ingegneria a Roma tra le due guerre nell’attività dell’imprenditore tedesco Rodolfo Stoelcker “ presso il Museo di Roma in Trastevere . Nell’ articolo si denunciano le complicità di Rodolfo Stoelcker con il regime nazista, avendo partecipato nel 1942 , con la sua impresa di costruzioni , alla realizzazione del complesso chimico-industriale della IG Farben – Buna-Werke a Monowitz , nel comprensorio di Auschwitz, insieme ad altre imprese italiane . Oltre ad impiegare manodopera e tecnici italiani, Stoelcker si sarebbe anche avvalso di prigionieri del lager . L’unica fotografia al momento disponibile di Stoelcker, lo ritrae insieme ad Albert Speer, l’archietto del Reich. Dopo la guerra  Rodolfo Stoelcker riprese a lavorare in Italia , fino alla sua bancarotta nel 1955 .

 

Bibliografia

– Ernesto Olivera :”Notorietà e mistero dell’architetto Stualker a Mondello” –articolo sul sito :” Reportage Sicilia” – 2019 – disponibile al link:

https://reportagesicilia.blogspot.com/2019/08/notorieta-e-mistero-dell-architetto.html

– Massimiliano Marafon Pecoraro e Gaetano Rubbino :”L’antico stabilimento balneare di Mondello” – Editore : Krea – 2009

– Laura Crimi e Renato Zappulla :”Mondello , sviluppo storico urbanistico e analisi delle architetture del primo 900’ ” – Edizioni Grifo – 1991

– Davide Cardile :”Mondello – Borgata marinara di Palermo –  percorso storico della borgata e del suo territorio” – Edizioni Grifo – 2001

– Adriana Chirico :”Palermo la città ritrovata – itinerari fuori le mura dalla Conca d’Oro ai Colli a Mondello” – Dario Flaccovio Editore – 2006

– Marina Russo ed Edoardo Curra :” The diffusion of the Zeiss-Dywidag system in Italy: two cases in Rome” – pubblicato su :”Building Knowledge , Construction Histories – vol.1

– Italo Ferraro Napoli. :”Atlante della Città Storica. Centro Antico”  – Clean Edizioni – Napoli – 2002.

– Simonetta Ciranna e Patrizia Montuori :” Tempo, spazio e architetture. Avezzano, cento anni o poco più” – Editore : Artemide – Roma -2015

– Alice Verlaine Corbion :” Lettere dalla Sicilia – un architetto belga a Palermo 1919-1921” – Edizioni di storia e studi sociali – 2018

– Tullia Iori : “ La costruzione moderna italiana e l’influenza del terremoto “  in Ornella Fiandaca, Raffaella Lione (a cura di), “  Il sisma. Ricordare prevenire progettare “ – Alinea editrice –  Firenze – 2009

– Antonio Camuso “Una storia «formativa» che rimuove la complicità con l’Olocausto” articolo pubblicato sul “Il Manifesto” il 20/02/2020 – disponibile al link :

https://ilmanifesto.it/una-storia-formativa-che-rimuove-la-complicita-con-lolocausto-2/

 

*L.C.Palermo dei Vespri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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