LA FEDE, GLI AFFETTI, LE PASSIONI-SAVERIO LA PAGLIA

Gabriella Maggio

 

Lettura  della vita potrebbe essere il sottotitolo dell’opera di Saverio La Paglia “ La fede, gli affetti, le passioni” ( a cura del Comune di Ciminna e  del Circolo Paolo Amato) nella quale è raccolto il frutto della sua lunga esperienza che gli ha dato, senza drammi, quella saggezza, attraverso la quale oggi indica  ciò che veramente conta nella vita  di un uomo. In primo luogo l’attaccamento al paese d’origine, Ciminna :

 

“Di stu paisi jò sugnu amanti

cca nascivu e sugnu cuntenti

si m’alluntanu d’iddu, sugnu suffirenti,

puru ca haiu tuttu, iddu mi manca ‘mmantinent”i.

 

e alle sue tradizioni , tra le quali il culto del patrono  S. Vito :

 

U paisi di Tia nn’havi veru bisognu

pi chissu isamu l’occhi ‘nta to chiesa

Santu Vituzzu nostru Patruni

pi addumannariti d’aiutarini unu a unu.

Dei dubbi e delle difficoltà della vita poco traspare nel libro perchè sono superati e risolti nella fede  della  Madonna, madre di tutti gli uomini :

 

Allura u’nn’ì resta chi ricurriri a Tia,

Matri nostra, Vergini Maria,

allarga li vrazza, allarga stu mantu

pigghiani e salvani ‘nto mumentu.

 

Il dialetto siciliano, che si mescola alla lingua italiana si configura come lingua dell’anima, che richiama la fiducia e l’innocenza dell’infanzia, ora nell’età adulta divenuta   espressione di sincera di devozione. Coerente con quest’assunto la dichiarazione di poetica:

 

“Nei miei versi elaboro pensieri

quelli di oggi, quelli di ieri,

osservo il mondo, mi estasio col creato…”

La poesia è per Saverio La Paglia raccoglimento, affinamento di  quella sensibilità, che ci rende presenti a noi stessi e agli altri, ci fa testimoni di quello che ci accade intorno, che non possiamo, né dobbiamo ignorare. Dalla lettura dei testi emerge una   vita ricca di interessi culturali e  di affetti familiari, la moglie Francesca, i nipoti, gli amici, l’interesse per le sorti dell’umanità spesso smarrita nelle guerre, nell’indifferenza verso chi soffre. Non so se la poesia ha un dovere da compiere. È più probabile che ci aiuti a compiere un po’ meglio il nostro dovere di uomini, perché ci rende più consapevoli, facendosi specchio di noi stessi. Giustamente Vito Mauro nella postfazione definisce Saverio la Paglia: «Cantore partecipe e commosso….ogni occasione, ogni evento e circostanza diventano per lui una fonte d’ispirazione».  Le opere di numerosi artisti creano all’interno del libro una interessante corrispondenza di linguaggi.

 

 

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