INTERVISTA A ELENA SAVIANO

(Gabriella Maggio)


Poetessa palermitana di fama nazionale ha al suo attivo una ampia e ricca produzione poetica.  Negli ultimi tempi si sta rivolgendo alla prosa. Dopo aver letto la raccolta di poesie “Apis” , l’ho incontrata per rivolgerle qualche domanda.

QUANDO  HAI  COMINCIATO A SCRIVERE VERSI ?  Ho iniziato a scrivere versi poetici sin dalle scuole elementari, ma ufficialmente dal 1987. Scrivo da oltre venti anni, ma è come avere iniziato ieri. Quando viene stampato un nuovo libro di poesia la mia mente pensa di essere abituata all’atmosfera che ne deriva prima di una presentazione ufficiale. Poi, invece, vengo puntualmente smentita, e mi rendo conto che è come la prima volta e le emozioni sempre nuove e diverse divengono così profonde da non lasciare respiro. Amo la poesia perché, per me, è fresca come un bicchiere d’acqua. Mi conduce in sensazioni che si trasformano in versi. Amo la poesia perché è la carezza che offre refrigero agli schiaffi della vita. Amo la poesia perché è vita.

COSA TI HA SPINTO A SCRIVERE ? Stavo attraversando un periodo della mia esistenza molto difficile riconducibile alla malattia di mio padre, conclusasi ahimè senza lieto fine. Iniziai con un diario scrivendo non pagine quotidiane di affanni, dispiaceri o altro, ma versi dedicati all’amore eterno e rivolto a tutto l’universo. Pagine intere di versi alla natura, alla famiglia, al sociale a tutto ciò che Dio ha posto sulla terra, nell’acqua ed in cielo, alle cose che si vedono e toccano e a quelle invisibili.

ESSERE DONNA HA FAVORITO O OSTACOLATO L’INSERIMENTO NEL MONDO

CULTURALE PALERMITANO? Credo che le discriminazioni qualunque esse siano  conducano l’individuo ad accettare sfide che a lungo termine divengono interessanti per la propria crescita. L’affermazione di un talento è sempre difficile, ma quando tanti personaggi, artisti, critici, nel corso della propria vita affermano valori nei contenuti di una produzione poetica che convince, allora tutto il resto è relativo.

E IN QUELLO NAZIONALE ? A livello nazionale non  è tanto il fatto di essere donna, ma quello di possedere un bagaglio sufficiente di visibilità. Sono apprezzata dalla critica nazionale, ma certamente non risulta facile farsi ascoltare e vedere in un contesto multiplo di talenti o falsi talenti. Nel 2006 partecipai alla trasmissione condotta da Gigi Marzullo “L’Appuntamento”, su Rai Uno, con il libro di poesie “Apis” e certamente mi ha giovato molto perché il livello d’immagine è cresciuto e con esso anche le opportunità. Infatti critici come Walter Mauro e Claudio Marabini mi suggerirono e stimolarono ad iniziare un percorso di narrativa, in quanto pronta e matura nel linguaggio, nei contenuti per poterlo fare.

CHI SONO I TUOI MAESTRI ? Giacomo Leopardi, Ugo Foscolo, Alessandro Manzoni, Werther, Prèvert, Maupassant, Pirandello, Sciascia e tantissimi altri, ma soprattutto avere avuto  professori che mi hanno fatto amare la poesia, la letteratura, l’arte. Professori che concepivano l’insegnamento come una vocazione e non una costrizione, essi davano il giusto peso alle parole, ai significati, alle emozioni, ai talenti.

QUALI SONO I TUOI TEMI RICORRENTI ? L’amore accomuna tutti i temi a me cari raggruppati nel sociale, nella fede e nella spiritualità. Nella natura e nella giustizia, nella libertà. La speranza di guardare con gli occhi di un bambino ingenuo e voglioso di scoperte per la crescita, ma soprattutto quello che Monsignore Ersilio Tonino chiama lo stupore della vita.

QUALI SONO I TUOI PROGETTI PER IL FUTURO ? Sono tanti i progetti che mi prefiggo nel 2011, spero di portarne in porto tanti sia per l’associazione Cycnus che rappresento in  qualità di presidente che come autrice di libri.

A tale proposito, il 3 dicembre 2010 ho esordito a Roma con un’opera prima di narrativa dal titolo “Tu c’eri” casa editrice Laruffa, partecipando così anche alla Fiera del Libro svoltasi dal 4 all’8 dicembre presso l’Eur. Inoltre stiamo pensando ad un progetto di poesia molto interessante da portare all’attenzione del pubblico palermitano, ma anche questo è prematuro definirlo adesso.

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