ACQUA

Silloge poetica di Pietro Manzella, edita da Spazio Cultura

(Gabriella Maggio)

La lettura delle  poesie di Pietro Manzella suggerisce l’idea che la poesia   è vita  intensificata e come raggrumata in uno specchio  attraverso le potenzialità del linguaggio. La sua ispirazione  non ha nulla del “ coup de foudre” e la sua originalità  sta nella convinzione che la dignità della poesia consiste  nell’essere in rapporto diretto con la vita. Nei fenomeni il poeta vede  qualcosa di particolare e di assoluto , e l’esprime in forme plastiche, rivelandone la bellezza,  pur nel consapevole  continuo mutare di costumi, passioni, morale, tipico della modernità. La poesia di Pietro Manzella  si afferma in tutto l’arco della sua militanza poetica cominciata nel 1964  come un continuo contrapporsi dialettico di valori e disvalori, indifferenza e sentimento, tentativo di unificare il reale intorno a un principio che ne costituisce l’asse unitario e strutturale. Acqua , edita da Spazio Cultura, è la recente silloge poetica di Pietro Manzella, dedicata  alla nipote Elisa. È una ideale prosecuzione di “ Semi”, la raccolta immediatamente precedente, pubblicata nel 2015 presso G. Laterza e  dedicata ai figli, Laura e Giuseppe. Oggi in “Acqua” quei  “semi per la rinascita della vita” della poesia conclusiva, sbocciano   per la  nipote, per il  suo sorriso gioioso che sazia di serenità, mentre comincia a gustare la vita e i suoi sapori per mezzo dei frutti della terra che lui, il nonno poeta  religiosamente coltiva. Il titolo, rafforzato  dall’epigrafe eraclitea “nulla perdura se non il mutamento” rimanda alla vita, all’esperienza del suo mutare. Ma il mutamento continuo trova un argine nei sentimenti che alimentano la vita stessa e la salvano dall’agitarsi dell’acqua, che così mantiene  il suo significato salvifico : acqua vitale. Quindi poesia vitale, che alimenta la vita.  La silloge si articola in due parti , “Poesie scritte dal 1964 al 1999” e “Poesie scritte dal 2015 al 2019”, ponendosi come una sorta di bilancio della lunga dedizione alla poesia. Punto fermo almeno fino ad oggi, testimonianza di un impegno morale e una speranza di vita guidata da affetti e valori. La dialettica intima dei temi affrontati, personali, sociali, religiosi costituisce una mappa tematica su cui sono segnate tre direzioni fondamentali: io lirico, società /natura, donna /musa, su cui si esercita  la sua umana esigenza di senso, che fa da filo conduttore a un progetto cominciato dagli anni settanta,ma rimasto sempre vivo sino ad oggi. Questo impegno riguarda oltre che l’organizzazione dei temi anche la coerenza stilistica. La parola poetica, attinta dal registro quotidiano mantiene sempre  intatto  lo stupore  dello  sguardo, che lega cosa e parola.  I versi  liberi sono  misurati  sulla ripetizione di sintagmi e la comparazione col “come”. Il momento emotivo, quello lessicale e quello cognitivo si corrispondono e rivelano l’ incidenza della realtà fenomenica, che  è  la cifra stilistica di Pietro Manzella.

 

 

 

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