LA POESIA DI FABRIZIO SAPIO TRA ESPERIENZA UMANA ED ECHI LETTERARI

Caterina Ruta

Nella sua “Prefazione” Elio D’Anna afferma “Il poeta copia da una pagina già scritta, come un pittore davanti ad un paesaggio …”. La sua considerazione richiama il concetto di “intertestualità” che, applicato alla letteratura, suggerisce che ogni testo si alimenta delle letture che lo precedono, anche quando non appaiono nella superfice delle parole. Lo stesso Fabrizio Sapio[1] nel corso di una conversazione ha dichiarato “Sono sempre stato un lettore onnivoro e curioso. Entusiasta ghiottone di aforismi e fervido degustatore di poeti, alcuni dei quali mi hanno insegnato qualcosa”.In questo libro della maturità (Il libro di Calipso e altre poesie. Soggiorno di Odìsseo in tempo di COVID19, Prefazione di Elio D’Anna, ed una nota in IV di copertina di Nicola Romano, Spazio Cultura Edizioni S.r.l., 2021, pp. 92 brossura, € 10,00.) il suo patrimonio di letture, consumate nel corso degli anni e filtrate alla luce della sua esperienza umana e culturale, emerge in forme diverse che vanno dalla citazione evidente al riferimento indiretto, che solo un altro attento conoscitore della fonte può cogliere, dalla scelta del tono della composizione a quella del tipo di verso, dalla formazione di dense metafore al ribaltamento del dettaglio evocato. Il titolo del volume ci comunica che alla sua base si colloca in primo piano la letteratura greca, ritenuta da Sapio la matrice imprescindibile della cultura occidentale, ma a partire da questa certezza una costellazione di poeti e narratori illumina ogni singola composizione dell’universo semantico compreso ne Il libro di Calipso e altre poesie. Per la sua formazione giovanile Sapio conosce i poeti di lingua spagnola e non solo García Lorca, ma anche la tradizione cinque-seicentesca e l’argentino Borges, da lui molto amato, senza escludere gli autori lusitani Pessoa e Saramago.  Non manca la presenza dei poeti italiani da Dante a Montale e Pasolini, e di quelli di lingua inglese fra i quali primeggia Walt Whitman. A questi si possono aggiungere Hikmet, Carver e altri ancora, che intervengono nel crogiolo della sua creatività, fornendo suggestioni diverse. Alla fine del libro, quando ci consegna le sue “Istruzioni per l’uso”, seguendo la definizione di Borges, il poeta si dichiara “lettore fra lettori”.

[1] Fabrizio Sapio nasce nel 1955 a Palermo e, dopo la laurea, alterna la principale attività bancaria con esperienze attoriali e registiche, coltivando attivamente la passione per la scrittura di saggi e la pubblicazione di prose brevi. Ha curato la sezione poetica presso un blog e ha partecipato a corsi di scrittura creativa. Collabora a una pagina culturale a carattere divulgativo con interventi di letteratura e di musica.  Dichiara di dedicarsi al ritmo, nelle sue tre corde della danza storica dell’800, della musica classica e della poesia. Vive tra Roma e Palermo.

 

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