CHILOMETRO 9 ROMANZO DI GIUSI RUSSO Ed. Fondazione M. Luzi

(Gabriella Maggio)

Chilometro 9 è l’indicazione generica di un luogo, la cui importanza per la storia viene resa nota  alla fine del romanzo. Il  luogo si trova sulla linea ferrata siciliana, come gli altri dove si è svolta la vita semplice  di Salvina, che ha trovato il riscatto della sua oscura esistenza di donna, che il luogo ed il tempo fanno succuba dell’uomo, nella maternità, mettendo al mondo undici figli. Non sa leggere né scrivere, imparerà faticosamente da grande, trovando nella scrittura di un diario, osteggiato in tutti i modi dal marito, un momento tutto per sé, risarcimento delle privazioni e rinunce. A ottantasei anni quando un ictus la priva della parola e della conoscenza è accolta  in casa dall’ultima figlia che decide  di ricostruire la sua storia, ma soprattutto recuperare l’autenticità del  rapporto con la madre che fino ad allora  è stato distante e freddo. La malattia inverte i ruoli, la madre  diventa infante e la figlia assume il ruolo materno della cura, permettendo  una Simbiosi perfetta. Trasfuse l’una nell’altra (p.394, ultima del libro). Il tema familiare è affrontato dalla scrittrice con un’implicazione morale, come condivisione di esperienze e valori:  è la vita che dura e non si arresta. La  rievocazione dell’infanzia, della maturità di Salvina è uno dei motivi del libro scritto in carattere tondo, l’altro, in corsivo, è la ricerca interiore di sé attraverso la madre compiuta dalla figlia. Allo stile narrativo si sostituisce quello poetico e ridondante dello scandaglio del sé. Libro costruito con impegno e cura vuole un lector  vigile e attento , che appena si arrende al ritmo narrativo della parte in tondo viene scosso e richiamato all’attenzione dalla parte in corsivo, poesia in prosa con cui la figlia celebra la madre, la sua fierezza di donna mantenuta anche quando si arrende all’uomo. Chilometro 9 ben s’inserisce nella narrativa contemporanea  volta alla ricerca esistenziale attraverso una figura genitoriale, ma anche alla ricostruzione per ampie linee di tratti della storia e del costume italiani. Come nelle Otto montagne di Cognetti e  La più amata  di Teresa Ciabatti, vincitore e seconda classificata  al Premio Strega 2017.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il nostro sito web utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione. Per maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l abilitazione sul browser accedi alla nostra Cookie Policy.

Cookie Policy