MARCO ONOFRIO “MALEDIZIONE DELLA GUERRA “

Gabriella Maggio

 

Maledizione della guerra, è una performance poetico-musicale di Primo consumo, band formata da Marco Onofrio, scrittore, poeta e cantautore, da Valentina Onofrio alle percussioni e da Lorenzo Giammarioli al basso elettrico e alla chitarra acustica. L’opera- pop fonde poesia e musica d’autore entrando nel vivo dei conflitti odierni, della guerra , dei diritti negati, delle migrazioni, della marginalità. Il libretto, pubblicato da  – Edilazio letteraria nel  2026, è stato  scritto  tra il luglio e il novembre 2025, come un frutto spontaneo nutrito dalla cenere dei giorni, come dice Marco Onofrio nella Premessa. L’opera chiama in causa il lettore con la forza illocutiva della sua parola, sottolineata dalla musica; si fa portavoce  dei compiti della letteratura in un mondo in cambiamento, focalizzandosi sul ruolo complesso dell’intellettuale nella società contemporanea. In questo Marco Onofrio sembra rievocare l’auspicio vittoriniano di  Conversazione in Sicilia :  “ognuno dovrebbe cercare altri e nuovi doveri che riscatterebbero l’umanità sofferente”. Maledizione della guerra libretto dell’opera-pop  oggi ci propone di  riparlare di impegno, nel senso  che veicola una chiara presa di posizione su problematiche socio–politiche ed ha un carattere performativo, ossia ha il fine pratico di volere contribuire ad un effettivo cambiamento sociale. La parola poetica assume l’ampio  spessore delle risonanze originate  dall’incontro tra autore, destinatario, contesto culturale e socio-politico. La passione per la letteratura e per la musica  si fonde compiutamente con la passione per le sorti del mondo e  l’espressione della tragicità del nostro tempo. L’opera comincia  con una preghiera alla Madre Terra : “Ascoltaci,Perdonaci, Uniamoci  Ogni mattina rinasce/ la possibilità/ del paradiso / ma la perdiamo sempre…” perché alligna dappertutto “la pianta semprenera della guerra e di ogni forma di male…scandalo, scandalo osceno/ della storia umana…”.  Ma bisogna scuotere le coscienze dall’indifferenza :  “nulla può cambiare/ se prima non accade/ dentro la coscienza/ alle sorgenti stesse dello sguardo…Ora coraggio/c’è da fare/un mondo nuovo…”. Infonde speranza l’auspicio della  nota conclusiva :” Che l’amore è più forte/ dell’odio/un giorno vincerà…”e la pace disarmerà la guerra.

 

 

 

 

 

 

 

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