SEDUZIONE FEMMINILE E REGNO D’ITALIA

La contessa di Castiglione

Irina  Tuzzolino

La contessa di Castiglione nacque Virginia Oldoini a Firenze il 22 marzo del 1837. La famiglia era nobile, ma non molto facoltosa e a sedici anni la diede in sposa al ricco conte Francesco Verasis Asinari di Costigliole d’Asti e di Castiglione Tinella già vedovo e  di dodici anni più grande. Virginia non amava il futuro marito che però  sottoscrisse accordi prematrimoniali tali da concederle  una grande libertà. Il matrimonio fu celebrato a Firenze. Presto la coppia si trasferì a Torino  dove entrò nell’entourage del cugino conte di Cavour allora presidente del Consiglio, impegnato ad ottenere l’aiuto della Francia contro l’Austria. Intuite le abilità seduttive della contessa di Castiglione Cavour la invitò  a trasferirsi a Parigi per aiutarlo a convincere Napoleone III a condividere la causa piemontese. Ammessa nella corte parigina presto Virginia diventò l’amante ufficiale dell’Imperatore. Ne seguì la partecipazione della Francia  nella seconda guerra d’indipendenza italiana. La contessa di Castiglione , come si evince dall’epistolario, non fu una semplice pedina nelle sue relazioni con personaggi potenti, cercò  sempre una sua autonomia. Da questo non si deve credere che sia stata  una femminista ante litteram, perché rimase sempre una donna del suo tempo. Gestì con disinvoltura e audacia le tante relazioni  ricavandone vantaggi per sé e per i suoi amici che la incoraggiavano all’intrigo. Come si nota nel carteggio con il conte Giuseppe Poniatowski, con Costantino Nigra e col re Vittotio Emanuele II con i quali ebbe una lunga relazione. Nel suo carattere si mescolavano narcisismo, trasgressione, e insofferenza che spesso si tramutava in rabbia se non le si riconosceva il valore e una certa megalomania che la portò ad attribuirsi meriti non soltanto per la nascita dello Stato italiano, ma anche per la guerra franco-prussiana e per la questione romana. La relazione con Napoleone III fu interrotta dall’attentato all’imperatore  del 2 aprile 1857, mentre usciva da casa della contessa, da parte del corso Giacomo Griscelli. Virginia, lasciata Parigi,  viaggiò per il continente non riuscendo a trovare un luogo dove stabilirsi definitivamente, fino a che decise di rientrare in Italia, dividendosi tra La Spezia e Torino. In seguito alla morte del marito e del figlio fece ritorno a Parigi dove fu protagonista di molti tableaux vivants, allora molto di moda nelle esposizioni universali, e degli scatti fotografici dello studio Pierson & Mayer. Nell’ultimo  periodo della sua vita si racconta che  per non vedere la sua decadenza fisica, si velò il volto, coprì gli specchi e che uscì solo di notte. Dopo lo sfratto dal suo appartamento di Place Vendôme, morì in solitudine a Parigi il 28 novembre 1899. È stata sepolta nel cimitero di Pére Lachaise. Il suo motto è stato : Tengo molto alla fedeltà del cuore, a quella del corpo niente affatto.

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